venerdì 30 dicembre 2011
martedì 27 dicembre 2011
Le Havre
Mi è piaciuta l'ironia surreale, l'ambientazione anni settanta sposata all'attualità del racconto, i colori, le luci, le facce di questi personaggi così francesi impersonate da attori finlandesi, mi è piaciuta la musica....insomma si è capito no?
lunedì 5 dicembre 2011
lunedì 21 novembre 2011
Risus abundat in ore stultorum
" WHY YOU ALWAYS NEVER SMILE?"
e i due avverbi sono stati usati con cognizione di causa
sabato 19 novembre 2011
Vita da expat
Il bello di MSF è questo, persone cosi' culturalmente diverse che si ritrovano a vivere insieme e inspiegabilmente stanno benissimo. Ci riflettevamo ieri sera a cena tutti insieme assaporando il barbecue fatto dal francese, la mia bruschetta, la salsa piccante della malese. Siamo tutti amanti del cibo e curiosi delle abitudini altrui: condividiamo, sperimentiamo, impariamo.
Tutti? In realtà non tutti.....in questi giorni abbiamo rafforzato il nostro ésprit d'équipe fondamentalmente perché mancava l'anglofono. Tutti lo abbiamo pensato e finalmente ieri ce lo siamo pure detto: l'anglofono è chiuso, rovina l'ambiente, non capisce un cazzo di cibo, ti racconta orride barzellette. Non importa se viene dagli States o dalla Nuova Zelanda, anche se ha vissuto anni in Italia mangerà sempre la pasta col Ketchup, non c'è speranza.
E come ha detto il francese: "ci sarà un motivo perché gli inglesi stan su un'isola no?"
venerdì 18 novembre 2011
The big sleep
Era per entrambe la prima volta. Ed eravamo esauste...
- Non ho ben capito l'incarico.
- Dony, neanch'io, speravo mi dicessi qualcosa tu... Di ritrovare questo Sean, questo segretario?
- No, è una questione di ricatti... e poi secondo me non è un segretario, è una specie di loro guardia del corpo...
- Chi è Eddie Mars?
- Il proprietario della bisca.
- Ah.
- Chi è questo Brody?
- Boh.
- Ma che reggiseno c'ha quella?!
- Direi che le donne non soffrissero di anoressia, ai tempi.
- Chi è Eddie Mars?
- Il proprietario della bisca.
- Certo che Bogart è veramente basso.
- Però ha un viso interessante.
- Sì, ma fisicità zero.
Questa la serata, invero molto bella. Mi sentivo adolescente, ma nel senso migliore. Quando hai voglia di ridere e di scoprire cose.
martedì 15 novembre 2011
(quasi) niente di personale
Scritto la vigilia del mio 32° compleanno
lenta e meditata poesia spontanea
Ho 32 anni
e finalmente dimostro la mia età, se non di più.
E' una bella faccia non più da ragazzo?
Sembra più grassa. E i capelli,
non sono più ricciuti. E' grosso il mio naso?
Le labbra son le stesse.
E gli occhi, ah gli occhi diventan sempre meglio.
32 anni e senza moglie, né figli; senza figli dispiace,
ma c'è un mucchio di tempo.
Non faccio più lo scemo
e per questo devo sentire dai cosiddetti amici:
“Sei cambiato. Eri così matto così grande.”
Vadano al Music hall di Radio City.
32; visto tutta Europa, incontrato gente a milioni;
grande con qualcuno, terribile con altri.
Ricordo il mio 31° anno quando gridai:
“Pensare che potrei andare per altri 31 anni!”
Non mi sento così in questo compleanno.
Sento che voglio essere saggio con i capelli bianchi in una biblioteca alta
in una poltrona fonda accanto al camino
Un altro anno in cui non ho rubato niente.
8 anni adesso che non rubo qualcosa!
Ho smesso di rubare!
Ma mentisco ancora ogni tanto,
e ancora sono svergognato e tuttavia vergognoso quando capita
che devo chiedere soldi
32 anni e quattro duri proprio buffi tristi cattivi bellissimi
libri di poesia
- il mondo mi deve un milione di dollari.
Credo di aver avuto 32 anni ben strani.
E non è stato per me, per niente.
Non una scelta di due strade; se ci fossero state,
senza dubbio le avrei scelte entrambe.
Mi piace pensare che è stato il caso a farmi comportare bene.
La chiave, forse, è nella mia affermazione spavalda:
“Sono un buon esempio dell'esistenza di una cosa chiamata anima.”
Amo la poesia perchè mi fa amare
e mi dona la vita.
E di tutti i fuochi che muoiono in me,
ce n'è uno che brucia come il sole;
può darsi che non illumini la mia vita privata,
i miei rapporti con gli altri,
o il mio contegno con la società,
ma mi dice che la mia anima ha un'ombra.
(Gregory Corso)
giovedì 27 ottobre 2011
Carnage?
Oggi ho litigato con una signora, una roba pessima su quanto spazio avevo occupato nella panca degli spogliatoi con i miei vestiti. «Io lei la conosco, occupa sempre tutto» mi sono sentita dire. Notare che c'eravamo solo io e lei...
Vabbè, non è un gran modo di cominciare la mattinata, ho risposto per le rime e ci siamo confrontate un po' duramente. Non ci siamo fatte neanche mancare la gara su chi stesse peggio: «Io ho bisogno di sedermi, non come lei...» «Io ho sette viti in una spalla e non ho neanche quarant'anni, forse non mi è andata tanto bene», «Io invece ho passato quarant'anni di interventi ai piedi», e via di questo passo... Insomma, uno scambio piuttosto meschino, e parlo anche per me.
Poi mi sono asciugata i capelli e lei si è rivestita occupando circa 10 cm/2, giusto per ribadire la sua polemica nei miei confronti (continuavamo a esserci sempre e solo io e lei con tre immense panche a disposizione).
Mentre stava andando via mi sono detta «Ma che brutto...» L'ho fermata e le ho parlato. In realtà le ho detto le stesse cose di dieci minuti prima, ma con un altro tono e guardandola in faccia. Ha cambiato tono anche lei e il suo viso a quel punto non era quello di una persona così tremenda...
mercoledì 31 agosto 2011
martedì 26 luglio 2011
Un jour au Tchad
Cerco un po' di magia nel paesaggio arido costellato dalle prime chiazze d'erba verdissima che porta la pioggia, poi mi viene in mente che la siccità ha colpito anche qui e che era pieno di carcasse di vacche lasciate al loro destino, così magre che a nessuno è venuto in mente di poterle macellare.
Mi arrendo, non c'è nulla di poetico in una città in cui multinazionali cinesi e americane hanno quartieri generali costruiti come Fort Knox accanto a case di fango, in cui la famiglia Gheddafi possiede un Hotel di lusso con piscina, sauna e affini dietro a un ospedale senz'acqua.
Sì, c'è un'epidemia di colera ma in fondo visto le tonnellate di rifiuti, di merda in cui la gente vive, di acqua putrida che ristagna in ogni angolo in cui i bambini giocano mi stupisco che ci siano solo un centinaio di casi a settimana.
E noi expats? Noi siamo in prigione, altro che vita della capitale, almeno quando sei in villaggi in culo ai lupi ti puoi muovere, tutti ti conoscono e rispettandoti ti proteggono; qui non possiamo camminare da soli neanche fra casa e ufficio e io ODIO non poter essere indipendente.
Il commento sull'infermiera francese dedita a flatulenze ve lo lascio per la prossima puntata, non vorrei metterci troppa poesia.....
mercoledì 20 luglio 2011
Ma sono in piedi
Mi è piaciuto e ne ho tratto spunti e appunti.
Uno dei brani che ho sottolineato è una poesia del poeta cagliaritano Aquilino Cannas. Sono andata su youtube ad ascoltarmela in lingua, ma è un'esperienza più o meno paragonabile alla lettura in lingua d'oc delle poesie provenzali.
Peccato, perché riportarla in lingua originale sarebbe stato filologicamente corretto e deliziosamente pretenzioso.
Vi propongo la traduzione che ha scelto Soriga nel suo brano.
DISTERRU IN TERRA
Quando sarò morto non mi vestiate
cingetemi di un lenzuolo di lino, liso
che prosciughi ogni mia angoscia
svuotando ogni bugia che mi sono detto
nel tormento dell'anima e del cervello.
E così terso di ogni dolore, tornerò al candore dell'adolescenza.
(...)
Seppellitemi sul fare dell'alba!
Seppellitemi in piedi,
dentro una grotta
nel bianco ventre dei monti miei luciferini
così che nessuno mi possa trovare, mai!
Se non Dio: se vuole.
Così trascorre la mia vita inquieta.
Sono caduto senz'ali
ma sono in piedi.
Aquilino Cannas
domenica 3 luglio 2011
Punti di vista
senza fare una piega lo cricco via ma atterra sulla stuoia in mezzo alle altre ragazze che iniziano a urlare gettando tutto per aria.....a quel punto il farmacista ivoriano le guarda e fa "ehi, non si gioca col cibo!"
sabato 2 luglio 2011
womenpower
Gli uomini più rispettabili del villaggio, ci portano tutti contenti a un tubo arrugginito verticale nel mezzo del nulla dal quale sgorga acqua senza sosta (con ovvio spreco), a dx un tubo orizzontale sopra una vasca in cemento piena di acqua putrida, al lato di tutto un tubo di gomma.
Chiediamo come prendono l'acqua, si guardano, discutono in arabo ciadiano e si avviano al tubo in tre tentando di collegarlo all'altro col similpreservativo di gomma che però è bucato; dopo dieci minuti boni e dieci persone attorno cade una goccia nella vasca....ci guardiamo perplessi...
Nel frattempo arrivano due ragazze con le giare in testa, le appoggiano al lato del tubo verticale, mettono la mano per chiudere un po' l'imboccatura e con la pressione l'acqua sgorga a fontanella riempiendo il loro contenitore in un nanosecondo!
E' stato troppo divertente e gli uomini mica si son resi conto di aver fatto la figura degli imbecilli!
martedì 14 giugno 2011
Per la precisione
Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le mani aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all'umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d'oro
e l'albero della conoscenza
Dio non è mai disceso nè ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto perchè
sei sceso nel limbo,
dove aspiri l'assenzio
di una sopravvivenza negata.
(A. Merini)
domenica 5 giugno 2011
lunedì 30 maggio 2011
Lunedì mattina....
Entro nel bar da dove è appena uscita (e fra casa sua e casa mia ce ne sono miliardi di bar) e mi ricordo le lezioni di ginnastica delle medie (se ci vedessero ora sfrecciare ai Giardini), lei con i ritagli delle principesse di Monaco e io con gli scacchi, le feste in taverna delle superiori, le lauree, le osterie, un camper "troppo promiscuo" e soprattutto la splendida sensazione di capirsi al volo.
Mentre bevo il mio caffé mi accorgo che sto sorridendo e penso a quando andremo nella famosa casa in Provenza e mi immagino lei che corre in giardino "inseguita da qualche insetto".....non vedo l'ora!
venerdì 13 maggio 2011
(r)Evolution
It is the one that is the most adaptable to change.
Charles Darwin
domenica 8 maggio 2011
Il panorama dalla torre del cane
"North County Journal"
(Contea di Santa Cruz nord)
"... tre cuccioli di pastore tedesco dispersi al confine della contea". Sembra quasi un verso di una canzone di Bob Dylan.
Forse sono scomparsi mentre giocavano, abbaiando e inseguendosi l'uno con l'altro, e sono finiti nel bosco, dove si sono smarriti, restando acquattati in qualche angolo come ritagli di cane, alla ricerca di qualcosa da mangiare, intellettivamente incapaci di comprendere cosa fosse accaduto, con il cervello appiccicato allo stomaco.
Le loro voci ora possono solo ululare di paura e di fame, e il tempo dei giochi è finito, quel tempo di gioia spensierata che aveva fatto sì che finissero nell'orrido bosco.
E temo che questi poveri cagnolini smarriti diventino l'ombra di un viaggio futuro se non stiamo in guardia.
domenica 1 maggio 2011
E allora noi vili
E allora noi vili
che amavamo la sera
bisbigliante, le case,
i sentieri sul fiume,
le luci rosse e sporche
di quei luoghi, il dolore
addolcito e taciuto -
noi strappammo le mani
dalla viva catena
e tacemmo, ma il cuore
ci sussultò di sangue,
e non fu più dolcezza,
non fu più abbandonarsi
al sentiero sul fiume -
- non più servi, sapemmo
di essere soli e vivi.C. Pavese
sabato 19 febbraio 2011
Farewell to the Court
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giovedì 17 febbraio 2011
Cuarto de confinamiento
Secondo botto, molliamo la forchetta e ci fiondiamo nel cuarto de confinamiento.
Quando si lavora con MSF si ha l'abitudine di imbalzarsi in una mega cassa chiusa che contiene viveri in caso di emergenza, ogni missione ne ha una, adattata al contesto: in Abkhazia era piena di vodka e sigarette, in Burundi di Nutella, qui siccome il logista fuma di sigarette.
Insomma, in questa stanza ci ritroviamo in 7, dopo aver chiamato il norvegese che con la sua musica a palla non aveva sentito un cazzo, e dire che era dietro l'angolo davvero, qualcuno seduto e quelli dal lato della finestra sdraiati a terra, non molto comodo ma vabbé.
Si sparano e si bombardano per 20 minuti buoni, i capi coi telefoni iniziano il giro di chiamate, uno a Bogotá per avvisare della situazione, uno a Toronto, e uno a Tame per vedere che tutto lo staff fosse nelle proprie case.
Il Capo Missione: "a Mogadiscio era cosí tutte le sere"
Il Capo dei Capi di Toronto: "cazzo, per una volta che mi stavo mangiando una insalata"
Il medico tedesco: "ecco, ora ci prendiamo tutti la TUA tubercolosi"
Aspettiamo 30 minuti dalla fine dell'hostigamiento e usciamo dalla stanza, senza fare una piega ci ridirigiamo nel patio, scrolliamo le formiche dalle nostre forchette e ci rimettiamo cinicamente a mangiare e a sparare cazzate.
La prima cosa che faccio io é mandare un sms e mi si risponde "beh, non puoi dire di esserti annoiata!"
Questa é la prova che siamo Matti Senza Frontiere
PS
Io, a 36 anni suonati, avevo un unico terrore: se succede qualcosa i miei mi fanno il culo!!!!
venerdì 14 gennaio 2011
Vi ricorda qualcuno?
L'io collettivo è guidato ad autodeterminarsi e ad esprimer sé molto più da gli istinti o libidini vitali, cioè in definitiva da Eros, che non da ragione o da ragionata conoscenza. Questo non ovunque, non sempre, ma di certo ove la gora del divenire si ristagna: e dove s'impaluda nelle sue giacenze morte la storia e la “evoluzione” del costume. [...]
In cotesti lachi di storia grossa, ivi Eros ammolla, e più facilmente infracida e bestialmente gavazza. E bada: non significo nel nome di Eros una pratica e spicciola e dirò comune dissolutezza e del dire e del fare [...] Vo intendere tutt'al contrario la sicinnide, e l'orgia bacchica di tutti i sussulti affettivi non mediati: quando il modo ne venga recato a canone, a paradigma e a sistema di vita. (Presunzione di dementi e di malfrullate: asini che si credano Mosè: facili affetti, facili parole, bona intenzione che non la costa nulla, subita avidità degli onori e de'guadagni cavandoli dal sangue fraterno; spedienti criminali da indorar la vulva alla ganza o da magnificare per marmora i'pproprio cesso: fede [finta] ne' vangeli contraddittori l'uno dell'altro: libidini travestite di patria[...]).
ANALISI DELLA FOLLIA NARCISSICA
Il folle narcissico (o la folle) è incapace di analisi psicologica, non arriva mai a conoscere gli altri: né i suoi, né i nemici, né gli alleati. Perchè? Perchè la pietra del paragone critico, in lui (o in lei) è esclusivamente una smodata autolubido. Tutto viene relato alla erezione perpetua e alla prurigine erubescente dell'Io-minchia, invaghito, affocato, affogato di sé medesimo. Codesta auto-foja gli (o le) inibisce di instituire un giudizio di merito quale si voglia [...] gli adulatori sono tenuti per geni: e per commilitoni pronti a morire col padrone, anzi prima di lui facendo scudo del loro petto ecc. ecc.[...]
Intolleranza delle persone di spirito e de'giornali umoristici e in genere di tutte le correnti critiche del pensiero e delle lettere: e delle relative espressioni. Proibite le scritture divertenti, represso il teatro allegro (mordente, piccante, felicimente irridente, porconante, frizzante) con la scusa della morale, e talvolta della religione. [...]
2) seconda caratterizzazione aberrante, e analoga alla prima, anzi figliata da lei, è la loro incapacità alla costruzione etica e giuridica: poiché tutto l'ethos si ha da ridurre alla salvaguardia della loro persona, che è persona scenica e non persona gnostica ed etica, e alla titillazione dei loro caporelli, in italiano capezzoli: e all'augmento delle loro prerogative, per quanto arbitrarie o dispotiche, o tutt'e due.
Il loro “costume” è una torre o colonna o piramide salomonica che ha da sostentare il mostruoso colosso di porfido della loro imagine integrale, che da loro è sentita come iperfallo integrale: di porfido.
Lo jus per loro è il turibolo: religio è l'adorazione della loro persona scenica; atto lecito è unicamente l'idolatria patita ed esercitata nei loro confronti; crimine è la mancata idolatria. [...]
6) La menzogna narcissica è la nota dominante del pensiero, della parola e dell'atto. In genere la proposizione del narcisista ha sempre un carattere inesorabilmente asseverativo, è controdistinta da una violenza e direi da una lucidità di saproe spiccatamente pragmatico: essa non conosce la perplessità cogitante e la disgiunzione dialettica [...] Consiste nel negare una serie di fatti reali che non tornano graditi a messer “Io” Tacchino e nel dare come esistenti in cassa una serie di imagini e fantasie delle quali morbosamente si compiace come di diplomi legalmente dovutigli.
[...] Soccorrendoli una totale mancanza di imaginativa e di coltura e di perspicacia, essi vedono nella moralità ufficiale e verbale dell'ora, dell'ora di salive della loro epoca e del loro luogo, del clima storico e topico in cui vivono stipati nel pozzo cemeteriale come acciughe in barile, vedono non tanto una legge da dibattere, da sancire, da osservare, da praticare e una gute Wille da partecipare; ma piuttosto un mezzo da magnificar sé medesimi, una nuova penna da infilarsi nel loro sedere di Tacchini, la penna illustre e universalmente lodata della moralità, della “eticità”. [...]
13) Il contenuto del pragma narcissico, l'ho già detto per incidente, è una protensione scenica, una protuberazione teatrata: è cioè limitato a quel groppo di portamenti e di gesti che ponno attuare la relazione (ottica, acustica)con la desiderata platea, che soli posssono procurarti l'applauso. [...] Sul palco, sul podio, la maschera dello ultraistrione e del mimo, la falsa drammaticità de'ragli in scena, i tacchi tripli da far eccellere la su'naneria: e nient'altro.
14) Ne consegue la esibizione fisica; dico la esibizione del corpo, del proprio e tronfio, e di quello delle “giovani generazioni”, la cui moltiplicata bellezza è veduta ed esibita come propria. [...]
18) Il folle narcissico e'desidera e brama le carte stampate, per quanto coartate e vane, i giornali magnificanti le su'glorie, e de'sua. La cosiddetta “civiltà contmporanea”, in realtà sudicia e inane verbosità, ha reso inetti i cervelli di miliardi di uomini a esercitare la benchè minima funzione critica nei confronti della carta stampata [...] Quello magari mente a tutto ispiano, con lingua e fronte di consumato magnificatore. Ma: “Io sono i'tu'giornale e tu non avrai altro giornale avanti di me”.
C.E.Gadda, Eros e Priapo (1945)

