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sabato 19 febbraio 2011
Farewell to the Court
giovedì 17 febbraio 2011
Cuarto de confinamiento
L'altra sera stavamo cenando nel patio, 2 francesi, un tedesco, uno spagnolo (sí come nelle barzellette), conversazione interessante e poliglotta, una buona insalata, vino...a un certo punto un botto potente piuttosto vicino, ci guardiamo...
Secondo botto, molliamo la forchetta e ci fiondiamo nel cuarto de confinamiento.
Quando si lavora con MSF si ha l'abitudine di imbalzarsi in una mega cassa chiusa che contiene viveri in caso di emergenza, ogni missione ne ha una, adattata al contesto: in Abkhazia era piena di vodka e sigarette, in Burundi di Nutella, qui siccome il logista fuma di sigarette.
Insomma, in questa stanza ci ritroviamo in 7, dopo aver chiamato il norvegese che con la sua musica a palla non aveva sentito un cazzo, e dire che era dietro l'angolo davvero, qualcuno seduto e quelli dal lato della finestra sdraiati a terra, non molto comodo ma vabbé.
Si sparano e si bombardano per 20 minuti buoni, i capi coi telefoni iniziano il giro di chiamate, uno a Bogotá per avvisare della situazione, uno a Toronto, e uno a Tame per vedere che tutto lo staff fosse nelle proprie case.
Il Capo Missione: "a Mogadiscio era cosí tutte le sere"
Il Capo dei Capi di Toronto: "cazzo, per una volta che mi stavo mangiando una insalata"
Il medico tedesco: "ecco, ora ci prendiamo tutti la TUA tubercolosi"
Aspettiamo 30 minuti dalla fine dell'hostigamiento e usciamo dalla stanza, senza fare una piega ci ridirigiamo nel patio, scrolliamo le formiche dalle nostre forchette e ci rimettiamo cinicamente a mangiare e a sparare cazzate.
La prima cosa che faccio io é mandare un sms e mi si risponde "beh, non puoi dire di esserti annoiata!"
Questa é la prova che siamo Matti Senza Frontiere
PS
Io, a 36 anni suonati, avevo un unico terrore: se succede qualcosa i miei mi fanno il culo!!!!
Secondo botto, molliamo la forchetta e ci fiondiamo nel cuarto de confinamiento.
Quando si lavora con MSF si ha l'abitudine di imbalzarsi in una mega cassa chiusa che contiene viveri in caso di emergenza, ogni missione ne ha una, adattata al contesto: in Abkhazia era piena di vodka e sigarette, in Burundi di Nutella, qui siccome il logista fuma di sigarette.
Insomma, in questa stanza ci ritroviamo in 7, dopo aver chiamato il norvegese che con la sua musica a palla non aveva sentito un cazzo, e dire che era dietro l'angolo davvero, qualcuno seduto e quelli dal lato della finestra sdraiati a terra, non molto comodo ma vabbé.
Si sparano e si bombardano per 20 minuti buoni, i capi coi telefoni iniziano il giro di chiamate, uno a Bogotá per avvisare della situazione, uno a Toronto, e uno a Tame per vedere che tutto lo staff fosse nelle proprie case.
Il Capo Missione: "a Mogadiscio era cosí tutte le sere"
Il Capo dei Capi di Toronto: "cazzo, per una volta che mi stavo mangiando una insalata"
Il medico tedesco: "ecco, ora ci prendiamo tutti la TUA tubercolosi"
Aspettiamo 30 minuti dalla fine dell'hostigamiento e usciamo dalla stanza, senza fare una piega ci ridirigiamo nel patio, scrolliamo le formiche dalle nostre forchette e ci rimettiamo cinicamente a mangiare e a sparare cazzate.
La prima cosa che faccio io é mandare un sms e mi si risponde "beh, non puoi dire di esserti annoiata!"
Questa é la prova che siamo Matti Senza Frontiere
PS
Io, a 36 anni suonati, avevo un unico terrore: se succede qualcosa i miei mi fanno il culo!!!!