martedì 2 settembre 2008

Diario di viaggio: last but not least...


Delhi, la capitale, con tutti i contrasti dell'India: il quartiere figo e la baraccopoli, Mc Donald's e il macellaio che ti sgozza la capra per strada davanti alla moschea, il tempio sikh, quello jainista, le chiese, i buttadentro, le false guide, i matti, la gente simpatica, il caldo porco, lo smog, il casino, i semafori usati come portapiccioni.....
Mah, l'india ha il nucleare ed è il regno dell'hitech, poi ci vogliono 7 persone per pulire, male un pavimento, e almeno 3 per riuscire a strisciare una carta di credito al duty free dell'aeroporto....non si può descrivere, dovete andarci, muniti di una buona dose di pazienza.
Quanto a me, I'm back home, con la febbre ma non dovrebbe essere malaria, l'aeroflot tara i propri aerei su temperature siberiane!
PS la prima cosa che ho visto in Italia, atterrando sulla pista di Venezia, è stato un rullo Bitelli...e mi son subito sentita a casa!

venerdì 29 agosto 2008

Buona questa cadrega!!

Voglio lanciare un appello su questo blog prima che qualche provvedimento di espulsione degli insegnanti meridionali mi costringa a lasciare la ridente emilia: dovendo probabilmente sottostare ad un non meglio specificato corso per insegnanti del sud (la ministra ha smentito ma con questo governo verba - di qualsiasi tipo - volant alla velocità della luce e non si può mai sapere se e quando colpiranno davvero) chiedo lezioni private di dialetti, fiabe, leggende, storia, cronache locali, calendario dei santi, tradizioni popolari, ricette, proverbi e modi di dire del centro nord (area più vasta possibile), in modo tale che se ,mi troverò ad affrontare l'esame come l'arancia della san pellegrino saprò correttamente rispondere e voi, amiche mie, non sarete costrette a dare asilo ad una clandestina per farmi partecipare alle sessioni "henné & mohjto".

giovedì 28 agosto 2008

Diario di viaggio: la grande madre...


...ovvero il Gange, e l'attrattiva qui di Varanasi, con i suoi ghat dove si fa il bagno, si prega, si lavano i panni, si spingono i turisti su barcarozzi scalcagnati.
Le ultime analisi pare abbiano trovato in 100ml di acqua circa un milione e mezzo di coliformi fecali, praticamente e una coltivazione batterica!!!
Per deformazione professionale mi chiedo come mai non ci siano ricorrenti epidemie di colera...ma forse ci sono e nessuno ormai ci fa piu caso!
La Guest House e proprio sopra il Manikarnika Ghat, ovvero il crematorio: negli stretti vicoli si rischia di essere investiti dai cortei funebri, poi la salma e immersa nel fiume e quindi bruciata, ai lati ci sono immense cataste di legna, ogni ciocco ha un prezzo a seconda del tipo e delle dimensioni e pare che dosare la giustra quantita per bruciare i cadaveri sia una vera e propria arte.
Qui camminare e un delirio, bisogna schivare le merde per terra, i cumuli di rifiuti, evitare le codate delle mucche (impataccate della cacca medesima), fare uno slalom fra i procacciatori che neanche Albertone Tomba ne sarebbe capace, saltare quelli che dormono in terra e quando finalmente ti siedi a osservare il fiume nell'unico centimetro di muretto pulito calcolare la distanza giusta perche non ti arrivino gli schizzi del bufalone che fa pipi....
E faticosissimo, mi servira un'altra da vacanza, da pensionata pero.






martedì 26 agosto 2008

Diario di viaggio: rimedi indiani


MI son storta una caviglia (termine medico...), mentre zampettavo al forte di Agra, abbagliata dal sole ho messo il piede non so dove e son rotolata tirando un urlo disumano.
Gli indiani son carini, si son tutti precipitati, l'unico che non ha sentito era un pelato che fotografava dei bassorilievi...alla terza imprecazione e giunto con andatura da bradipo....
Comunque qui non c'e ghiaccio, il gentilissimo padrone dell'hotel ha mandato uno a comprarlo ma e arrivato dopo 3h (e si e sciolto in 15 secondi) quando la mia caviglia da modella era gia diventata un pompelmo.
Vedendomi ancora zoppicare il tipo mi ha dato questi ottimi consigli: spugnature di acqua bollente e saltare sulla caviglia gigia!
Io l'esame di ortopedia l'ho dato parecchi anni fa ma mi sembrava che bisognasse tenere l'arto in scarico.....mah.
MI vedo bene salire sulla cuccetta in alto stasera...gia che la mia agilita e nota a tutti....



lunedì 25 agosto 2008

Diario di viaggio: namaste


Sono in India, cioe c'ero anche prima ma solo per formalita, ora ci son davvero: baraccopoli su discariche, mendicanti, puzze di ogni tipo, inquinamento acustico, scimmie appena ti giri, bufaloni d'acqua, riscio riscio only 10 rupies e il Taj Mahal.
E davvero bello e non so come sia rimasto bianco in questo delirio.
Qui le case han tutte le grate, sembra di stare in prigione ma altrimenti ti trovi una scimmia nel letto ed e meglio non farle incazzare.
POi devi stare all'occhio perche potresti essere investito da ogni tipo di mezzo di locomozione: carretti trainati da cammelli, apecar, elefanti, gente in bici, moto, auto, a dorso di mulo.
E poi i byriani, il palak paneer, butter nan, mutton, chicken in salse di ogni tipo, non mi bastera questa settimana per scorrere tutto il menu.
Domani sera night-train to Varanasi, namaste!



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sabato 23 agosto 2008

Diario di viaggio: Indian Trip


Ci abbiamo messo solo 3 giorni per fare circa 450km: cime innevate, laghi salati, yak, asini selvatici, campi di marmotte, avvoltoi sui carcasse di animali, dirupi, canyon, pietraie, nomadi che girano l'hymalaya pascolando pashmine (le capre non le sciarpe). Ora siamo a Manali, forse e un bel posto ma le nuvole basse coprono tutto e il monsone fermandosi alle montagne qui dietro porta pioggia battente 23h/24. Qui il punto forte e la charas, marijuana selvatica di cui si sente l'odore solo camminando per strada, inutile dire che e il paradiso dei frikkettoni e degli scoppiati, soprattutto israeliani alla fine del loro leggero servizio militare.
Pare che Parvati, la moglie di Shiva, quando il marito scalpitava per andare in guerra gli facesse degli infusi di charas e cosi lui se ne stava a casa con lei bello rincoglionito!
Comunque sembra di stare in montagnola e me ne vado subito nella bassa indiana e con solo 16 ore di bus sono a Delhi, speriando che il tempo sia clemente, pronta per litigare con guidatori di riscio'.