Chi ben comincia.....
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No, non ho la TB cerebrale, non ancora almeno, oggi è la Pasqua Ortodossa.
E' una festa talmente sentita che si è svuotato il TB Hospital : tutti i pazienti, dai tisici normali ai nostri MDR/XDR Smear 4+ con caverne tipo le Grotte di Frasassi, sono allegramente scappati, han preso una marshutka ( sorta di pulmino senza finestrini omologato per 8 ma che trasporta almeno 25 persone) e sono andati ad ubriacarsi con parenti e amici…..alla faccia dell'Infection Control !
Io mi barrico in casa, oppure esco solo « mascherata »…..
Comunque per eventuali guerre batteriologiche non servono né laboratori né scienziati : basta prendere un paio di abkhazi con la tosse e paracadutarli sul bersaglio !
A parte le cose scontate, amici, cane, famiglia, in rigoroso ordine alfabetico, e anche pasta, pizza e mandolino, c'è qualcosa che ogni tanto mi manca :
Comprare il giornale e fare colazione al bar con un buon cappuccino mentre lo leggo, il giornale non il cappuccino, partendo dal fondo.
Sfogliare lo stesso numero di Internazionale una cinquantina di volte.
Guidare il bolide ascoltando Il cantico dei drogati
Cenare solo per poter farmi un Campari prima
Discutere di politica con chi la pensa come me.
Frequentare regolarmente persone ciniche, ironiche e curiose
La mia nuova piastra per i capelli
I colori vivaci
Le foto alle pareti
Cazzeggiare in libreria
I portici quando piove
Quello che non ho è un orologio avanti
per correre più in fretta e avervi più distanti
quello che non ho è un treno arrugginito
che mi riporti indietro da dove sono partito.
Il padre fece allora costruire un sontuoso palazzo proprio alle spalle del sanatorio perchè la figlia potesse cosi' vivere in isolamento potendo cambiare stanza ogni giorno.
La figlia muore, lui pure e il palazzo incombe completamente in rovina alle spalle del TB Hospital.
E' una storia vera !
Morale della favola : se non ti curi col cazzo che guarisci …..e magari schiatti anche s eti curi….
Kachapuri: focaccia al formaggio unta e bisunta
"mamalika": polenta Bianca, assolutamente insapore che si mangia con:
formaggio salato e/o affumicato
salsa di fagioli un po' speziata
puré di noci, cipolle, aglio e spezie dal nome impronunciabile
adjika : salsa piccante dalla ricetta segreta, assolutamente tipica dell'Abkhazia
peperoni e rape sottaceto
pezzetti di carne cotti in padella affogati nell'olio
Ecco la mia interprete, un autista e un farmacista armeno soddisfatti al ristorante.
Ah, un piatto tipicissimo si chiama Khalsh e si tratta di una zuppa di zampette di mucca strabollite con interiora varie per una notte intera insieme a dell'aglio….pare si possa ingurgitare solo accompagnata da abbondanti quantità di vodka….chissà perchè nessuno la vuole provare…..
« Perché c'era un'Albania in Caucaso ? E cosa ci faceva anche l'Iberia ? E perché l'Armenia appariva nell'ovest della Turchia, 500 miglia da dove sarebbe dovuta stare ? L'Albania caucasica non aveva nulla a che fare con l'Albania che conosciamo ma era il paese chiamato ora Azerbaijan ; Albania era il nome greco e romano ai tempi in cui era l'avamposto più remoto dell'Impero Romno. Il regno armeno in Cilicia, Turchia occidentale, era uno stato armeno fondato dopo la conquista dell'Armenia da parte dei turchi Selgiuchi.
Iberia era la Georgia, malgrado i georgiano non abbiano mai chiamato cosi' il loro paese ma, dopo l'unificazione dell'XI secolo, Sakartvelo : il paese dei kartveli.
Anche ai tempi dei romani c'era confusione fra le Iberie, quella spagnola e quella georgiana, ritenendo che coloni spagnoli si fossero spostati dall'occidente all'oriente dell'Impero.
Ma tutto è ancora più complicato : l'Iberia greco-romana, ad esempio, era all'inizio la Georgia orientale, cioè la Colchide occidentale (Egrisi per i suoi abitanti) dove Giasone rubo' il vello d'oro.
La discussione è più complessa sull'origine del nome « Georgia ». nessuno sa da dove è arrivato. Un tempo si pensava provenisse dalla venerazione di San Giorgio ma attualmente molti studiosi ritengono derivi da una distorsione araba o farsi di un toponimo georgiano, tipo Egrisi stesso o di una delle antiche province dell'antica Georgia : Gugareti, da cui Gurdjan o Djurdjan, quindi Gruzya in russo e infine Georgia.
C'è anche una spiegazione greca : la parola greca per agricoltura è la stessa per Georgia.
Quando gli antichi greci arrivarono nella Colchide furono profondamente impressionati dall'abbondanza di frutti, vigne e altri prodotti, inoltre in quella zona i re venivano sepolti con oggetti legati all'agricoltura ; i greci ritornarono quindi con l'idea che quella fosse una terra di agricoltori, malgrado il nome Georgia non fu mai usato a quei tempi.
Ma c'è un altro quesito : perché tutti gli europei sono chiamati caucasici ?
Molto chiaramente non tutti provengono dal Caucaso e nel Caucaso stesso c'è un'enorme variabilità di tipologie fisiche, con pochissimi biondi (circa il 10% secondo l'antropologo Alexander Javakhishvili).
Quindi come ha fatto questo termine a finire per descrivere nativi europei, berberi nordafricani, scuri siciliani, biondi norvegesi e tutti i bianchi del mondo ?
E' una storia d'amore fra un antropologo del 18esimo secolo e un teschio…..
Nel 1795 Johann Blumenbach stava cercando di classificare le razze umane utilizzando come base tipologie di teschi. Si trovo' fra le mani un teschio particolarmente bello che gli sembro' rappresentare le migliori caratteristiche della maggioranza degli europei : apparteneva a una donna georgiana. Penso' che questa varietas caucasia non solo fosse perfetta ma anche che proprio in Caucaso avesse avuto origine la razza umana che poi si sarebbe conseguentemente sviluppata dai « mongoli » agli « etiopi ».
Da qui la nozione di razza caucasica che domino' la cultura antropologica per molti anni, soprattutto durante la grande migrazione verso l'America all'inizio del XX secolo, quando gli ufficiali che accoglievano i migranti dalle navi dovevano segnare le loro origine e percio' individuarono ogni bianco come « caucasico ».
In seguito gli antropologi commentarono che mai nome fu meno appropriato per gli europe,i che sono estremamante diversi dalle popolazioni effettivamente caucasiche. »
Tutto chiaro ?
Liberamente tradotto da "Bread and ashes. A walk through the mountains of Georgia" di Tony Anderson
« Tutti conoscono il mito greco di Giasone, il principe della Tessaglia che, raccogliendo la sfida dello zio Pelia, parti' per la Colchide, sulle sponde orientali del mar Nero, alla ricerca del Vello d'oro. Pochi pero' sanno che il mito fa riferimento a luoghi ed eventi reali. Il regno della Colchide è storicamente esistito nell'antichità: esso comprendeva infatti la maggior parte dell'attuale Georgia occidentale. Nel VI e V secolo a.c. i gerci strinsero rapporti commerciali con località come Fasi, l'odierna Poti, e Dioscura (Sukhumi).
La leggenda narra che Giasone si fece costruire una nave, l'Argo, in grado di trasportare lui e altri 49 giovani e avventurosi marinai greci, passati alla storia con il nome di Argonauti. Dopo varie peripezie riuscirono a raggiungere il regno della Colchide e, risalito il fiume Fasi, l'attuale Rioni, furono ricevuti dal re Eete nella sua capitale, forse Vani o Kutaisi. Eete promise che avrebbe donato il vello a Giasone a patto che l'eroe fosse riuscito a mettere il giogo a due tori che soffiavano fuoco dalle nari, a legarli a un aratro e a seminare i denti di un drago, dai quali sarebbe nato un esercito di guerrieri.
Giasone, dopo aver accettato, giuro' segretamente a Medea, figlia di Eete, che si era innamorata di lui, di sposarla se essa lo avesse aiutato. Medea, dotata di poteri magici, fece a Giasone un incantesimo che gli permise di sopravvivere alla prova e di sottrarre il vello al drago che lo sorvegliava.
Il Vello d'Oro trae origine da una tradizione delle regioni montane della Georgia : nello Svaneti e nel Racha la gente cercava l'oro nei fiumi stendendo tra le rocce delle pelli di pecora dove andavano a deporsitarsi le minuscole pepite trasportate dall'acqua.
La cosa sorprendente è che questa tecnica è ancora oggi in uso nel Caucaso. »
Da « Georgia, Armenia e Azerbaigian » EDT 2008