Ma perché prendersela tanto coi poveri suicidi?
Li trattate da stupidi, da imbecilli, da vili, come se ciascuno di essi non avesse le sue ragioni terribili e immense.
(...)
Ebbene io vi dico che il suicida è un martire, martire tanto degno quanto i martiri di tutte le religioni. E per religione intendo ogni ardore dell'anima umana, Dio o Idee che sono poi tutte altrettanti iddii.
Se martire è colui che testimonia colle sue sofferenze e il suo sangue la sincerità del suo pensiero e dei suoi sentimenti, fusi, la sincerità della sua anima non più volgare, perché non ha da essere un martireanche un suicida che, piuttosto di mentire (a se stesso e quindi agli altri), di costringersi con uno sforzo che sente inutile, a un assestamento diverso che tanto sente inutile e non suo, preferisce uccidersi, darsi quel grande dolore, il supremo di tutti i dolori?
Finitela di mostrarvi negozianti di virtù gridando all'empietà se un uomo mostra, nella sua idea, di superare la morte, di considerare la vita e la morte dall'alto della sua coscienza di sincerità.
E' sempre, certo, utilitarismo anche il suo (e che cosa non è utilitarismo nella vita?), ma almeno è un utilitarismo diversodal commercio di salami, è un utilitarismo che gonfia l'animo e lo sconvolge e lo leva in alto in un'ebbrezza sublime.
Certo, tutto è utilitarimo nella vita, ma la mia anima sa scegliere tra i valori. In alcuni si trova meglio. E perché allora non dovrei gettarmici a corpo perduto?
E perché dev'essere obbligatorio blasfemare così spietatamente tutti quelli che si sacrificano alla loro sublimità?
(21 ottobre 1927)
lunedì 26 agosto 2013
lunedì 19 agosto 2013
Agosto
Chi rimane nella città in agosto?
Solo i poveri e i matti,
Le vecchiette dimenticate,
I pensionati con volpino,
I ladri, qualche gentiluomo e i gatti.
Per le strade deserte
Senti un percuotere fitto di tacchi;
Vedi donne col sacco di plastica
Nella linea d'ombra lungo i muri.
Sotto la fontanella col torretto
Dentro la pozza verde d'alghe
C'è una naiade di mezza età
Lunga dieci centimeri e mezzo:
Ha solo indosso il reggipetto.
Qualche metro più in là,
A dispetto del celebre divieto,
I colombi questuanti
Ti circondano a stuolo
E ti rubano il pane dalla mano.
Senti frusciare nel cielo, in volo
Stracco, il demone meridiano.
Primo Levi-Ad ora incerta
Solo i poveri e i matti,
Le vecchiette dimenticate,
I pensionati con volpino,
I ladri, qualche gentiluomo e i gatti.
Per le strade deserte
Senti un percuotere fitto di tacchi;
Vedi donne col sacco di plastica
Nella linea d'ombra lungo i muri.
Sotto la fontanella col torretto
Dentro la pozza verde d'alghe
C'è una naiade di mezza età
Lunga dieci centimeri e mezzo:
Ha solo indosso il reggipetto.
Qualche metro più in là,
A dispetto del celebre divieto,
I colombi questuanti
Ti circondano a stuolo
E ti rubano il pane dalla mano.
Senti frusciare nel cielo, in volo
Stracco, il demone meridiano.
Primo Levi-Ad ora incerta
giovedì 25 luglio 2013
L'acqua
...è come se qualcuno che non l'avesse mai vista mi avesse chiesto di descrivergli l'acqua, allora io comincerei a dirgli che l'acqua è inodore, e incolore, e che è un liquido, e che essendo un liquido prende la forma dei recipienti dove lo metti, e magari tirerei fuori il principio dei vasi comunicanti, che va bene, son tutte cose che son vere, ma è l'acqua quella lì?
No, quella lì non è l'acqua.
L'acqua è l'acqua.
L'acqua è la pioggia, è una piscina,è una pozzanghera, è la rugiada, è la vasca da bagno, è la doccia, è il fango, è quello che faccio bollire per fare la pasta, è la saliva che ho in bocca, non è l'inodore, l'insapore, il principio dei vasi comunicanti, l'acqua è quando tu ti lavi la faccia, quando tiri giù l'acqua dopo aver pisciato, tutte le mattine da quando sei piccolo, l'acqua son tutte le fontane da dove hai bevuto, l'acqua è il fiume Reno che vedi tutti i giorni da quando abiti qui, quella lì, è l'acqua, altro che il principio dei vasi comunicanti....
Paolo Nori- La banda del formaggio.
domenica 14 luglio 2013
Uomini e donne
- se li abbiamo mollati o ce ne siamo andate c'erano ragioni (per
l'assioma 1: noi siamo intelligenti e il teorema 1.1: noi non facciamo
cose senza ragione, ancorché non subito ovvia)
- col tempo non sono diventati migliori (per la legge dell'entropia del partner)
- ogni mail spiata è un giorno di vita in meno (ipotesi: studi
sperimentali in corso)
- il TINA effect è una legge universale (There Is No Alternative)
Anonima
venerdì 14 giugno 2013
Le città e il deserto 1
Arrivando dal deserto, con gli occhi acciecati dal sole,
Dubai si fa strada docilmente nella foschia dovuta al calore e alla sabbia
sollevata dal vento.
Solo quando ci si è dentro se ne capisce la vera essenza.
Gli abitanti passano da un edificio all’altro, dalla casa
all’auto, all’ufficio, al centro commerciale limitando il più possibile il
contatto conl’esterno, come se ne avessero paura, come una farfalla che fa di
tutto per non uscire dal bozzolo.
Cosi’ facendo possono fingere di essere ovunque, un
ristorante italiano, un finto suq marocchino, l’acquario, il pattinaggio,
l’edificio più alto del mondo.
Ma quando vedi la sabbia farsi largo fra i grattacieli cogli
l’avvertimento della natura che prima o poi si riprenderà quel luogo.
venerdì 3 maggio 2013
Arabia Felix
La prima cosa che si nota arrivati in Yemen è la simpatica usanza che hanno gli uomini di girare con un coltellazzo attaccato alla cintura, pardon una "jambyia".
Quel che mi incuriosisce non è il portare questo chiaro simbolo fallico ma portarlo appunto proprio sopra il pacco, ma non dà fastidio avere un coltello che ti batte sul pisello? (che poetessa che sono).
Ho detto al mio capo:
"non sarebbe più comodo spostarla di lato come la pistola?"
"no, spesso han pure la pistola"
La seconda cosa è il masticare qat, non mi soffermo sulla discussione "droga o non droga" ma vedere nel pomeriggio questi qui con una guancia gonfia come quella di un criceto con un ascesso a un dente è fenomenale, in Somalia ne mettono in bocca una quantità molto minore....mah.
Last but not least: per la città girano orde di Barbanera, no, non Barbamamma che ha le curve sinuose e gli occhi truccati, degli informi, anonimi, non pelosi Barbanera......sarà un paese affascinante ma a me 'sta cosa fa incazzare un bel po'.
Quel che mi incuriosisce non è il portare questo chiaro simbolo fallico ma portarlo appunto proprio sopra il pacco, ma non dà fastidio avere un coltello che ti batte sul pisello? (che poetessa che sono).
Ho detto al mio capo:
"non sarebbe più comodo spostarla di lato come la pistola?"
"no, spesso han pure la pistola"
La seconda cosa è il masticare qat, non mi soffermo sulla discussione "droga o non droga" ma vedere nel pomeriggio questi qui con una guancia gonfia come quella di un criceto con un ascesso a un dente è fenomenale, in Somalia ne mettono in bocca una quantità molto minore....mah.
Last but not least: per la città girano orde di Barbanera, no, non Barbamamma che ha le curve sinuose e gli occhi truccati, degli informi, anonimi, non pelosi Barbanera......sarà un paese affascinante ma a me 'sta cosa fa incazzare un bel po'.
mercoledì 24 aprile 2013
Dress code
In breve: maniche lunghe, pantaloni larghi o gonna, niente sopra la caviglia, niente di attillato.
XXX: portati un completo "conservative style" per incontri con ministri o sheikh, per il resto non c'e' bisogno di coprirsi la testa (in generale) a meno che tu non sia giovane, bella, e con chioma fluente.
ZZZ: colori scuri only. Sono abituati all'abaya e lo staff e' molto attento al dress code: niente trasparenze, niente forme, niente colori, niente che possa attirare troppo l'attenzione.
YYY: ok per i colori, piu' liberal in generale anche se comunque e' meglio non lasciare braccia o gambe scoperte per evitare malintesi. Fa parecchio caldo in Aden.
In generale comunque i principi da ricordare sono:
- Trova qualcosa in cui stai comoda.
- Considera che non sono proprio abituati a vedere le donne. E' piu' facile cominciare un po' piu' coperta all'inizio, ed essere piu' riliassati dopo che lo staff ti conosce. Sta a te decidere se gli sguardi incuriositi ti infastidiscono e a che punto ma sicuramente una maglietta a maniche corte in ZZZ fa l'effetto di un bikini in centro Milano.
- Se possibile, evita l'abaya. E' un simbolo di femminilita' e la femminilita' in WWW viene con altre caratteristiche che non ci aiutano a lavorare (non lavorare, per esempio, ma anche non parlare in pubblico, non dare ordini ad un uomo, non poter far funzioni di rappresentazione, etc)
- E last but not least: anche il dress code e' uno spazio politico che si puo'/ deve negoziare.
Cazzo! Fortuna che mi hai scritto, in pratica devo rifarmi il guardaroba.
Ti faccio due domande sceme ma per essere sicura:
- niente casacca larga sui jeans? (cioè che copre fino al culo)
-che è per te un completo conservative style?????
-ho una simil abaya presa appunto in siria la porto comunque?
-per le scarpe? chiuse o sandali ok?
Casacca lunghezza culo sui jeans (non troppo stretti pero' 'sti jeans, eh?)va bene a XXX ed YYY, ma non in ZZZ.
Abaya: portala gia' che ce l'hai che puo' sempre tornare utile.
Scarpe: quelle che vuoi ma meglio avere comunque un paio chiuso nel caso di un incontro con i "saltimbanchi" o gli Amanti dei Quadrifogli, che sono parecchio foot fetishist e se hai i sandali ti obbligano a mettere le calze.
Questi sono i momenti in cui mi chiedo: "ma chi cazzo me lo ha fatto fare?"
XXX: portati un completo "conservative style" per incontri con ministri o sheikh, per il resto non c'e' bisogno di coprirsi la testa (in generale) a meno che tu non sia giovane, bella, e con chioma fluente.
ZZZ: colori scuri only. Sono abituati all'abaya e lo staff e' molto attento al dress code: niente trasparenze, niente forme, niente colori, niente che possa attirare troppo l'attenzione.
YYY: ok per i colori, piu' liberal in generale anche se comunque e' meglio non lasciare braccia o gambe scoperte per evitare malintesi. Fa parecchio caldo in Aden.
In generale comunque i principi da ricordare sono:
- Trova qualcosa in cui stai comoda.
- Considera che non sono proprio abituati a vedere le donne. E' piu' facile cominciare un po' piu' coperta all'inizio, ed essere piu' riliassati dopo che lo staff ti conosce. Sta a te decidere se gli sguardi incuriositi ti infastidiscono e a che punto ma sicuramente una maglietta a maniche corte in ZZZ fa l'effetto di un bikini in centro Milano.
- Se possibile, evita l'abaya. E' un simbolo di femminilita' e la femminilita' in WWW viene con altre caratteristiche che non ci aiutano a lavorare (non lavorare, per esempio, ma anche non parlare in pubblico, non dare ordini ad un uomo, non poter far funzioni di rappresentazione, etc)
- E last but not least: anche il dress code e' uno spazio politico che si puo'/ deve negoziare.
Cazzo! Fortuna che mi hai scritto, in pratica devo rifarmi il guardaroba.
Ti faccio due domande sceme ma per essere sicura:
- niente casacca larga sui jeans? (cioè che copre fino al culo)
-che è per te un completo conservative style?????
-ho una simil abaya presa appunto in siria la porto comunque?
-per le scarpe? chiuse o sandali ok?
Casacca lunghezza culo sui jeans (non troppo stretti pero' 'sti jeans, eh?)va bene a XXX ed YYY, ma non in ZZZ.
Abaya: portala gia' che ce l'hai che puo' sempre tornare utile.
Scarpe: quelle che vuoi ma meglio avere comunque un paio chiuso nel caso di un incontro con i "saltimbanchi" o gli Amanti dei Quadrifogli, che sono parecchio foot fetishist e se hai i sandali ti obbligano a mettere le calze.
Questi sono i momenti in cui mi chiedo: "ma chi cazzo me lo ha fatto fare?"


