lunedì 3 novembre 2014

Terrore a bordo

Quel brivido, quella sensazione di paura quando si avvicina la hostess col carrellino.....Hostess che potrebbe dirti: " Mi dispiace il pollo è finito, resta solo pasta al pesto."

Volare oh oh

Dopo anni in cui ho preso il volo AF delle 7am per andare in missione, vestita in maniera assurda, sempre uguale come un supereroe del terzo mondo: con le scarpe da trekking, la giacca impermeabile, 20 strati di maglie dal pile alla canotta per poterne toglierne uno ad ogni tappa e lo zaino con moka e caffé.
Dicevo che stavolta invece sono vestita in mneira umana, la Lonely Planet nello zaino e vado in vacanza!
A CDG di solito uscivo, arrivavo a Bastille, vagavo per gli uffici in attesa che qualcuno mi dicesse: "c'est le bordel mais ça va aller"; passavo al casier départs dove mi rifilavano un paio di computers, magari una sacca piena di Fentanyl e qualche pacco pieno di paté e saucissons.
Poi tornavo a CDG, pronta per il viaggio della speranza, carica come un mulo, comodo passare i controlli con 3 PC...e ovviamente poi mica volavo AF, se mi andava bene la Kenyan fino a Nairobi, poi da lì in Uganda, poi Juba poi a cazzinculo con aerei che man mano si rimpicciolivano e io dal posto 43B mi ritrovavo a fare le parole crociate insieme al pilota.
Eh no cazzo, stavolta non c'è la solita 4x4 bianca ad aspettarmi: "Francia?" "No, Olanda" "Francia?" "No, Belgio", "La prima volta che vieni in Sud Sudan?", "No, è la seconda ahimé".
Basta, finalmente sul foglietto per il visto posso barrare la casella "scopo del viaggio": TURISMO.