lunedì 30 maggio 2011

Lunedì mattina....

 Stamattina camminavo in via Oberdan con la solita faccia incazzata e lo sguardo basso, prima di via Altabella quasi mi scontro con una ragazza (bellissima) che ha la stessa mia espressione, ci guardiamo un istante, ci diciamo "a stasera" e riprendiamo il cammino.
Entro nel bar da dove è appena uscita (e fra casa sua e casa mia ce ne sono miliardi di bar) e mi ricordo le lezioni di ginnastica delle medie (se ci vedessero ora sfrecciare ai Giardini), lei con i ritagli delle principesse di Monaco e io con gli scacchi, le feste in taverna delle superiori, le lauree, le osterie, un camper "troppo promiscuo" e soprattutto la splendida sensazione di capirsi al volo.
Mentre bevo il mio caffé mi accorgo che sto sorridendo e penso a quando andremo nella famosa casa in Provenza e mi immagino lei che corre in giardino "inseguita da qualche insetto".....non vedo l'ora!






venerdì 13 maggio 2011

(r)Evolution


It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives.
It is the one that is the most adaptable to change.

Charles Darwin

domenica 8 maggio 2011

Il panorama dalla torre del cane

... tre cuccioli di pastore tedesco dispersi al confine della contea.
"North County Journal"
(Contea di Santa Cruz nord)
E' da un paio di mesi che penso a questo trafiletto del "North County Journal". L'articolo racchiude in sé una piccola tragedia. So bene che tale è il fiorire dell'orrore intorno a noi (il Vietnam, la fame nel mondo, le rivolte, la paura disperata, ecc.) che tre cuccioli dispersi non significano molto ma la cosa mi inquieta e vedo questo semplice evento come il possibile telescopio verso un'agonia maggiore.
"... tre cuccioli di pastore tedesco dispersi al confine della contea". Sembra quasi un verso di una canzone di Bob Dylan.
Forse sono scomparsi mentre giocavano, abbaiando e inseguendosi l'uno con l'altro, e sono finiti nel bosco, dove si sono smarriti, restando acquattati in qualche angolo come ritagli di cane, alla ricerca di qualcosa da mangiare, intellettivamente incapaci di comprendere cosa fosse accaduto, con il cervello appiccicato allo stomaco.
Le loro voci ora possono solo ululare di paura e di fame, e il tempo dei giochi è finito, quel tempo di gioia spensierata che aveva fatto sì che finissero nell'orrido bosco.
E temo che questi poveri cagnolini smarriti diventino l'ombra di un viaggio futuro se non stiamo in guardia.
da R. Brautigan, 102 racconti zen

domenica 1 maggio 2011

E allora noi vili

E allora noi vili

che amavamo la sera

bisbigliante, le case,

i sentieri sul fiume,

le luci rosse e sporche

di quei luoghi, il dolore

addolcito e taciuto -

noi strappammo le mani

dalla viva catena

e tacemmo, ma il cuore

ci sussultò di sangue,

e non fu più dolcezza,

non fu più abbandonarsi

al sentiero sul fiume -

- non più servi, sapemmo

di essere soli e vivi.

C. Pavese