venerdì 24 aprile 2009

nuovi arrivi

Qui siamo messi che la nuova infermiera giapponese, spacciata per una con grande esperienza in missioni all'estero, ha perso l'aereo e non è arrivata a Tbilisi, com'è che era il detto?
Chi ben comincia.....


 
 




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domenica 19 aprile 2009

BUONA PASQUA


No, non ho la TB cerebrale, non ancora almeno, oggi è la Pasqua Ortodossa.

E' una festa talmente sentita che si è svuotato il TB Hospital : tutti i pazienti, dai tisici normali ai nostri MDR/XDR Smear 4+ con caverne tipo le Grotte di Frasassi, sono allegramente scappati, han preso una marshutka ( sorta di pulmino senza finestrini omologato per 8 ma che trasporta almeno 25 persone) e sono andati ad ubriacarsi con parenti e amici…..alla faccia dell'Infection Control !

Io mi barrico in casa, oppure esco solo « mascherata »…..

Comunque per eventuali guerre batteriologiche non servono né laboratori né scienziati : basta prendere un paio di abkhazi con la tosse e paracadutarli sul bersaglio !


 




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giovedì 16 aprile 2009

C.v.d.

How Soon Is Now?
by The Smiths

I am the son
and the heir
of a shyness that is criminally vulgar
I am the son and heir
of nothing in particular

You shut your mouth
how can you say
I go about things the wrong way
I am human and I need to be loved
just like everybody else does

I am the son
and the heir
of a shyness that is criminally vulgar
I am the son and the heir
of nothing in particular

You shut your mouth
how can you say
I go about things the wrong way
I am human and I need to be loved
just like everybody else does

There's a club if you'd like to go
you could meet somebody who really loves you
so you go, and you stand on your own
and you leave on your own
and you go home, and you cry
and you want to die

When you say it's gonna happen "now"
well, when exactly do you mean?
see I've already waited too long
and all my hope is gone

You shut your mouth
how can you say
I go about things the wrong way
I am human and I need to be loved
just like everybody else does

mercoledì 15 aprile 2009

How soon is now

Stamattina mi son alzata come ogni giorno con le ossa in frantumi, ho saltato i pinguini in corridoio, mi sono accorta che le mattonelle del bagno sono di polistirolo (ma questo è materiale per un altro post), e ho raggiunto in cucina Alfred, il tecnico di laboratorio della Liberia, che come suo solito stava friggendo non so che impuzzando tutto; dicevo, accendo meccanicamente la radio ( che ho pistolato tutta domenica per trovare musica che non fosse kalinka) e eccolo, proprio lui, il sommo: Morrissey ai bei tempi degli Smiths!
Alzo il volume, "How soon is now", una delle mie preferite! Mi rivolgo ad Alfred, ma non coglie la finezza "I only listen to Hip Hop and R&B etc"....ok, vado in ufficio desiderosa di condividere l'evento: incontro Ruth, australiana, 60 malportati, 5cm di ricrescita....niente, cerco una coetanea, osservo le abkhaze che non fanno che chiedermi di Celentano e Cutugno, alzo bandiera bianca (si' Dema lo so che ci serve pure quella!).
Allora lo dico a voi, cioè alla Doni che cercherà le parole su internet e alla Betta che sa di che parlo: "Non è incredibile sentire gli Smiths in Abkhazia? E che canzone!!!!!!"
Sorry, I am human and I need to be loved...just like everybody else does.....

martedì 14 aprile 2009

Quello che non ho

A parte le cose scontate, amici, cane, famiglia, in rigoroso ordine alfabetico, e anche pasta, pizza e mandolino, c'è qualcosa che ogni tanto mi manca :

 

Comprare il giornale e fare colazione al bar con un buon cappuccino mentre lo leggo, il giornale non il cappuccino, partendo dal fondo.

 

Sfogliare lo stesso numero di Internazionale una cinquantina di volte.

 

Guidare il bolide ascoltando Il cantico dei drogati

 

Cenare solo per poter farmi un Campari prima

 

Discutere di politica con chi la pensa come me.

 

Frequentare regolarmente persone ciniche, ironiche e curiose

 

La mia nuova piastra per i capelli

 

I colori vivaci

 

Le foto alle pareti

 

Cazzeggiare in libreria

 

I portici quando piove

 

Quello che non ho è un orologio avanti
per correre più in fretta e avervi più distanti
quello che non ho è un treno arrugginito
che mi riporti indietro da dove sono partito
.

 




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domenica 12 aprile 2009

Once upon a time


C'era una volta un ricco abkhazo con un'unica figlia, la fanciulla tossiva e dimagriva e scaracciava…. ed ecco la terribile diagnosi : TUBERCOLOSI !

 

Il padre fece allora costruire un sontuoso palazzo proprio alle spalle del sanatorio perchè la figlia potesse cosi' vivere in isolamento potendo cambiare stanza ogni giorno.

 

La figlia muore, lui pure e il palazzo incombe completamente in rovina alle spalle del TB Hospital.

E' una storia vera !

 

Morale della favola : se non ti curi col cazzo che guarisci …..e magari schiatti anche s eti curi….





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sabato 11 aprile 2009

Curiosità

Alcune curiosità in ordine sparso :

Finestre : dall’interno abbiamo la zanzariera, poi la grata di metallo e infine la finestra vera e propria che, per forza, si apre all’esterno…..sembra una cazzata ma vi assicuro che aprire una finestra qui è una gran pugnetta !

Sempre parlando di porte e finestre : niente chiude bene…..e quando la finestra è chiusa e senti comunque lo spiffero è perchè il vetro è più corto della finestra medesima.

Non esiste il riscaldamento centrale ma una stufetta in ogni stanza….al mattino quando vado in bagno devo saltare i pinguini in corridoio.

In Abkhazia per sposarsi non servono documenti, basta una « fuitina » (lo dicevo che siamo nella Sicilia del dopoguerra !) ; pero’ se vuoi divorziare vai dal giudice !

Il primo modello Lada era di fabbricazione italiana e si chiamava Ziguli’, si’ come le caramelle….ce l’ha un autista e la macchina ha ben 37 anni !!!! Non le fanno più le auto di una volta.

Prove di democrazia in Georgia :l’opposizione indice una manifestazione per il 9 aprile, dal 7 vengono bloccati i trasporti pubblici e per chi si ostinasse a voler partecipare con mezzi propri manciate di chiodi sono state sparse su tutte le strade….non ditelo a Silvio !

venerdì 10 aprile 2009

Lunchtime

Pasto tipico del Caucaso, alcune varianti sono possibili fra Abkhazia e Georgia :

 

Kachapuri: focaccia al formaggio unta e bisunta

 

"mamalika": polenta Bianca, assolutamente insapore che si mangia con:

 

formaggio salato e/o affumicato

 

salsa di fagioli un po' speziata

 

puré di noci, cipolle, aglio e spezie  dal nome impronunciabile

 

adjika : salsa piccante dalla ricetta segreta, assolutamente tipica dell'Abkhazia

 

peperoni e rape sottaceto

 

pezzetti di carne cotti in padella affogati nell'olio

 

Ecco la mia interprete, un autista e un farmacista armeno soddisfatti al ristorante.

 

Ah, un piatto tipicissimo si chiama Khalsh e si tratta di una zuppa di zampette di mucca strabollite con interiora varie per una notte intera insieme a dell'aglio….pare si possa ingurgitare solo accompagnata da abbondanti quantità di vodka….chissà perchè nessuno la vuole provare…..



 




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sabato 4 aprile 2009

Toponomastica

« Perché c'era un'Albania in Caucaso ? E cosa ci faceva anche l'Iberia ? E perché l'Armenia appariva nell'ovest della Turchia, 500 miglia da dove sarebbe dovuta stare ? L'Albania caucasica non aveva nulla a che fare con l'Albania che conosciamo ma era il paese chiamato ora Azerbaijan ; Albania era il nome greco e romano ai tempi in cui era l'avamposto più remoto dell'Impero Romno. Il regno armeno in Cilicia, Turchia occidentale, era uno stato armeno fondato dopo la conquista dell'Armenia da parte dei turchi Selgiuchi.

Iberia era la Georgia, malgrado i georgiano non abbiano mai chiamato cosi' il loro paese ma, dopo l'unificazione dell'XI secolo, Sakartvelo : il paese dei kartveli.

Anche ai tempi dei romani c'era confusione fra le Iberie, quella spagnola e quella georgiana, ritenendo che coloni spagnoli si fossero spostati dall'occidente all'oriente dell'Impero.

Ma tutto è ancora più complicato : l'Iberia greco-romana, ad esempio, era all'inizio la Georgia orientale, cioè la Colchide occidentale (Egrisi per i suoi abitanti) dove Giasone rubo' il vello d'oro.

La discussione è più complessa sull'origine del nome « Georgia ». nessuno sa da dove è arrivato. Un tempo si pensava provenisse dalla venerazione di San Giorgio ma attualmente molti studiosi ritengono derivi da una distorsione araba o farsi di un toponimo georgiano, tipo Egrisi stesso o di una delle antiche province dell'antica Georgia : Gugareti, da cui Gurdjan o Djurdjan, quindi Gruzya in russo e infine Georgia.

C'è anche una spiegazione greca : la parola greca per agricoltura è la stessa  per Georgia.

Quando gli antichi greci arrivarono nella Colchide furono profondamente impressionati dall'abbondanza di frutti, vigne e altri prodotti, inoltre in quella zona i re venivano sepolti con oggetti legati all'agricoltura ; i greci ritornarono quindi con l'idea che quella fosse una terra di agricoltori, malgrado il nome Georgia non fu mai usato a quei tempi.

 

Ma c'è un altro quesito : perché tutti gli europei sono chiamati caucasici ?

Molto chiaramente non tutti provengono dal Caucaso e nel Caucaso stesso c'è un'enorme variabilità di tipologie fisiche, con pochissimi biondi (circa il 10% secondo l'antropologo Alexander Javakhishvili).

Quindi come ha fatto questo termine a finire per descrivere nativi europei, berberi nordafricani, scuri siciliani, biondi norvegesi e tutti i bianchi del mondo ?

E' una storia d'amore fra un antropologo del 18esimo secolo e un teschio…..

Nel 1795 Johann Blumenbach stava cercando di classificare le razze umane utilizzando come base tipologie di teschi. Si trovo' fra le mani un teschio particolarmente bello che  gli sembro' rappresentare le migliori caratteristiche della maggioranza degli europei : apparteneva a una donna georgiana. Penso' che questa varietas caucasia non solo fosse perfetta ma anche che proprio in Caucaso avesse avuto origine la razza umana che poi si sarebbe conseguentemente sviluppata dai « mongoli » agli « etiopi ».

Da qui la nozione di razza caucasica che domino' la cultura antropologica per molti anni, soprattutto durante la grande migrazione verso l'America all'inizio del XX secolo, quando gli ufficiali che accoglievano i migranti dalle navi dovevano segnare le loro origine e percio' individuarono ogni bianco come « caucasico ».

In seguito gli antropologi commentarono che mai nome fu meno appropriato per gli europe,i che sono estremamante diversi dalle popolazioni effettivamente caucasiche. »

Tutto chiaro ?

Liberamente tradotto da "Bread and ashes. A walk through the mountains of Georgia" di Tony Anderson



 




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Mitologia


« Tutti conoscono il mito greco di Giasone, il  principe della Tessaglia che, raccogliendo la sfida dello zio Pelia, parti' per la Colchide, sulle sponde orientali del mar Nero, alla ricerca del Vello d'oro. Pochi pero' sanno che il mito fa riferimento a luoghi ed eventi reali. Il regno della Colchide è storicamente esistito nell'antichità: esso comprendeva infatti la maggior parte dell'attuale Georgia occidentale. Nel VI e V secolo a.c. i gerci strinsero rapporti commerciali con località come Fasi, l'odierna Poti, e Dioscura (Sukhumi).

La leggenda narra che Giasone si fece costruire una nave, l'Argo,  in grado di trasportare lui e altri 49 giovani e avventurosi marinai greci, passati alla storia con il nome di Argonauti. Dopo varie peripezie riuscirono a raggiungere il regno della Colchide e, risalito il fiume Fasi, l'attuale Rioni, furono ricevuti dal re Eete nella sua capitale, forse Vani o Kutaisi. Eete promise che avrebbe donato il vello a Giasone a patto che l'eroe fosse riuscito a mettere il giogo a due tori che soffiavano fuoco dalle nari, a legarli a un aratro e a seminare i denti di un drago, dai quali sarebbe nato un esercito di guerrieri.

Giasone, dopo aver accettato, giuro' segretamente a Medea, figlia di Eete, che si era innamorata di lui, di sposarla se essa lo avesse aiutato. Medea, dotata di poteri magici, fece a Giasone un incantesimo che gli permise di sopravvivere alla prova e di sottrarre il vello al drago che lo sorvegliava.

Il Vello d'Oro trae origine da una tradizione delle regioni montane della Georgia : nello Svaneti e nel Racha la gente cercava l'oro nei fiumi stendendo tra le rocce delle pelli di pecora dove andavano a deporsitarsi le minuscole pepite trasportate dall'acqua.

La cosa sorprendente è che questa tecnica è ancora oggi in uso nel Caucaso. »

Da « Georgia, Armenia e Azerbaigian » EDT 2008


 




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giovedì 2 aprile 2009

A day in the life

Sveglia alle 4.41 am; giuro, non so perche' ma son 3 notti che guardo la sveglia allo stesso orario, probabilmente le guardie fanno la ronda attorno alla casa perche' poi si sveglia anche Mireille.
Vegeto e mi rigiro, impiccandomi con un lenzuolo troppo piccolo per il materasso, fino alle 8 circa poi mi lavo, mi vesto e attraverso la strada per l'ufficio.
Mentre cerco di fare mente locale su quelloche devo portare (cartelle, farmaci, documenti ecc), almeno 10 persone mi interrompono e mi scordo meta' delle cose; alle 9 tutti in auto (le solite Toyota bianche) e a seconda del tragitto puo' o meno essere utile un travelgum.
Oggi giornata di ospedale: si inzia col meeeting dei dottori nel quale tutti litigano in russo, dopodiche si rivolgono a me per varie beghe e poi ritirano fuori argomenti gia' decisi e discussi perche' han ricambiato idea per l'ennesima volta!
Subito dopo, munita di quadernino mi fionfo negli archivi delle lastre nella speranza che qualche paziente si sia degnato di fare i controlli e vado in laboratorio a copiare come un amanuense gli esami del sangue (picolo particolare: le unita' di musira sono cambiante a seconda di ome tira al tecnico cosi' un giorno ho mg/L e quello dopo mmoli/dL....comodo)
E infine ilmomento della visita ai pazienti ricoverati: mezzo reparto vuoto perche' sono tutti scappati...oggi la novita' e' stata uno sciopero perche' a nessuno piace il cibo dell'ospedale...ho cercato di spiegare che non siamo al ristorante e che se non prendono i farmaci non fanno un dispetto a me, ma non credo che il paziente che ha passato circa 38 anni in una prigione siberiana (e ha tatuati Stalin e Lenin sul petto) abbia colto....
Torniamo a pranzo, ingurgito la zuppa di Sveta e andiamo con l'infermiera che fa la DOT a domicilio a beccare qualche paziente problematico: Sergej e' ubriaco e si nasconde i farmaci in bocca ma essendo edentulo lo becco subito, Vladimir e' sparito e a casa c'e' solo la nonna, Oslan e' l'unico che fa la terapia come si deve e quindi ha tutti gli effetti collaterali....un successone!
Torno in ufficio e cerco di aggiornare i vari patient's files senza aver visto i patients, le vecchiarde alle 17.00 sono ai blocchi per fuggire e vanno a fare una salutare passeggiata ricordandomi che scaldano la cena per le 19.
To be continued....

Back to Sukhumi

Dopo un simpatico week end a Tbilisi: turismo, giro di alcuni bar con un'americana e un australiano che fa il deminer per una ONG svedese, cena da coppia francese che lavora a Gori, caffe' nellalibreria pre stranieri.....dicevo, rieccomi a Sukhumi.
Arrivo venerdi' alle 18 dopo 9h di viaggio e sorpresa: niente luce (quindi niente riscaldamento e il termometro segnava 10 gradi) e di conseguenza niente acqua perche la pompa e' elettrica.
WELCOME BACK
Comunque le vecchiarde cercano di darsi un tono e, visto che la datamanager mia coetanea e' in partenza, han deciso ieri sera di andare al ristorante cinese! Ovviamente di cinese ha solo le luci di cartapesta cosi' mi son pure sorbita le lamentele sul cibo tutta la cena (che consisteva in riso, pollo e manzo con cetrioli e peperoni, unici vegetali disponibili in loco), ma che pensavano di trovare?????
Per fortuna a pranzo la cuoca obesa Svetlana prepara gustosi spezzatini di manzo con spezie che piacciono solo a me e ai locali e poi mi bevo un bel caffe' turco con gli autisti mentre tutte si fanno il nescafe'.
It's a hard life