domenica 24 ottobre 2010

Se qualcosa può andar male...

La clinica di 2 giorni stavolta tocca a me, voglia mezza, non tanto per la mancanza delle comodità quanto per lo stare a stretto e continuo contatto con la gente (sì, dovevo fare la selezione di eremiti senza frontiere, lo so); oltretutto questa nueva estrategia volta a cercare prossimità con le comunità attraverso la nostra presenza con attività pomeridiane non mi convince per niente. Quasi nessuno ci dà il telefono perché potrebbero sembrare spie passando informazioni, e i vari gruppi armati disapprovano le attività di gruppo, soprattutto se con contenuti psicologici; per non parlare del coprifuoco dopo le 17 che mica tolgono per noi.
Premesso questo mi preparo a stracciarmi i maroni....
Arriviamo e ci aspetta un tipo giovane con un asciugamano avvolto attorno al braccio....stava tagliando cacao col machete e questo gli è scappato di mano affettandogli un polso. Solleva il tessuto e dal taglio netto parte uno spruzzo di sangue, pulsante, ovvero si è tagliato un'arteria. Sul muro dell'ambulatorio un poster religioso "Il signore è il mio pastore" mi rimanda a una vecchia gag con una collega ora amica e sorrido....mi guardano perplessi, cazzo rido in una scena splatter?
Io sono la coordinadora quindi non mi sporco le mani, col barbatrucco del bracciale dello sfigmomanometro fermiamo l'emorragia e lascio che se la veda l'ottimo medico colombiano.
Alle 13 già non c'è nessun paziente, gruppi di uomini appartenenti a uno dei due acronimi, quello più corto, stanno scaricando roba da un camion, fingo di non vedere. Mangiamo pollo, yucca, riso e banane....un pasto ben bilanciato.....torniamo all'ambulatorio pronti per un pisolino, ci son trenta gradi e una umidità peggio della bassa.
Si presenta una incinta, di 7 mesi, con tutti i fattori di rischio possibili e immaginabili e le contrazioni: avevo appena finito di dire che a me la salute sessuale e riproduttiva, come si chiama in MSF, mi fa cagare e non ne so mezza. La affido all'ottimo collega colombiano che mi dice che va ricoverata.
In questo paese può salire su un auto MSF solo un impiegato MSF, se raccatti un ferito di un gruppo X può finire che gli altri ti sparino, perdi la neutralità, indipendenza e cazzi vari.
Diamo dei soldi al marito che vada a buscar un transporte.
Nel frattempo la tipa è presa da un attacco di panico, le mando la psicologa.....
Il marito non torna e per radio chiedo di chiamare l'ambulanza, sia mai che succeda un ciappino qui.
Poco dopo arriva una 14enne, all'ottavo mese...già dilatata....il medico non si scompone ma mi dice "beh, qui è sempre una noia, non ci era mai capitato, e due allo stesso momento, serve assolutamente l'ambulanza"
Certo dico io, mi rifiuto di assistere a due parti, per di più prematuri; mi attacco al cell, alla radio VHF, alla HF e al satellitare Iridium e chiedo alla base il permesso di trasportare le tipe almeno alla strada principale per fare un kiss con l'ambulanza prima del coprifuoco.
Permesso eccezionalmente accordato, nomino un responsabile del gruppo che resta e monto in auto col medico (si devono essere scordati che lo sono pure io, per fortuna): se l'ambulanza non ci trova al punto stabilito se ne va.....e vai a palla sullo sterrato fra banani e cacai.
A un certo punto esce dalla radio una voce conosciuta che non ascoltavo da mesi, per un attimo mi scordo dove sono e penso solo a dove vorrei essere...poi una inizia a urlare che se la fa addosso e torno fra loro con un residuo senso di amarezza.
Nel frattempo il gruppo rimasto cerca invano di comunicare via radio ma non funziona, proprio ora?
L'ambulanza c'è, scarichiamo le tipe al volo e torniamo a palla sui nostri passi, si sta facendo buio e non è bello essere gli unici in giro. Arriviamo pensando che oggi le emozioni non sono mancate, ci guardiamo in silenzio ma tutti pensiamo "ci manca solo che l'acronimo corto bussi stanotte alla porta dell'ambulatorio.."
Vengo assalita dalle zanzare (impregnare i vestiti di permetrina non serve a una beata fava), poi ceniamo con la stessa roba del pranzo e veniamo a sapere che nessuno è venuto pomeriggio, a parte le urgenze, perchè in paese c'è una riunione...a posto.
Mi rilasso fumandomi una paglia e una del gruppo si mette a urlare: "che cazzo c'è ora?" "un rospo nella nostra camera" "ecchissenefrega?" "donde hay zapo hay siempre culebra" "qualcuno mi aiuti a cacciare questo cazzo di animale!!!!"
Mi metto nella tenda accanto alla psicologa, all'altezza della mia testa vedo un foro nella porta...."che è?" "è il segno del proiettile di quando hanno ucciso il soldato e una scheggia ha ferito l'infermiera, non te l'han mai raccontato?" "no ma ora preferisco non sapere la storia".
Provo a dormire e mi sembra di sognare un rumore, come di saltelli, accendo la torcia e vedo vari rospi saltellare nella stanza...fanculo....metto l'ipod random...la prima canzone è hasta siempre comandante....candid camera c'è anche qui?
Dopo una notte insonne la colazione consiste in una specie di crescentina fritta in olio da auto, con uova, brodo di carne, pane e banane...io compro uno yogurt e vengo presa per anoressica.
Ci si scarica la batteria di una toyota, prima volta in 4 missioni che mi capita......io a mettere in moto mentre l'autista cerca di capire perchè i cavetti ind otazione non vanno....
I pazienti sono pochi e io decido di sbaraccare presto, questo scatena una sommossa popolare perché se si arriva prima di una certa ora MSF non paga il pranzo.....no comment, io voglio solo andare a farmi una doccia.
Arrivo e il capo mi fa "ora non ho tempo ma tanto a parte le 2 urgenze, la radio che si rompe, la batteria dell'auto che si scarica, la riunione dell'acronimo corto, la mancanza di partecipazione della comunità, lo staff che caga il cazzo per il pranzo è andato tutto bene no?"
Certo....
Chissà perché torno a casa con una emicrania paurosa, mi faccio un simpatico cocktail di analgesici, antiinfiammatori, psicolettici e sonniferi e vado a letto. Il giorno dopo mi alzo come nuova, pronta per lavorare il sabato perché ci tocca.
In ufficio mi guardano strano finché un'infermiera mi dice che ho un'allergia, strano, non mi prude nulla....mi guardo allo specchio e vedo la Pimpa.
Voglio andare in ferie all'epidemia di colera di Haiti! 

giovedì 7 ottobre 2010

Non mi pento di niente

No me arrepiento de nada
Gioconda Belli 


Desde la mujer que soy,
a veces me da por contemplar
aquellas que pude haber sido;
las mujeres primorosas,
hacendosas, buenas esposas,
dechado de virtudes,
que deseara mi madre.
No sé por qué
la vida entera he pasado
rebelándome contra ellas.
Odio sus amenazas en mi cuerpo.
La culpa que sus vidas impecables,
por extraño maleficio,
me inspiran.
Reniego de sus buenos oficios;
de los llantos a escondidas del esposo,
del pudor de su desnudez
bajo la planchada y almidonada ropa interior.
Estas mujeres, sin embargo,
me miran desde el interior de los espejos,
levantan su dedo acusador
y, a veces, cedo a sus miradas de reproche
y quiero ganarme la aceptación universal,
ser la Gioconda irreprochable.
Sacarme diez en conducta
con el partido, el estado, las amistades,
mi familia, mis hijos y todos los demás seres
que abundantes pueblan este mundo nuestro.
En esta contradicción inevitable
entre lo que debió haber sido y lo que es,
he librado numerosas batallas mortales,
batallas a mordiscos de ellas contra mí
-ellas habitando en mí queriendo ser yo misma-
transgrediendo maternos mandamientos,
desgarro adolorida y a trompicones
a las mujeres internas
que, desde la infancia, me retuercen los ojos
porque no quepo en el molde perfecto de sus sueños,
porque me atrevo a ser esta loca, falible, tierna y vulnerable,
que se enamora como alma en pena
de causas justas, hombres hermosos,
y palabras juguetonas.
Porque, de adulta, me atreví a vivir la niñez vedada,
y rompí lazos inviolables
y me atreví a gozar
el cuerpo sano y sinuoso
con que los genes de todos mis ancestros
me dotaron.
No culpo a nadie. Más bien les agradezco los dones.
No me arrepiento de nada, como dijo la Edith Piaf.
Pero en los pozos oscuros en que me hundo,
cuando, en las mañanas, no más abrir los ojos,
siento las lágrimas pujando;
veo a esas otras mujeres esperando en el vestíbulo,
blandiendo condenas contra mi felicidad.
Impertérritas "niñas buenas" me circundan
y danzan sus canciones infantiles contra mí
contra esta mujer
hecha y derecha,
plena.
Esta mujer de pechos en pecho
y caderas anchas
que, por mi madre y contra ella,
me gusta ser.

Kissing bug

In Chagas-endemic areas, the main mode of transmission is through an insect vector called a triatomine bug.[1] A triatomine becomes infected with T. cruzi by feeding on the blood of an infected person or animal. During the day, triatomines hide in crevices in the walls and roofs. The bugs emerge at night, when the inhabitants are sleeping. Because they tend to feed on people’s faces, triatomine bugs are also known as “kissing bugs.” After they bite and ingest blood, they defecate on the person. Triatomines pass T. cruzi parasites (called trypomastigotes) in feces left near the site of the bite wound. Scratching the site of the bite causes the trypomastigotes to enter the host through the wound, or through intact mucous membranes, such as the conjunctiva.

Chagas disease (Portuguese: doença de Chagas, Spanish: enfermedad de Chagas-Mazza, mal de Chagas in both languages; also called American trypanosomiasis) is a tropical parasitic disease caused by the flagellate protozoan Trypanosoma cruzi. T. cruzi is commonly transmitted to humans and other mammals by an insect vector, the blood-sucking bugs of the subfamily Triatominae (family Reduviidae) most commonly species belonging to the Triatoma, Rhodnius, and Panstrongylus genera.[1] The disease may also be spread through blood transfusion and organ transplantation, ingestion of food contaminated with parasites, and from a mother to her fetus.[2]


Per riassumere: la similcimice mentre ti succhia il sangue ti caga pure in faccia, tu ti gratti e ti inoculi il parassita che dopo 20-30 anni ti fa schiattare per problemi cardiaci.....che malattia di merda!


http://en.wikipedia.org/wiki/Chagas_disease