mercoledì 31 dicembre 2014
Per il nuovo anno...
Sii prudente.
La tua vita apri solo a venti che portano carezza di lontananza.
Sii prudente, ma non vigliacco: non far finta di vivere.
Apri la tua vita, apri le finestre al presagio di primavera.
Lascia entrare i venti che ti parlano di lontananza, di ignoto, di svolte e bivi e sentieri;
che ti spingono verso nuovi orizzonti.
È tempo di andare, tempo di mettersi in cammino.
Tempo di ricominciare a respirare.
Nathan Zach
sabato 27 dicembre 2014
Buoni propositi
Scorrendo vecchi messaggi ho trovato
questa lista inviata ad un'amica mentre stavo in RCA, era il lontano
2009:
Fare sport anche senza
iscriversi in palestra (nuoto, corsa sul posto, addominali sul
pavimento)
Usare la crema per le mani
Imparare a fare la sfoglia col mattarello
Usare la crema per le mani
Imparare a fare la sfoglia col mattarello
Convincere qualcuno a iscriversi con
me a Storia o Scienze Politiche inidirizzo storico o a qualcosa di
analogo
Andare a vedere i salares boliviani
Svuotare le scatole di zavagli direttamente nel rusco
Studiare bene lo spagnolo
Leggere la recherche di Proust (in francese) e Guerra e Pace (in italiano!)
Stirare saltuariamente le cose necessarie
Andare a vedere i salares boliviani
Svuotare le scatole di zavagli direttamente nel rusco
Studiare bene lo spagnolo
Leggere la recherche di Proust (in francese) e Guerra e Pace (in italiano!)
Stirare saltuariamente le cose necessarie
Diciamo che nella
top ten dei buoni propositi c'è sempre “perdere peso” e “fare
sport” che, se ci fossi riuscita, adesso peserei 50kg e sarei
tonica come il mio maestro di tai-chi. Invece niente, dimagrisci ti
calano le tette, ingrassi va tutto sul culo; per dimagrire servono
mesi e sacrifici, per ingrassare l'éspace d'un matin, la vita è
ingiusta non c'è niente da dire.
Ecco, usare la crema
per le mani ogni tanto lo faccio e avendo passato la soglia dei 40
aggiungerei anche quella per il viso, peccato che io a malapena mi
strucchi, le creme mi durano anni e probabilmente ormai le poche
volte che lo faccio mi sto mettendo in faccia della muffa.
Il cucinare in
generale non è proprio la mia vocazione, diciamo che per
disperazione ho imparato a fare il pane in missione (che fa pure
rima) ma il corso di sfoglia resta lì nella lista, sostituito
quest'anno dal corso di alcolismo....cioè volevo dire degustazione
vini.
Le scuole di
scrittura di Nori possono sostituire un corso universitario? Facciamo
che son propedeutiche dai.
Oh, finalmente
qualcosa però la posso spuntare: i salares Boliviani e ne è proprio
valsa la pena; adesso sostituisco la meta con il Nagaland, oppure la
transiberiana, o la Darwin-Broome-Perth, o Shibam quando lo Yemen
sarà un posto tranquillo.
Zavagli? Ehm, qui
stendiamo velo pietoso, l'avere una casa grande aiuta a nascondere
tutto dietro le porte e gli armadi.
Alé, spunto pure
lo spagnolo, più che un risultato della mia forza di volontà è
stata una necessità trovandomi a buco di culo in Colombia a dover
discutere con uomini armati tipo Rambo.
Però l'arabo mi è
rimasto sul groppone, ho all'attivo 4 o 5 corsi di 1° livello, un
diplomino e nozioni utili solo a ordinare del cibo e contrattare gli
orecchini d'argento, però ne sapevo visto che sono riuscita a farmi
dare della taccagna dal negoziante.
Ok La recherche
è momentaneamente accantonata, prima devo leggere le tonnellate
di libri che ho compulsivamente comprato nell'ultimo anno, che numero
era nella scala del disagio?
Di stirare non se
ne parla, però almeno con la lavatrice nuova la roba è pulita, è
un passo avanti.
Ovviamente c'era
una parte personale che ho omesso, del tipo: dimenticare Caio,
perdonare Sempronio e cose così ma tanto io razzolo sempre male
quindi almeno ho imparato a non mettere cose del genere nei buoni
propositi che non possono certo essere preda dell'istinto ma della
costanza e della volontà.....uahahahaha......
Comunque giuro che
dal 1° mi rimetto a dieta ferrea.
lunedì 3 novembre 2014
Terrore a bordo
Quel brivido, quella sensazione di paura quando si avvicina la hostess col carrellino.....Hostess che potrebbe dirti: " Mi dispiace il pollo è finito, resta solo pasta al pesto."
Volare oh oh
Dopo anni in cui ho preso il volo AF delle 7am per andare in missione, vestita in maniera assurda, sempre uguale come un supereroe del terzo mondo: con le scarpe da trekking, la giacca impermeabile, 20 strati di maglie dal pile alla canotta per poterne toglierne uno ad ogni tappa e lo zaino con moka e caffé.
Dicevo che stavolta invece sono vestita in mneira umana, la Lonely Planet nello zaino e vado in vacanza!
A CDG di solito uscivo, arrivavo a Bastille, vagavo per gli uffici in attesa che qualcuno mi dicesse: "c'est le bordel mais ça va aller"; passavo al casier départs dove mi rifilavano un paio di computers, magari una sacca piena di Fentanyl e qualche pacco pieno di paté e saucissons.
Poi tornavo a CDG, pronta per il viaggio della speranza, carica come un mulo, comodo passare i controlli con 3 PC...e ovviamente poi mica volavo AF, se mi andava bene la Kenyan fino a Nairobi, poi da lì in Uganda, poi Juba poi a cazzinculo con aerei che man mano si rimpicciolivano e io dal posto 43B mi ritrovavo a fare le parole crociate insieme al pilota.
Eh no cazzo, stavolta non c'è la solita 4x4 bianca ad aspettarmi: "Francia?" "No, Olanda" "Francia?" "No, Belgio", "La prima volta che vieni in Sud Sudan?", "No, è la seconda ahimé".
Basta, finalmente sul foglietto per il visto posso barrare la casella "scopo del viaggio": TURISMO.
Dicevo che stavolta invece sono vestita in mneira umana, la Lonely Planet nello zaino e vado in vacanza!
A CDG di solito uscivo, arrivavo a Bastille, vagavo per gli uffici in attesa che qualcuno mi dicesse: "c'est le bordel mais ça va aller"; passavo al casier départs dove mi rifilavano un paio di computers, magari una sacca piena di Fentanyl e qualche pacco pieno di paté e saucissons.
Poi tornavo a CDG, pronta per il viaggio della speranza, carica come un mulo, comodo passare i controlli con 3 PC...e ovviamente poi mica volavo AF, se mi andava bene la Kenyan fino a Nairobi, poi da lì in Uganda, poi Juba poi a cazzinculo con aerei che man mano si rimpicciolivano e io dal posto 43B mi ritrovavo a fare le parole crociate insieme al pilota.
Eh no cazzo, stavolta non c'è la solita 4x4 bianca ad aspettarmi: "Francia?" "No, Olanda" "Francia?" "No, Belgio", "La prima volta che vieni in Sud Sudan?", "No, è la seconda ahimé".
Basta, finalmente sul foglietto per il visto posso barrare la casella "scopo del viaggio": TURISMO.
lunedì 29 settembre 2014
La scala del disagio
Riordinando i vecchi messaggi ho trovato questo:
1: Sono placidamente sorridente, la mia vita sonnacchiosa mi si addice proprio, praticamente cerebroleso 2: Sto bene, sono sereno e soddisfatto, mi danno solo fastidio tutti i capelli che lascio nella doccia ogni mattina ma non è grave. 3: Sono felice, ho un lavoro che mi piace, una bella famigliuola, vorrei solo fare una vacanza come dico io una volta o l'altra... chissà.. 4: Non ci lamentiamo dai, bisogna godersi quel che si ha. 5: Ogni tanto mi chiedo, insomma, se ne vale la pena, sai, tutti i sacrifici, la fatica... no, certo, ho le mie soddisfazioni, però ogni tanto mi chiedo... 6: Leggo Coelho e mi sembra filosofia. E' normale fare un po' di shopping terapeutico, ma questi 75 euro in libreria ogni settimana? 7: Devo fare più yoga, o meno yoga? C'è qualcosa della mia vita che non capisco: ovvero, perché sono vivo? 8: O divorzio o dimissiono, o cambio città, o cambio pelle. L'ideale sarebbe tutte insieme. 9: Perché questo male di vivere? Avrei tutto per stare bene... l'uomo è condannato all'infelicità ontologica? 10: voglio fare l'head of mission nel Nord Kivu o mi ammazzo
XXX da 24 anni oscilla tra il 6 e il 9.
Lascio l'autore anonimo per la privacy...
mercoledì 24 settembre 2014
Venedikt Erofeev
Di scopi nella vita non ce ne sono. Nella vita tutto è solo un mezzo, come diceva Valerij Brjusov, poeta.
mercoledì 18 giugno 2014
"Oci ciornie"
-Signora, allora ha fatto il laser agli occhi?
-Sì e noto già un notevole miglioramento, per esempio finalmente ora vedo che lei ha gli occhi scuri.
-......
-Ma lei ha gli occhi scuri vero?
- ....ehm.....
-Sì e noto già un notevole miglioramento, per esempio finalmente ora vedo che lei ha gli occhi scuri.
-......
-Ma lei ha gli occhi scuri vero?
- ....ehm.....
giovedì 12 giugno 2014
Mondiali 2006
“Il 9 luglio suoniamo alla festa
dell'Unità di....., è una domenica, se vuoi venire danno da
mangiare gratis pure a te.”
Ecco sfatiamo subito il mito che essere
la ragazza di un musicista è una gran bazza, di solito si passano
ore in posti sperduti in attesa che questi poveretti, che magari sono
pure bravi, suonino davanti a quattro gatti per un compenso che a
malapena copre le spese della benzina. Però una cena gratis a una
festa dell' unità nel modenese era più di quel che mi aspettassi
perciò ho accettato con l'entusiasmo di cui sono sempre stata
capace: “Ok, se non ho di meglio da fare vengo con te.”
In quell' estate del 2006 Carlo era il
bassista di Mirco Mazzacani, no non è un nome d'arte, cantautore
reggiano il cui cavallo di battaglia si intitolava “La canottiera”,
chiaramente un genio incompreso.
Ma i musicisti, si sa, vivono nel loro
mondo e nessuno aveva fatto caso che quella sarebbe stata la serata
della finale dei mondiali di calcio e soprattutto nessuno pensava che
l'Italia sarebbe arrivata in finale con la Francia...
“Ma suonate lo stesso?”
“Certo, perché non dovremmo?”,
rispondeva il bassista integerrimo,
“Ma saran tutti a veder la partita,
non verrà nessuno”, gufavo io.
“Ci sarà uno schermo alla festa, noi
suoneremo dopo, anzi, ci sarà pure più gente.”
“A me sembra strano ma se lo dici tu
che sei del giro.”
La festa dell'Unità di...consisteva in
un palchetto con davanti una decina di sedie e un tendone con tre
quattro tavolate sull'argine del fiume.....praticamente un
zanzarificio.
Arriviamo presto, i musicisti si sa
mangiano prima.....”sì ma prima di chi che qui ci siam solo noi?”,
cioè quelli del gruppo, ioe un'altra ragazza, due zdoure in cucina,
due signori all'organizzazione e un paio di ragazzotti disperati,
precettati per servire i fantomatici clienti della serata.
Ai musicisti si sa, mica piace il
calcio, ma non c'era davvero nulla da fare, neanche un mazzo di carte
quindi tutti davanti allo schermo ad aspettare che finisca per poter
iniziare lo spettacolo, quello serio, roba che al primo gol della
Francia eran quasi contenti e quando l'Italia ha pareggiato lo
spettro dei tempi supplementari è calato su di noi.
“Ma suonate anche se fanno i
supplementari e i rigori? Finirà tardissimo, e poi comunque qui non
c'è nessuno.”
“Certo che suoneremo”, rispondeva
il bassista integerrimo, “e poi ci han già pagato e la gente verrà
dopo la partita.”
“Ma per quel che vi pagano glieli
potete pure ridare e possiam pure pagare la cena, qui prima di
mezzanotte non cominciate, domani si lavora e poi non c'è proprio
nessuno.”
Niente da fare, 1-1, tempi
supplementari, testata di Zidane, finalmente ai rigori, io non ne
potevo più, mi sarei buttata nel fiume con un amplificatore al
collo.
Alé, Italia campione del mondo, i due
ragazzotti cominciano a saltellare, le zdoure stanno asciugando le
pentole, i musicisti si alzano per sistemare gli strumenti sul palco,
presumo che nel resto del paese ci siano caroselli, auto che
strombazzano, gente che urla e fa il bagno nelle fontane ma lì,
sull'argine del.....non si sente nulla.
Mi suona il telefono, è Julien dalla
Francia: “Congratulations, vous-etes champions!!!!” Lo sentivo
malissimo, avevano perso ma probabilmente stavano comunque
festeggiando. “Alors tu va feter? Mais je n'entends rien? T'es où?”
mi dice con la voce sospresa di chi pensava di ascoltare un vero
casino all'italiana, “Laisse tomber” “Lascia perdere” gli
dico io e taglio corto perché vedo che Carlo dal palco mi sta già
guardando malissimo, del tipo “Beh, cosa fai? Telefoni mentre noi
stiamo per suonare?”
E' mezzanotte passata, l'Italia è
campione del mondo e sul palco il mio bassista è concentratissimo e
penso che in fondo quando suona è proprio carino, e finalmente Mirco
Mazzacani intona: “La canottiera è sempre in fondo alla lista, da
qualcuno è malvista, guai a chi ce l'ha”.
(dai miei compiti per la Scuola media di scrittura emiliana)
giovedì 29 maggio 2014
Il mestiere di vivere
L’unica gioia al mondo è
cominciare.
È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità – si vorrebbe morire
Cesare Pavese
È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità – si vorrebbe morire
Cesare Pavese
venerdì 23 maggio 2014
"Tutta
la nostra vita, anche se facciamo del nostro peggio per dimenticarlo, è
un'occasione senza possibilità di replica, che sovente sprechiamo. Ma
almeno, alcuni di noi possono dirlo: abbiamo vissuto e sprecato. A un
certo punto abbiamo smesso di credere al nostro splendore e ci siamo
accomodati in platea ad assistere. O abbiamo continuato a giocare e
rischiare e siamo stati chiamati folli, criminali
perfino. Non ci sono altri modi per guardare le cose: la vita stessa è
una sentenza. Quel che non siamo stati non potevamo essere. Ogni altra
considerazione è un alibi, uno sfregio alla logica, ma soprattutto una
perdita di tempo. Di fronte allo stato delle cose le soluzioni
alternative non si trovano nel passato, ma nel futuro."
(Gabriele Romagnoli - "Domanda di grazia")
(Gabriele Romagnoli - "Domanda di grazia")
venerdì 2 maggio 2014
Gli aggettivi sono importanti........
"Non son negativo, le ho detto io, son sociopatico.
Sociopatico, mi ha detto lei, e cosa significa?
Come psicopatico, le ho detto.
Solo, le ho detto, psicopatico è uno che ha dei problemi qui, le ho detto, e mi sono toccato le tempie con due mani.
Sociopatico invece, le ho detto, è uno che ha dei problemi qui, e ho allargato le braccia a indicare il vasto mondo circostante."
(da "Si chiama Francesca, questo romanzo" di Paolo Nori)
Sociopatico, mi ha detto lei, e cosa significa?
Come psicopatico, le ho detto.
Solo, le ho detto, psicopatico è uno che ha dei problemi qui, le ho detto, e mi sono toccato le tempie con due mani.
Sociopatico invece, le ho detto, è uno che ha dei problemi qui, e ho allargato le braccia a indicare il vasto mondo circostante."
(da "Si chiama Francesca, questo romanzo" di Paolo Nori)
lunedì 3 marzo 2014
venerdì 14 febbraio 2014
mercoledì 12 febbraio 2014
Perle di saggezza
Combattere contro chi si ama è uno strazio e soprattutto un circolo
vizioso, perché l'odio alimenta l'amore e viceversa.
Nel senso: dico una cattiveria ma subito... > mi pento e allora... > dico una parola d'amore però... > mi innervosisco perché l'altro non è all'altezza quindi... > aumenta la rabbia e allora... > dico una cattiveria ma subito... > mi pento... ecc...
(cit.)
Nel senso: dico una cattiveria ma subito... > mi pento e allora... > dico una parola d'amore però... > mi innervosisco perché l'altro non è all'altezza quindi... > aumenta la rabbia e allora... > dico una cattiveria ma subito... > mi pento... ecc...
(cit.)
domenica 2 febbraio 2014
Le quattro del mattino
Ora dalla notte al giorno.
Ora da un fianco all'altro.
Ora per i trentenni.
Ora rassettata per il canto dei galli.
Ora in cui la terra ci rinnega.
Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi.
Ora vuota.
Sorda, vana.
Fondo di ogni altra ora.
Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino
- le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque,
se dobbiamo vivere ancora.
Wislawa Szymborska
Ora da un fianco all'altro.
Ora per i trentenni.
Ora rassettata per il canto dei galli.
Ora in cui la terra ci rinnega.
Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi.
Ora vuota.
Sorda, vana.
Fondo di ogni altra ora.
Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino
- le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque,
se dobbiamo vivere ancora.
Wislawa Szymborska
mercoledì 29 gennaio 2014
Interpretare l'arte
Dialogo con l'artista (quello seduto):
" E' un quadro con un messaggio positivo....parla di movimento inteso anche come volare..."
"A me sembrava uno in sedia a rotelle che giustamente si era impiccato"
"Beh, tu hai al collo una sciarpa coi teschi..."

