In breve: maniche lunghe, pantaloni larghi o gonna, niente sopra la caviglia, niente di attillato.
XXX:
portati un completo "conservative style" per incontri con ministri o
sheikh, per il resto non c'e' bisogno di coprirsi la testa (in generale)
a meno che tu non sia giovane, bella, e con chioma fluente.
ZZZ:
colori scuri only. Sono abituati all'abaya e lo staff e' molto attento
al dress code: niente trasparenze, niente forme, niente colori, niente
che possa attirare troppo l'attenzione.
YYY:
ok per i colori, piu' liberal in generale anche se comunque e' meglio
non lasciare braccia o gambe scoperte per evitare malintesi. Fa
parecchio caldo in Aden.
In generale comunque i principi da ricordare sono:
- Trova qualcosa in cui stai comoda.
-
Considera che non sono proprio abituati a vedere le donne. E' piu'
facile cominciare un po' piu' coperta all'inizio, ed essere piu'
riliassati dopo che lo staff ti conosce. Sta a te decidere se gli
sguardi incuriositi ti infastidiscono e a che punto ma sicuramente una
maglietta a maniche corte in ZZZ fa l'effetto di un bikini in centro
Milano.
- Se possibile, evita l'abaya. E'
un simbolo di femminilita' e la femminilita' in WWW viene con altre
caratteristiche che non ci aiutano a lavorare (non lavorare, per
esempio, ma anche non parlare in pubblico, non dare ordini ad un uomo,
non poter far funzioni di rappresentazione, etc)
- E last but not least: anche il dress code e' uno spazio politico che si puo'/ deve negoziare.
Cazzo! Fortuna che mi hai scritto, in pratica devo rifarmi il guardaroba.
Ti faccio due domande sceme ma per essere sicura:
- niente casacca larga sui jeans? (cioè che copre fino al culo)
-che è per te un completo conservative style?????
-ho una simil abaya presa appunto in siria la porto comunque?
-per le scarpe? chiuse o sandali ok?
Casacca lunghezza culo sui jeans (non troppo stretti pero' 'sti jeans, eh?)va bene a XXX ed YYY, ma non in ZZZ.
Abaya: portala gia' che ce l'hai che puo' sempre tornare utile.
Scarpe:
quelle che vuoi ma meglio avere comunque un paio chiuso nel caso di un
incontro con i "saltimbanchi" o gli Amanti dei Quadrifogli, che sono parecchio foot fetishist e se hai i
sandali ti obbligano a mettere le calze.
Questi sono i momenti in cui mi chiedo: "ma chi cazzo me lo ha fatto fare?"
mercoledì 24 aprile 2013
sabato 22 dicembre 2012
Diario di un dolore
"(...)Non è un'assenza localizzata. Se ci venisse proibito il sale,
probabilmente non ne sentiremmo la mancanza più in una pietanza che in
un'altra. Tutto il cibo sarebbe diverso, ogni giorno, ad ogni pasto. Ora
è lo stesso. E' l'atto di vivere che è diverso in ogni momento. La sua
assenza è come il cielo: si estende sopra ogni cosa. No, non è del tutto
vero. C'è un luogo dove sento la sua assenza in modo localizzato, ed è
un luogo che non posso evitare. Il mio corpo. Quando era il corpo
dell'amante di H. aveva ben altra importanza. Adesso è come una casa
vuota. (...) E il dolore assomiglia sempre alla paura. Forse, più
esattamente, alla tensione. O all'attesa: andare su e giù in attesa che
succeda qualcosa. Dà alla vita una sensazione di perenne provvisorietà. A
che scopo cominciare qualcosa? Non ne vale la pena."
C.S. Lewis
C.S. Lewis
mercoledì 29 agosto 2012
Nostra signora del disordine
Stiamo sempre a riempire e vuotare scatole
spostare i vestiti negli armadi
portare qualcosa in soffitta o in cantina
così sembra di traslocare di continuo
anche se viviamo nella stessa casa
tu non sei mai soddisfatta e io
non capisco non ti capisco più
abitare non significa
che gli oggetti hanno ognuno il giusto posto
piuttosto
che dovremmo averlo noi
(Francesco Tomada)
spostare i vestiti negli armadi
portare qualcosa in soffitta o in cantina
così sembra di traslocare di continuo
anche se viviamo nella stessa casa
tu non sei mai soddisfatta e io
non capisco non ti capisco più
abitare non significa
che gli oggetti hanno ognuno il giusto posto
piuttosto
che dovremmo averlo noi
(Francesco Tomada)
domenica 3 giugno 2012
Voudou girl......
Erzulie è la divinità femminile per eccellenza, associata all'amore e
alla bellezza, al matrimonio, al lusso e alla danza. Secondo la
tradizione indossa tre fedi nuziali, una per ognuno dei suoi tre mariti:
Damballa, Agwe e Ogun
ed è generalmente simboleggiata da un cuore e legata ai colori rosa,
blu, bianco e oro. Erzulie rappresenta, in sintesi, l'essenza della
femminilità e della compassione ma non le è estraneo anche un lato
oscuro espresso dalla gelosia e dal vizio, degenerazione del sentimento
amoroso. Durante i riti Vodon le donne impossessate dalla dea cadevano
in uno stato di trance
per mezzo del quale simulavano complessi rituali di corteggiamento e
seduzione diretti verso tutti gli uomini presenti all'evento, le donne
invece venivano schivate in quanto rivali. Erzulie veniva venerata
inoltre -similmente alle altre divinità- attraverso il rito del
sacrificio durante il quale i fedeli offrivano alla dea gioielli,
profumi o anche biscotti dolci.
È noto anche che l'omosessualità veniva spiegata, da chi praticava il Vodun, come il potente influsso o la possessione di un uomo da parte di Erzulie.
In Vodou, Baron La Croix (French for "Baron of the Cross"), or Bawon Lakwa in Kreyol, is one of the Guédé, a Loa of the dead and sexuality, along with Baron Samedi and Baron Cimetière. He is the ultimate suave and sophisticated spirit of Death - quite cultured and debonair. He has an existential philosophy about death, finding death's reason for being both humorous and absurd. Baron La Croix is the extreme expression of individuality, and offers to you the reminder of delighting in life's pleasures. Live happy and live well, for even the most rich and talented, or the most poor and resourceful people are not spared the ultimate universal experience - Death. Baron La Croix is also well known in the religion of Manimyzame, and more widely referred to as Lakwa.
È noto anche che l'omosessualità veniva spiegata, da chi praticava il Vodun, come il potente influsso o la possessione di un uomo da parte di Erzulie.
In Vodou, Baron La Croix (French for "Baron of the Cross"), or Bawon Lakwa in Kreyol, is one of the Guédé, a Loa of the dead and sexuality, along with Baron Samedi and Baron Cimetière. He is the ultimate suave and sophisticated spirit of Death - quite cultured and debonair. He has an existential philosophy about death, finding death's reason for being both humorous and absurd. Baron La Croix is the extreme expression of individuality, and offers to you the reminder of delighting in life's pleasures. Live happy and live well, for even the most rich and talented, or the most poor and resourceful people are not spared the ultimate universal experience - Death. Baron La Croix is also well known in the religion of Manimyzame, and more widely referred to as Lakwa.
mercoledì 30 maggio 2012
Una vita all'istante
Una vita all'istante.
Spettacolo senza prove.
Corpo senza modifiche.
Testa senza riflessione.
Non conosco la parte che recito.
So solo che è la mia, non mutabile.
Il soggetto della pièce
va indovinato direttamente in scena
Mal preparata all'onore di vivere,
reggo con fatica il ritmo dell'azione.
Improvviso, benché detesti improvvisare.
Inciampo a ogni passo nella mia ignoranza
Il mio modo di fare sa di provinciale.
I miei istinti hanno del dilettante
L'agitazione, che mi scusa, tanto più mi umilia.
Sento come crudeli le attenuanti.
Parole e impulsi non revocabili
stelle non calcolate,
il carattere come un cappotto abbotonato in corsa-
ecco gli esiti penosi di tale fulmineità.
Poter provare prima, almeno un mercoledì,
o replicare ancora una volta, almeno un giovedì!
Ma qui già sopraggiunge il venerdì
con un copione che non conosco.
Mi chiedo se sia giusto
(con voce rauca,
perché neanche l'ho potuta schiarire tra le quinte).
Illusorio pensare che sia solo un esame superficiale,
fatto in un locale provvisorio. No.
Sto sulla scena e vedo quant'è solida.
Mi colpisce la precisione di ogni attrezzo.
Il girevole è già in funzione da tempo.
Anche le nebulose più lontane sono state accese.
Oh, non ho dubbi che questa sia la prima.
E qualunque cosa io faccia,
si muterà per sempre in ciò che ho fatto.
Wislawa Szymborska
Spettacolo senza prove.
Corpo senza modifiche.
Testa senza riflessione.
Non conosco la parte che recito.
So solo che è la mia, non mutabile.
Il soggetto della pièce
va indovinato direttamente in scena
Mal preparata all'onore di vivere,
reggo con fatica il ritmo dell'azione.
Improvviso, benché detesti improvvisare.
Inciampo a ogni passo nella mia ignoranza
Il mio modo di fare sa di provinciale.
I miei istinti hanno del dilettante
L'agitazione, che mi scusa, tanto più mi umilia.
Sento come crudeli le attenuanti.
Parole e impulsi non revocabili
stelle non calcolate,
il carattere come un cappotto abbotonato in corsa-
ecco gli esiti penosi di tale fulmineità.
Poter provare prima, almeno un mercoledì,
o replicare ancora una volta, almeno un giovedì!
Ma qui già sopraggiunge il venerdì
con un copione che non conosco.
Mi chiedo se sia giusto
(con voce rauca,
perché neanche l'ho potuta schiarire tra le quinte).
Illusorio pensare che sia solo un esame superficiale,
fatto in un locale provvisorio. No.
Sto sulla scena e vedo quant'è solida.
Mi colpisce la precisione di ogni attrezzo.
Il girevole è già in funzione da tempo.
Anche le nebulose più lontane sono state accese.
Oh, non ho dubbi che questa sia la prima.
E qualunque cosa io faccia,
si muterà per sempre in ciò che ho fatto.
Wislawa Szymborska
mercoledì 23 maggio 2012
EL AMENAZADO
Es el amor. Tendré que ocultarme o huir.
Crecen los muros de su cárcel, como en un sueño atroz.
La hermosa máscara ha cambiado, pero como siempre es la única.
De qué me servirán mis talismanes: el ejercicio de las letras,
la vaga erudición el aprendizaje de las palabras que usó
el áspero Norte para cantar sus mares y sus espadas, la serena amistad, las galerías de la Biblioteca, las cosas comunes, los hábitos, el joven amor de mi madre, la sombra militar de mis muertos, la noche intemporal, el sabor del sueño?
Estar contigo o no estar contigo, es la medida de mi tiempo.
Ya el cántaro se quiebra sobre la fuente, ya el hombre se levanta a la voz del ave, ya se han oscurecido los que miran por la ventana, pero la sombra no ha traído la paz.
Es ya lo se, el amor: la ansiedad y el alivio de oír tu voz, la espera y la memoria, el horror de vivir en lo sucesivo.
Es el amor con sus mitologías, con su pequeñas magias inútiles.
Hay una esquina por la que no me atrevo a pasar.
Ya los ejércitos me cercan, las hordas.
(Esta habitación es irreal; ella no la ha visto.)
El nombre de una mujer me enceguece
Me duele una mujer en todo el cuerpo.
Jorge Luis Borges
giovedì 10 maggio 2012
EPrep
Siamo pronti ad aprire il nuovo Centro Trattamento Colera (CTC) da 320 posti!
Nel frattempo potete trovarmi qui...............
Nel frattempo potete trovarmi qui...............