domenica 14 febbraio 2010

LOURDES

Andrea D'Addio 04/09/2009

Bello e toccante "Lourdes", in concorso al festival di Venezia. Ecco la recensione.

Afferma la regista Jessica Hausner di essersi ispirata a "Ordet" di Dreyer per la sua rappresentazione dl miracolo e all'umorismo di Jacques Tati, per realizzare "Lourdes", film in concorso alla 66 Mostra del cinema di Venezia. Paralleli alti, sicuramente ambiziosi, ma che sottolineano la profondità di forma e contenuto ricercata dalla cineasta austriaca.

Un gruppo di persone con gravi problemi fisici si reca in pellegrinaggio a Lourdes. Un miracolo è tale perché è quasi impossibile che avvenga, eppure tutti i partecipanti della spedizione logicamente lo anelano, lo ritengono come la vera ragione del viaggio, seppure sanno bene che non si può dire. La nostra protagonista (interpretata da una bravissima Sylvie Testud) è una ragazza affetta da sclerosi multipla. Non può più camminare né muovere gli arti inferiori. L'assistenza che riceve deve essere completa. La ragazza che l'accompagna è una giovane volontaria dell'Ordine di Malta, più occupata però a flirtare con i ragazzi che a prendersi cura dei bisogni della giovane inferma. Tour organizzati del genere significano pianificazione. Ecco quindi la passeggiata nella grotta, la messa e la benedizione comune, la foto di gruppo, la mensa e la festa di fine gita. La disperazione di tutti è palese: a Lourdes sembra che nessuno ci arrivi per purificarsi l'anima, come un prete dice ad una donna che chiedeva quale iter di azioni seguire affinché un miracolo avvenga, ma per sentirsi il più vicino possibile alla guarigione non del contenuto, ma del contenente, di quel corpo che si ribella dolorosamente alla vita.

Con secchezza narrativa, un'immobilità delle inquadrature che è solo apparente (i movimenti spesso sono lenti e/o impercettibili, ma sempre funzionali e significativi) e un'amara ironia che cresce a poco a poco, fino ad un finale tanto nero quanto grottesco, la Hausner costruisce una storia di speranza e desolazione, di attimi e eternità. Ad essere prese di mira non sono solo le dinamiche interne alla classe di credenti, ognuno a suo modo rivolto più verso sé stesso che al prossimo, ma il significato della parola "felicità". E' lo stato emozionale a cui tutti ambiscono: è possibile identificarlo con traguardo materiale, o nascerà sempre da noi, dal nostro rapporto con gli altri, con il tempo e quel continuo senso di spaesamento che tocca, prima o poi, una o più volte durante la nostra esistenza, tutte le nostre vite?

"Lourdes" riesce a porre, soprattutto con il lancinante epilogo, queste domande. Senza retorica, senza blasfemia. Non è poco. Non è assolutamente poco.








Troppe caselle di posta? Gestiscile da Hotmail!

martedì 9 febbraio 2010

Huelga

Quiero una huelga donde vayamos todos.
Una huelga de brazos, piernas, de cabellos,
una huelga naciendo en cada cuerpo.
Quiero una huelga de obreros
de palomas de choferes de flores
de técnicos de niños
de médicos de mujeres.
Quiero una huelga grande,
que hasta el amor alcance.
Una huelga donde todo se detenga,
el reloj las fábricas el plantel
los colegios el bus los hospitales
la carretera los puertos.
Una huelga de ojos, de manos y de besos.
Una huelga donde respirar no sea permitido,
una huelga donde nazca el silencio
para oír los pasos del tirano que se marcha.

Gioconda Belli

giovedì 28 gennaio 2010

Lessons learned

Il brevetto del peanut butter spetta agli africani
Mai andare a letto per ultimi altrimenti ti trovi sul cesso al buio col generatore spento
Da un bambino puo' uscire di tutto, di qualsiasi forma, colore e odore....
L'acqua calda è una gran scoperta!
Il volo PAM non è un carrello della spesa con le ali (spero....)

dalla Ross (anche se postato da me)

lunedì 18 gennaio 2010

Giornata tipo

Sveglia all'alba (galli, muezzin, rumori vari di cui è meglio non conoscere l'origine), scosso le scarpe dai ragni, doccia fredda, attraverso la strada e mi faccio la micromoka col lavazza che sto centellinando col bilancino da spacciatore da 2 mesi; tozzo di baguette retaggio del colonialismo e si parte.
Alle 7.30 riunione dello staff con quelli della notte che passan le consegne, si perde tutto il tempo a salutarsi quindici volte senza capire un cazzo delle notizie fondamentali, vabbè noi siam sempre i soliti europei cafoni.
Visita ai cinni vari: le dé? (il vomito), le sasà? (la diarrea), leghe oké? (quante volte); se siam fortunati la mamma in questione ha tenuto la mutanda con un bel balocco di cacca accanto al letto per farcela osservare.....poi ne ripesiamo un po' visto che qui non san contare e fan casino con decine e centinaia ci sono bambini di pochi mesi che crescono o calano di 10kg alla volta, ci vuol pazienza.
Se non ci sono urgenze tipo trasfusioni, choc, febbri ecc a pranzo pausa di 1h per mangiare riso o pasta (questa non la tocco perché contro la mia religione), carne in salsa e banane in tutte le forme.
Il pomeriggio si cerca di finire il lavoro del mattino e tappare le falle poi ci avviamo a piedi verso casa salutando come al solito tutti che ci chiedono "c'est le retour?", educati ma un po' ripetitivi 'sti centrafricani.
Una buona doccia gelata per mantenere il raffreddore e la tosse, si aggiorna il database, due chiacchiere, un po' di musica, cena come a pranzo e a nanna sotto la zanzariera, non tanto per le zanzare ma per altre migliaia di animaletti che tappezzano i nostri muri......

dalla Ross (anche se postato da me)

venerdì 8 gennaio 2010

Befana in Africa

Visto che qui l'aspettativa di vita è poco superiore ai 40 la befana sono io che alla mia età dovrei già essere nonna! Le feste natalizie son passate senza colpo ferire fra urgenze in ospedale, visite dei capi della coordinazione e lavoro quotidiano. Qui comunque eran tutti contenti a capodanno, un sacco di gente in strada con pentole e tegami che cantava bonne année, certo che peggio di così per loro è difficile che vada.....
Ieri sera siamo persino usciti a bere una coca cola, ben calda, sotto una capanna di paglia, rigorosamente al buio; al ritorno quello del Niger mi era praticamente in braccio perché ero l'unica con la torcia e lui ha una paura fottuta dei serpenti (ma non abita nel deserto????mah).
Qui la vita scorre tranquilla come la Mamberere, il log ci ha fatto il bagno, io col c....fra correnti, parassiti e coccodrilli non saprei che scegliere.
Unica notizia che ha fatto scalpore: a 40km un gruppo di bracconieri arrivati a cavallo dal Sudan ha ucciso due elefanti per l'avorio delle zanne e popolazioni di interi villaggi si sono fiondate a recuperare un po' di carne.
Mi han proposto di passare in piroga in Congo Brazzaville in un campo profughi della RDC......ho gentilemente rifiutato, prendiamo l'Africa (e MSF) a piccole dosi....

dalla Ross (anche se postato da me)

venerdì 1 gennaio 2010

2010: buoni propositi

Trovare X....possibilmente con casa nel Marais
Imparare a fare la sfoglia col mattarello
Fare sport anche senza iscriversi in palestra (nuoto, corsa sul posto, addominali sul pavimento)
Usare la crema per le mani
Convincere qualcuno a iscriversi con me a Storia o Scienze Politiche indirizzo storico o a qualcosa di analogo
Andare a vedere i salares boliviani
Svuotare le scatole di zavagli direttamente nel rusco
Studiare bene lo spagnolo
Leggere la recherche di Proust (in francese) e Guerra e Pace (in italiano!)
Stirare saltuariamente le cose necessarie

dalla Ross (anche se postato da me)