venerdì 18 dicembre 2009
out of Africa
Mi sono unita per 3 giorni al team degli ambulatori esterni, 2 villaggiotti a un centinaio di km da Carnot, ovvero 6-7 ore di sobbalzi, guadi, pista fra rovi e una decina di pazienti da riportare a casa che hanno incessantemente cagato e vomitato (fino ad ora la parte più dura della missione)
In pratica arrivati in loco si raggiunge il poste de santé, ovvero capanna in cui un soggetto detto major è capace di tagliare un cordone ombelicale o trattare un morso di serpente (a questo proposito il guardiano notturno ne ha ucciso uno che stava entrando in casa non invitato) e si monta l'attrezzatura: zona d'ombra, bilancia appesa al soffitto, angolo medico, angolo farmacia ecc.
Tutto ciò con orde di bambini che ti salutano, autorità locali completamente rincoglionite e staff MSF voglia di lavorare saltami addosso.
Fatto N'Dinguiri abbiamo proseguito verso M'Boula dove abbiamo passato la notte in un paio di camerette attorno a un cortile con bagno en plein air; in realtà per la prima volta mi son lavata con l'acqua calda visto che ce la siamo scaldata sul fuoco, unica pecca degli scarafoni piuttosto invadenti disposti tipo giocatori di rugby attorno alla toilette.
Purtroppo niente elefanti anche se dicono sia la zona giusta, scimmie e antilopi solo a pezzi al mercato (pare la carne sia ottima) e mandrie di bufaloni di pastori nomadi Peul/Bororo: alti, magrissimi, chiari e con acconciature eleganti e curate.
Per ogni villaggio che si attraversa tutti gridano: baramundu berere o qualcosa di analogo che ovviamente vuol dire......
dalla Ross (anche se postato da me)
giovedì 10 dicembre 2009
esempi
Gironzolo un po' a caso nelle ampie sale del museo - ci sono già stata altre volte, tanto è gratis - e, nel giro di un paio d'ore, incontro ben quattro scolaresche delle elementari: gruppi di una ventina di bambini di 5-6 anni, tutti in divisa con il loro pullover colorato e i calzoncini corti o la gonna a pieghe (rigorosamente senza calze), seduti per terra, in silenzio, davanti ad un quadro. I loro maestri e maestre (tutti, tranne uno, molto giovani) parlano e li interpellano continuamente e ad ogni domanda si alza impaziente una selva di manine. C'è un maestro che fa "animare" una scena veneziana del Canaletto, con marmisti che scalpellano e signore alla finestra, e i bambini lì che fissano il quadro e mimano lo scalpello cercando di riprodurne il rumore e fanno ipotesi su dove stia andando quel signore che entra in una porta. Sarà una casa? no, più probabilmente una bottega, vero?
Gli altri con il pullover rosso guardano e ascoltano la storia di Atteone, due sale più in là, invece, si disegna. In effetti ce ne sono parecchi di studenti, più grandicelli, che sostano a coppie davanti ai quadri per cercare di ricopiare le immagini e, a sbirciarne i quaderni, non sono studenti di arte.
Il tutto senza intralcio per i visitatori e senza confusione. Come se il museo fosse un normalissimo luogo di studio, un'alternativa all'aula scolastica, un posto vivibile e accogliente in cui sedersi per terra, come se i quadri fossero un qualcosa di assolutamente accessibile, da guardare e interrogare e immaginare dando spazio alla fantasia. I bambini che ho visto cresceranno avendo esperienza di questo.
lunedì 7 dicembre 2009
Blood Diamonds
La vita è spartana ma accettabile, ho persino una cameretta tutta per me, acqua fredda tutta la giornata, calda mai, e elettricità fra le 18 e le 22. E' la stagione secca, ovvero caldo porco di giorno e di notte è gradita la copertina Unicef di cui siamo dotati pure noi. L'ospedale è fatto a padiglioni (capanne....) tipo il S Orsola....più o meno....diciamo che il livello medico-infermieristico è superiore all'Abkhazia anche se resta una tragedia e io sono il referente medico di cose di cui non ho la più pallida idea! La pediatria è un vero casino, per fortuna tutti sintomi portano alla malaria...che prenderò probabilmente insieme a scabbia e tubercolosi, se non ce l'ho già.
Ultima nota sui compagni di missione: confermo il mio razzismo, i francofoni sono molto meglio degli anglofoni: bevono, fumano, mangiano carne, ne capiscono di musica e cinema, sanno che succede nel mondo e la mattina alle 6.30 a colazione non ti stracciano i coglioni!
dalla Ross (anche se postato da me)
martedì 17 novembre 2009
Io dico "zao"
Nell'anno '99 di nostra vita
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d'altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,
io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni...
E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l'umiltà...
Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d'elementari ed uno d'università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...
Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...
Nell'anno '99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...
mio amico.
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Megalomani Senza Furbizia
Groucho Marx
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martedì 10 novembre 2009
mercoledì 4 novembre 2009
Ofelie
| Ophelia da Due anni dopo [1970] | |
| Quando la sera colora di stanco dorato tramonto le torri di guardia, | |
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