Leggendo i blog di due amici vorrei anche io riuscire a scrivere di poesia, di attualità, di storia, con la stessa ironia ed intelligenza.....rifletto...quale ispirazione mai può darmi un posto dove il letto dell'ospedale DEVE avere un buco al centro?
Cerco un po' di magia nel paesaggio arido costellato dalle prime chiazze d'erba verdissima che porta la pioggia, poi mi viene in mente che la siccità ha colpito anche qui e che era pieno di carcasse di vacche lasciate al loro destino, così magre che a nessuno è venuto in mente di poterle macellare.
Mi arrendo, non c'è nulla di poetico in una città in cui multinazionali cinesi e americane hanno quartieri generali costruiti come Fort Knox accanto a case di fango, in cui la famiglia Gheddafi possiede un Hotel di lusso con piscina, sauna e affini dietro a un ospedale senz'acqua.
Sì, c'è un'epidemia di colera ma in fondo visto le tonnellate di rifiuti, di merda in cui la gente vive, di acqua putrida che ristagna in ogni angolo in cui i bambini giocano mi stupisco che ci siano solo un centinaio di casi a settimana.
E noi expats? Noi siamo in prigione, altro che vita della capitale, almeno quando sei in villaggi in culo ai lupi ti puoi muovere, tutti ti conoscono e rispettandoti ti proteggono; qui non possiamo camminare da soli neanche fra casa e ufficio e io ODIO non poter essere indipendente.
Il commento sull'infermiera francese dedita a flatulenze ve lo lascio per la prossima puntata, non vorrei metterci troppa poesia.....
martedì 26 luglio 2011
mercoledì 20 luglio 2011
Ma sono in piedi
In un recente viaggio in Sardegna ho letto un librino della collana Contromano (che amo molto): Nuraghe Beach, di Flavio Soriga.
Mi è piaciuto e ne ho tratto spunti e appunti.
Uno dei brani che ho sottolineato è una poesia del poeta cagliaritano Aquilino Cannas. Sono andata su youtube ad ascoltarmela in lingua, ma è un'esperienza più o meno paragonabile alla lettura in lingua d'oc delle poesie provenzali.
Peccato, perché riportarla in lingua originale sarebbe stato filologicamente corretto e deliziosamente pretenzioso.
Vi propongo la traduzione che ha scelto Soriga nel suo brano.
DISTERRU IN TERRA
Quando sarò morto non mi vestiate
cingetemi di un lenzuolo di lino, liso
che prosciughi ogni mia angoscia
svuotando ogni bugia che mi sono detto
nel tormento dell'anima e del cervello.
E così terso di ogni dolore, tornerò al candore dell'adolescenza.
(...)
Seppellitemi sul fare dell'alba!
Seppellitemi in piedi,
dentro una grotta
nel bianco ventre dei monti miei luciferini
così che nessuno mi possa trovare, mai!
Se non Dio: se vuole.
Così trascorre la mia vita inquieta.
Sono caduto senz'ali
ma sono in piedi.
Aquilino Cannas
Mi è piaciuto e ne ho tratto spunti e appunti.
Uno dei brani che ho sottolineato è una poesia del poeta cagliaritano Aquilino Cannas. Sono andata su youtube ad ascoltarmela in lingua, ma è un'esperienza più o meno paragonabile alla lettura in lingua d'oc delle poesie provenzali.
Peccato, perché riportarla in lingua originale sarebbe stato filologicamente corretto e deliziosamente pretenzioso.
Vi propongo la traduzione che ha scelto Soriga nel suo brano.
DISTERRU IN TERRA
Quando sarò morto non mi vestiate
cingetemi di un lenzuolo di lino, liso
che prosciughi ogni mia angoscia
svuotando ogni bugia che mi sono detto
nel tormento dell'anima e del cervello.
E così terso di ogni dolore, tornerò al candore dell'adolescenza.
(...)
Seppellitemi sul fare dell'alba!
Seppellitemi in piedi,
dentro una grotta
nel bianco ventre dei monti miei luciferini
così che nessuno mi possa trovare, mai!
Se non Dio: se vuole.
Così trascorre la mia vita inquieta.
Sono caduto senz'ali
ma sono in piedi.
Aquilino Cannas
domenica 3 luglio 2011
Punti di vista
Ieri sera, in veranda, uno scarafone gigante si posa all'improvviso sul mio ginocchio:
senza fare una piega lo cricco via ma atterra sulla stuoia in mezzo alle altre ragazze che iniziano a urlare gettando tutto per aria.....a quel punto il farmacista ivoriano le guarda e fa "ehi, non si gioca col cibo!"
senza fare una piega lo cricco via ma atterra sulla stuoia in mezzo alle altre ragazze che iniziano a urlare gettando tutto per aria.....a quel punto il farmacista ivoriano le guarda e fa "ehi, non si gioca col cibo!"
sabato 2 luglio 2011
womenpower
L'altro giorno parto con il logista per una mini explo in un villaggio a 30km a nord di NDJ, ovvero al ventinovesimo km ti butti a sx nel deserto e segui le cacche di capre fino a un gruppetto di casette di fango. Dopo aver intervistato i presenti sui casi di colera ecc chiediamo di mostrarci il loro pozzo......
Gli uomini più rispettabili del villaggio, ci portano tutti contenti a un tubo arrugginito verticale nel mezzo del nulla dal quale sgorga acqua senza sosta (con ovvio spreco), a dx un tubo orizzontale sopra una vasca in cemento piena di acqua putrida, al lato di tutto un tubo di gomma.
Chiediamo come prendono l'acqua, si guardano, discutono in arabo ciadiano e si avviano al tubo in tre tentando di collegarlo all'altro col similpreservativo di gomma che però è bucato; dopo dieci minuti boni e dieci persone attorno cade una goccia nella vasca....ci guardiamo perplessi...
Nel frattempo arrivano due ragazze con le giare in testa, le appoggiano al lato del tubo verticale, mettono la mano per chiudere un po' l'imboccatura e con la pressione l'acqua sgorga a fontanella riempiendo il loro contenitore in un nanosecondo!
E' stato troppo divertente e gli uomini mica si son resi conto di aver fatto la figura degli imbecilli!
Gli uomini più rispettabili del villaggio, ci portano tutti contenti a un tubo arrugginito verticale nel mezzo del nulla dal quale sgorga acqua senza sosta (con ovvio spreco), a dx un tubo orizzontale sopra una vasca in cemento piena di acqua putrida, al lato di tutto un tubo di gomma.
Chiediamo come prendono l'acqua, si guardano, discutono in arabo ciadiano e si avviano al tubo in tre tentando di collegarlo all'altro col similpreservativo di gomma che però è bucato; dopo dieci minuti boni e dieci persone attorno cade una goccia nella vasca....ci guardiamo perplessi...
Nel frattempo arrivano due ragazze con le giare in testa, le appoggiano al lato del tubo verticale, mettono la mano per chiudere un po' l'imboccatura e con la pressione l'acqua sgorga a fontanella riempiendo il loro contenitore in un nanosecondo!
E' stato troppo divertente e gli uomini mica si son resi conto di aver fatto la figura degli imbecilli!