martedì 29 luglio 2008

Tautologia


Più che un sistema di comunicazione, rivela spazi collettivi in una società che li ha ridotti
Un po' circolo, un po' palcoscenico, un po' piazza, un po' sezione di partito

Villaggio blog, vista sul mondo
le nuove forme di dialogo

di MARINO NIOLA


Villaggio blog, vista sul mondo le nuove forme di dialogo
"Dovessi spiegarti che cos'è il mio blog ti direi che è un luogo, riscaldato d'inverno ed areato d'estate, con un indirizzo e una buca delle lettere, finestre per guardarci dentro se passi nei pressi ed una porta aperta per entrare se ti andrà. L'insieme dei blog che leggiamo e di quelli che ci leggono è un villaggio particolarmente salubre fatto di abitanti che si siano scelti fra loro e non paracadutati lì dal caso". Parola di blogger.
È evidente che il blog è molto più di un sistema di comunicazione. È un angolo di mondo, avrebbe detto Herder. O una forma di vita, per dirla con Wittgenstein. In entrambi i casi uno spazio di condivisione simbolica caratterizzato dai suoi usi, costumi, sensibilità, abitudini, codici sedimentati - ma prima ancora creati - e da un linguaggio comune. I blog sono a tutti gli effetti le nuove forme di vita prodotte dalla rete, degli autentici angoli di mondo virtuale.

Certo che il blog è un luogo di confronto e di scambio di idee, informazioni, pareri, servizi, ma è anche di più, molto di più. Questa forma di diario in rete - il termine è la contrazione di web e di log che significa appunto diario ma anche traccia - sta dando vita a una nuova cartografia sociale. Fatta di punti di aggregazione fondati sulla circolazione delle opinioni.

Qualcuno li considera un po' come la versione immateriale dello Speaker's Corner, letteralmente angolo dell'oratore, di Hyde Park a Londra, dove chiunque può montare su una cassetta di legno a mo' di palco e predicare sul mondo in assoluta libertà. Occupando un angolo di spazio pubblico per dire la sua. Quella minuscola cassetta garantisce una sorta di extraterritorialità che consente a ciascuno di dire fino in fondo tutto ciò che pensa. A ben vedere il blog è proprio una occupazione di immaginario pubblico, una sorta di tribuna virtuale. E contribuisce a rivelare la forma dei nuovi spazi collettivi di una società che ha profondamente mutato le sue categorie spaziali e sta passando dalle divisioni alle condivisioni, dai luoghi tradizionali - territori fisici delimitati, confinati, sul modello delle nazioni - agli iperluoghi immateriali che ridisegnano le mappe del presente.

Nuovo luogo della condivisione pubblica in un tempo caratterizzato dalla scomparsa progressiva dello spazio pubblico tradizionale: un po' circolo, un po' palcoscenico, un po' salotto, un po' sezione di partito, un po' piazza, un po' caffè. I diari in rete rappresentano modi diversi di sentirsi comunità. Non più comunità locali, e localistiche, basate sulla prossimità geografica, residenziale, cittadina, ma su forme inedite di appartenenza.

Ecco perché il blog non è solo uno strumento del comunicare, ma è una potente metafora del nostro presente in rapida trasformazione e un simbolo anticipatore del nostro futuro. A farne un mito d'oggi è proprio la sua capacità di dirci qualcosa di profondo su noi stessi, di mostrarci con estrema lungimiranza ciò che stiamo per diventare anche se ancora non lo sappiamo con precisione. Nei grandi cambiamenti epocali il mito, la metafora, il simbolo si assumono proprio il compito di lanciare dei ponti verso quelle sponde del reale che ancora non vediamo ma, appunto, intravediamo. Anche se abbiamo già cominciato a viverci dentro istintivamente. In questo senso i comportamenti del popolo dei blog ci aiutano a cogliere quanto stiano di fatto mutando le stesse categorie di identità e di appartenenza: sempre meno materiali, sostanziali, fisse e sempre più fluttuanti, mobili, convenzionali.

E come sia cambiata la stessa nozione di luogo di cui viene oggi revocato in questione il fondamento primo, ovvero l'idea di confine naturale, in favore di quella di confine digitale. Il blog anticipa una realtà che non è più quella del paese, della città, del quartiere, della classe d'età, della famiglia, della parrocchia, del circolo. I bloggers si rappresentano come una comunità di persone che si scelgono liberamente e su scala planetaria. E in questa dimensione extraterritoriale intessono un nuovo legame sociale.
Comunità senza luogo? Niente affatto. È la vecchia nozione di luogo ad essere inadeguata. E assieme a lei quella apparentemente nuova di non-luogo che della prima non è che la figlia degenere. Perché è fondata su una idea pesante, solida, ottocentesca del luogo e della persona.

Un'idea che ha l'immobile solidità del ferro e non la mutevole fluidità dei cristalli liquidi. In realtà a costituire il tessuto spaziale, ieri come oggi, sono sempre le relazioni, mai semplicemente le persone fisiche. E oggi le relazioni sono sempre meno incarnate, sempre meno materializzate, ma non per questo scompaiono.

La liquidità della rete è la vera materia sottile della trama sociale contemporanea, e perfino di quella spaziale se è vero che oggi l'iperconnessione è il principio vitale che circola come sangue nel corpo del villaggio globale. I cosiddetti non-luoghi sono in realtà più-che-luoghi, super-luoghi, sono luoghi all'ennesima potenza, acceleratori di contatti, incroci ad alta densità, moltiplicatori di collegamenti tra bande larghe di umanità. È questa la cartografia wi-fi della nuova territorialità, la cosmografia del presente di cui Internet è il dio e Google è il primo motore immobile. Una rivoluzione recente ma che sta già cambiando il vocabolario dell'essere: dal to be al to google e, sopratutto, al to blog.

Non a caso bloggare è diventato un verbo. Il terzo ausiliare per chi è in cerca di casa, di lavoro, di visibilità, di posizione insomma. È la terra promessa degli homeless digitali, la nuova frontiera dei migranti interinali in cerca di hot spots, di porte wireless, di ambienti interconnessi. Un nuovo paesaggio fatto di camere con vista sul web. Proprio così una blogger definisce il suo miniappartamento virtuale. O un villaggio di villette monofamiliari dove si lascia sempre aperta la porta di casa perché chi ne ha voglia possa entrare a prendere un caffè. Altro che fine del legame sociale. La blogosfera è la traduzione della mitologia comunitaria nella lingua del web, la declinazione immateriale della società faccia a faccia: la nostalgia del paese a misura d'uomo in un download.

Frequentare i blog serve, fra l'altro, a smontare molti dei luoghi comuni sugli effetti nefasti della digitalizzazione della realtà e sull'apocalisse culturale che essa comporterebbe. Fine della lettura, tramonto dell'italiano, declino dello spirito collettivo. In realtà questo sguardo luttuoso sul cambiamento lamenta sempre la scomparsa delle vecchie forme e proprio per questo fa fatica a riconoscere l'intelligenza del presente.

A parte quelli specializzati, espressamente attrezzati a luoghi di cultura, palestre di discussione critica, gabinetti di lettura, atelier di scrittura, i blog sono in generale delle officine stilistiche e retoriche in continua attività, dove la capacità di persuasione e l'estetizzazione della comunicazione hanno spesso un ruolo fondamentale. "Qui sul blog è tutta un'altra cosa. Scrivo in modo molto diverso da come scriverei su un diario. Le persone che mi conoscono commentano e dicono la loro, e i pensieri pubblicati sono molto più profondi".

Per quanto diversi fra loro, i blogger nascono dal linguaggio e vivono di linguaggio. Un regime democratico, dove ciascuno è opinionista nel libero mercato delle opinioni, senza gerarchie di posizione, senza ruoli, senza il peso dell'autorità. Dove ognuno è quel che scrive, dove tutti hanno pari facoltà d'interlocuzione. È la nuova utopia della libertà e dell'eguaglianza. Compensazione simbolica al malessere attuale della democrazia in carne e ossa.

 



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domenica 27 luglio 2008

Peace frog

Ieri dopo una giornata al "vivace" Lido delle Nazioni (Bitelli ti chiedo un post sulle tue esperienze in riviera) e un giro nella bassa (a questo proposito chiedo invece alla Grinex un post sul Nebraska), sono giunta a "Chiesa Nuova" alla sagra della rana.
Intanto per arrivare a codesto luogo bisogna passare in una porta spazio-temporale perchè io non ho ancora capito dov'è. Comunque, quest'amena località consta di una fila di case ( meno di 10) sul lato est di una strada lungo un argine e sul lato ovest una chiesa, nuova presumo, c'è pure l'edicola e mi chiedevo come fa a non fallire.
La sagra è allestita alla polisportiva: luminarie natalizie con rane al posto di babbo natale, magliette stampate per l'occasione, stand di pentole e nuovo modello del folletto, una bancarella di collanine di perline il cui ricavato andrà al randagio della zona e, ovviamente, non poteva mancare la balera, ma visto che è una sagra sobria niente orchestra, basi registrate e coppia di presentatori tuttofare dotati di un tipico humour nebbioso.
La fauna umana avrebbe meritato un servizio di Salgado: strass, camicie con le spalline, fantasie anni '80, pettinature improponibili, tatuaggi agghiaccianti; bambini, giovani, medi e decrepiti tutti galvanizzati (ah ah ah.....) per il sontuoso evento.
Sì, lo so, c'ero pure io ieri sera, però nella stessa settimana avevo visto i REM all'arena di VR, Ben Harper, cenato con la mia élite di amici che mangiano pane e cinismo; e poi fra 10 giorni vado in India in vacanza, non in riviera.....
Insomma, io ho fatto una gita allo Zoo....che però è l'Italia!

PS le rane erano squisite!

venerdì 25 luglio 2008

La legge NON è uguale per tutti

Tralascio volutamente l'immunità per non aprire il vaso di Pandora....
Il senato ha approvato il "polpettone sicurezza", dentro c'è di tutto un po': corsia preferenziale per alcuni processi (ma ogni procura stabilisce le proprie priorità quindi figuratevi il casino), stretta sui reati di mafia e terrorismo, più attenzione agli infortuni sul lavoro...e fin qui si può pure sopportare. Poi però c'è l'aggravante clandestinità: cioè per lo stesso reato un deliquente italiano avrà un trattamento di favore. E abbiamo pure decretato lo stato di emergenza clandestini, ma se Lucia che è a Lampedusa si annoia perchè non sbarca più nessuno?
E poi l'ultima chicca: ergastolo a chi uccide pubblico ufficiale! Quindi si possono ammazzare tutti ma assolutamente non i poliziotti, mi raccomando, altrimenti son cazzi!
Però i poliziotti o chi per loro possono torturare tranquillamente, tanto in Italia è un reato che non esiste....
Ma perchè gli americani non invadono anche noi per riportare la democrazia?????





martedì 22 luglio 2008

Altro che Tokyo Hotel!

REM Walk Unafraid

As the sun comes up, as the moon goes down
These heavy notions creep around
It makes me think, long ago
I was brought into this life a little lamb
A little lamb
Courageous, stumbling
Fearless was my middle name.
But somewhere there I lost my way
Everyone walks the same
Expecting me to step
The narrow path they've laid
They claim to
Walk unafraid
I'll be clumsy instead
Hold my love or leave me high.

Say "keep within the boundaries if you want to play."
Say "contradiction only makes it harder."
How can I be
What I want To be?
When all I want to do is strip away
These stilled constraints
And crush this charade
Shred this sad masquerade
I don't need no persuading
I'll trip, fall, pick myself up and
Walk unafraid
I'll be clumsy instead
Hold my love or leave me high.

If I have a bag of rocks to carry as I go
I just want to hold my head up high
I don't care what I have to step over
I'm prepared to look you in the eye
Look me in the eye
And if you see familiarity
Then celebrate the contradiction
Help me when I fall to
Walk unafraid
I'll be clumsy instead
Hold my love or leave me high.
Walk unafraid
I'll be clumsy instead
Hold my love or leave me high.

domenica 20 luglio 2008

E il settimo giorno fece la sfoglia....

CAZZO! (scusate il turpiloquio ma ci sta) Ho fatto le tagliatelle, con le mie manine, uovo fossile e farina in scadenza, una fatica boia..... Una vera Creazione: Eva dalla costola di Adamo e il Golem mica si mangiavano! Devo ancora affinare la tecnica di "stesura" e aspettare che la spalla slogata rientri nei ranghi ma vi stupirò presto!





domenica 13 luglio 2008

Amo l'odore del napalm al mattino.....




E' curioso come un film del 1979 continui ad accompagnarci con riferimenti, citazioni, affinità con la nostra realtà sempre in evoluzione. La locandina appesa sul muro di un'amica al liceo, la lettura trita e ritrita a scuola del libro di Conrad con tutti i livelli di significato (dalla critica del colonialismo all'immersione in quell'heart of darkness che è la natura umana), l'immancabile proiezione al cinema Apollo i primi anni di università, la versione Redux del 2001, il viaggio in Vietnam alla ricerca del "profumo della vittoria" sulla spiaggia di Nha Trang e di un nostro Kurz sperduto fra i rami del Mekong.....e adesso?

Adesso più che mai mi guardo intorno e penso: L'ORRORE.....

giovedì 10 luglio 2008

nuove generazioni.....


Stamattina, dopo una notte a badare una novantina di catorci per un salario equivalente a quello di una donna delle pulizie, sono stata dalla commercialista.
Dopo avermi illustrato minuziosamente la mia pietosa dichiarazione dei redditi e aver fatto una previsione per i minimi guadagni del 2008, la suddetta commercialista mi guarda e mi fa "io ho due figli, spero che il maschio faccia l'idraulico".....
E per l'Olivia cosa speriamo....???





martedì 8 luglio 2008

Sono perplessa...

Oggi ho acceso la TV, ho anche dovuto infilare la spina visto che non la uso spesso, per guardare un Tg, con tutto quello che succede: attentati, petrolio alle stelle, cronaca nera, decreti, lodi e leggi last minute, G8, malnutrizione, catastrofi naturali, ecc...insomma materiale per ore.
Ecco sul Tg2 alle 13.45, cioè prima del parto di Nicole Kidman, del calcio mercato, del film dell'estate, è andata in onda un'intervista alla nuova presidentessa dei focolarini!!!! Breve nota biografica e poi subito argomenti caldi: "il dialogo con l'islam" e "le olimpiadi di Pechino"...
Allora perchè non chiediamo che pensano di questi temi anche al presidente dei macellai equini o alla presidentessa dell'associazione proprietari conigli nani? No perchè il mio interesse per la loro opinione è sicuramente notevole.....
VOGLIO SCENDERE!!!!





Cosa si dice in giro...

Uno studio condotto da un ricercatore dell'università australiana di Swinburne: Social network e diari online fanno bene all'umore e ai rapporti interpesonali. "Tenere un blog aiuta a vivere meglio rende meno ansiosi e più socievoli"

di BENEDETTA PERILLI


per chi fosse interessato all'intero articolo:
http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/blogmania/blog-felicita/blog-felicita.html


Ross, tu confermi?

domenica 6 luglio 2008

Riflessioni domenicali.....

Altro che dubbio amletico, qualcuno di voi ha una valida risposta? Io no.....





mercoledì 2 luglio 2008



sì, ho immortalato la brochure dell'ostello ma solo per sottolineare che noi tutte le 5 magnifiche della spedizione trekking rientriamo, naturalmente, nella prima categoria...

HEIDI


Decidete voi chi è heidi...

martedì 1 luglio 2008

MSF


Ebbene sì, dopo tanto stress mi han preso, partenza da settembre in poi, destinazione ignota.
Speriamo siano Senza Frontiere e non Senza Futuro.....