giovedì 8 ottobre 2015

E' bello incontrarsi dopo anni

 Un incontro inatteso

Siamo molto cortesi l'uno con l'altro,
diciamo che e' bello incontrarsi dopo anni.

Le nostre tigri bevono latte.
I nostri sparvieri vanno a piedi.
I nostri squali affogano nell'acqua.
I nostri lupi sbadigliano alla gabbia aperta.

Le nostre vipere si sono scrollate di dosso i lampi,
le scimmie gli slanci, i pavoni le penne.
I pipistrelli gia' da tanto sono volati via dai nostri capelli.

Ci fermiamo a meta' della frase,
senza scampo sorridenti.
La nostra gente
non sa parlarsi.

(Wislawa Szymborska)

sabato 22 agosto 2015

"Non ti merito"...





Ma la felicità con i suoi doni
non è per me; l'anima mia non tenta;
vane sono le vostre perfezioni,
ché d'esse io non son degno. Mi spaventa
la vita coniugale ed ho coscienza
che a noi darebbe solo sofferenza.
Anche un immenso amor non gioverebbe:
l'abitudine in me l'ucciderebbe.
Non saprei darvi che fastidi e pene;
voi piangereste, ed io dal vostro pianto,
non dolore, ma rabbia avrei soltanto.
Or giudicate quali rose Imene
ci porterebbe e se una tale vita
vi potrebbe, e per sempre, esser gradita.

(Capitolo quarto- XIV)

martedì 4 agosto 2015

A tutti

Non incolpate nessuno della mia morte e, per piacere, non fate pettegolezzi. Il defunto li odiava.
Mamma, sorelle e compagni, perdonatemi-non è questo il modo (non lo consiglio ad altri) ma non ho vie d'uscita.
Lilja, amami.
Compagno governo, la mia famiglia è composta da Lilja Brik, mia madre, le mie sorelle, e Veronika Vitol'dovna Polonskaja.
Se per loro organizzerai una vita tollerabile-grazie.
Le poesie già iniziate datele ai Brik, ci penseranno loro.

Come si dice -
                      l'incidente è chiuso,
la barca dell'amore si è schiantata
contro l'esistenza quotidiana.
Io e la vita siamo pari
                                     e a nulla serve l'elenco
dei reciproci dolori,
                                disastri,
                                             offese.
Buona permanenza al mondo.
                                                Vladimir Mjakowskij
                                                                                   12/4/30
 

lunedì 27 luglio 2015

Tornerà 'sta primavera con la spada insanguinata

Ecco, ciascuno di noi a un bel momento si ritrova in mano una spada insanguinata: non sa perché e da quanto tempo e dove l'ha presa o se gliel'ha data qualcuno e soprattutto perché è insanguinata e di quale sangue, ma insomma ce l'ha stretta in mano. E mentre la guarda e la gira e la rigira con comprensibile sbalordimento facendo anche degli sforzi di memoria, si volta indietro e trova la strada piena di sangue, con morti e feriti sparsi, gli ultimi magari infilzati un minuto fa.
Capita di solito sulla via del ritorno, di accorgersi dei morti, perché è sulla via del ritorno che l'uomo è più lucido, riflessivo ed equanime e il ritorno ha un valore pr così dire consuntivo e catartico. Un po' come quando finisci un lavoro, non so se sei pratico di lavori finiti se non sei pratico fa lo stesso, poi sei più sereno e neutrale e anche autocritico, ti accorgi di cose che mentre lavoravi ce le avevi davanti agli occhi ma non le vedevi, le vedi solo adesso cioè alla fine. Tu sei su una strada di ritorno e il passo è più lento e misurato, non c'è la fretta che avevi all'andata e hai addosso anche quella stanchezza malinconica che ti fa vedere il mondo senza gli occhiali bugiardi dell'abitudine. E mentre tiri un sospiro consuntivo che comincia dal peso delle gambe e arriva fino alla testa per rinfrescarti di un cielo immenso tiepido fragrante di tarda primavera ( i ritorni si fanno sempre in mezze stagioni clementi, non chiedermi perché) proprio a metà del sospiro diciamo all'altezza delle braccia, quando ricapitoli le energie e distingui il confine universale tra benessere e malessere che è un cascame terreno del confine universale tra il bene e il male, ti accorgi di un incomodo che hai l'impressione di portare addosso chissà da quanto tempo, e allora ti guardi istintivamente la mano destra, se sei destrimano, e lì trovi la famosa spada insanguinata; poi ancora istintivamente ti giri indietro e vedi il sangue, e sopra il sangue tutte le tue vittime.

mercoledì 22 luglio 2015

Sulla felicità a oltranza

"Mi sono sempre chiesto se la felicità si potesse metter via, come i soldi, per tirarla fuori nei momenti di bisogno (...)"





sabato 20 giugno 2015

"Ci sono parecchie cose in questa Italia che io non capisco (...)"




(... ) Questo paese è in bancarotta. Non c'è una solida base per queste opere grandiose. La prosperità che dovrebbero indicare è una finzione. Non ci sono soldi nelle casse del tesoro e, dunque, invece che rafforzarlo, lo indeboliscono. L'Italia ha realizzato la sua aspirazione più cara ed è diventata uno stato indipendente. E, così facendo, ha attratto un elefante nella lotteria politica. Non ha nulla con cui alimentarlo. Senza alcuna esperienza in campo amministrativo, si è gettata in spese inutili di ogni tipo e ha affondato il proprio erario quasi in un solo giorno. Ha scialacquato milioni in una marina di cui non aveva bisogno e, alla prima occasione in cui ha fatto entrare in azione il suo nuovo giocattolo, il disastro è stato enorme. (...)

Mark Twain "In questa Italia che non capisco" (estratti da "The Innocents abroad" 1869)

sabato 13 giugno 2015

Fare i puzzle

E infatti, per tornare al tema, secondo me a Michele delle tette di lei non gliene è mai fregato niente, non le ha neanche viste interiormente e con gli occhi della mente, e il cono di luce delle sue intenzioni più intime non andrà mai a illuminare delle tette perché secondo me a lui quello che piace moltissimo e avere della compagnia, che deve esser sempre stato il suo sentimento di riferimento.
Cioè fare i puzzle in due, che è più bello che farli da soli, oppure leggere i giornalini in due, anche in due stanze diverse, ma nella stessa casa, che è diversissimo da leggere un giornalino da soli in casa propria, perché è strano come uno, a fare esattamente la stessa cosa in casa sua e a farla in casa di un altro, delle volte quello che a casa tua ti sembrerebbe insopportabile, soltanto perché sei a casa di un altro diventa immediatamente non soltanto sopportabile ma addirittura gradevole. E la stessa cosa vale esattamente uguale anche per il fare una cosa da soli e farla in due, solo pe ril fatto di essere in due, e questo è un tipo di emozione che in certi periodi io credo di capire benissimo.