sabato 10 ottobre 2015
Stoner
A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un'altra.
giovedì 8 ottobre 2015
E' bello incontrarsi dopo anni
Un incontro inatteso
Siamo molto cortesi l'uno con l'altro,
diciamo che e' bello incontrarsi dopo anni.
Le nostre tigri bevono latte.
I nostri sparvieri vanno a piedi.
I nostri squali affogano nell'acqua.
I nostri lupi sbadigliano alla gabbia aperta.
Le nostre vipere si sono scrollate di dosso i lampi,
le scimmie gli slanci, i pavoni le penne.
I pipistrelli gia' da tanto sono volati via dai nostri capelli.
Ci fermiamo a meta' della frase,
senza scampo sorridenti.
La nostra gente
non sa parlarsi.
(Wislawa Szymborska)
Siamo molto cortesi l'uno con l'altro,
diciamo che e' bello incontrarsi dopo anni.
Le nostre tigri bevono latte.
I nostri sparvieri vanno a piedi.
I nostri squali affogano nell'acqua.
I nostri lupi sbadigliano alla gabbia aperta.
Le nostre vipere si sono scrollate di dosso i lampi,
le scimmie gli slanci, i pavoni le penne.
I pipistrelli gia' da tanto sono volati via dai nostri capelli.
Ci fermiamo a meta' della frase,
senza scampo sorridenti.
La nostra gente
non sa parlarsi.
(Wislawa Szymborska)
sabato 22 agosto 2015
"Non ti merito"...
Ma la felicità con i suoi doni
non è per me; l'anima mia non tenta;
vane sono le vostre perfezioni,
ché d'esse io non son degno. Mi spaventa
la vita coniugale ed ho coscienza
che a noi darebbe solo sofferenza.
Anche un immenso amor non gioverebbe:
l'abitudine in me l'ucciderebbe.
Non saprei darvi che fastidi e pene;
voi piangereste, ed io dal vostro pianto,
non dolore, ma rabbia avrei soltanto.
Or giudicate quali rose Imene
ci porterebbe e se una tale vita
vi potrebbe, e per sempre, esser gradita.
(Capitolo quarto- XIV)
martedì 4 agosto 2015
A tutti
Non incolpate nessuno della mia morte e, per piacere, non fate pettegolezzi. Il defunto li odiava.
Mamma, sorelle e compagni, perdonatemi-non è questo il modo (non lo consiglio ad altri) ma non ho vie d'uscita.
Lilja, amami.
Compagno governo, la mia famiglia è composta da Lilja Brik, mia madre, le mie sorelle, e Veronika Vitol'dovna Polonskaja.
Se per loro organizzerai una vita tollerabile-grazie.
Le poesie già iniziate datele ai Brik, ci penseranno loro.
Come si dice -
l'incidente è chiuso,
la barca dell'amore si è schiantata
contro l'esistenza quotidiana.
Io e la vita siamo pari
e a nulla serve l'elenco
dei reciproci dolori,
disastri,
offese.
Buona permanenza al mondo.
Vladimir Mjakowskij
12/4/30
Mamma, sorelle e compagni, perdonatemi-non è questo il modo (non lo consiglio ad altri) ma non ho vie d'uscita.
Lilja, amami.
Compagno governo, la mia famiglia è composta da Lilja Brik, mia madre, le mie sorelle, e Veronika Vitol'dovna Polonskaja.
Se per loro organizzerai una vita tollerabile-grazie.
Le poesie già iniziate datele ai Brik, ci penseranno loro.
Come si dice -
l'incidente è chiuso,
la barca dell'amore si è schiantata
contro l'esistenza quotidiana.
Io e la vita siamo pari
e a nulla serve l'elenco
dei reciproci dolori,
disastri,
offese.
Buona permanenza al mondo.
Vladimir Mjakowskij
12/4/30
lunedì 27 luglio 2015
Tornerà 'sta primavera con la spada insanguinata
Ecco, ciascuno di noi a un bel momento si ritrova in mano una spada insanguinata: non sa perché e da quanto tempo e dove l'ha presa o se gliel'ha data qualcuno e soprattutto perché è insanguinata e di quale sangue, ma insomma ce l'ha stretta in mano. E mentre la guarda e la gira e la rigira con comprensibile sbalordimento facendo anche degli sforzi di memoria, si volta indietro e trova la strada piena di sangue, con morti e feriti sparsi, gli ultimi magari infilzati un minuto fa.
Capita di solito sulla via del ritorno, di accorgersi dei morti, perché è sulla via del ritorno che l'uomo è più lucido, riflessivo ed equanime e il ritorno ha un valore pr così dire consuntivo e catartico. Un po' come quando finisci un lavoro, non so se sei pratico di lavori finiti se non sei pratico fa lo stesso, poi sei più sereno e neutrale e anche autocritico, ti accorgi di cose che mentre lavoravi ce le avevi davanti agli occhi ma non le vedevi, le vedi solo adesso cioè alla fine. Tu sei su una strada di ritorno e il passo è più lento e misurato, non c'è la fretta che avevi all'andata e hai addosso anche quella stanchezza malinconica che ti fa vedere il mondo senza gli occhiali bugiardi dell'abitudine. E mentre tiri un sospiro consuntivo che comincia dal peso delle gambe e arriva fino alla testa per rinfrescarti di un cielo immenso tiepido fragrante di tarda primavera ( i ritorni si fanno sempre in mezze stagioni clementi, non chiedermi perché) proprio a metà del sospiro diciamo all'altezza delle braccia, quando ricapitoli le energie e distingui il confine universale tra benessere e malessere che è un cascame terreno del confine universale tra il bene e il male, ti accorgi di un incomodo che hai l'impressione di portare addosso chissà da quanto tempo, e allora ti guardi istintivamente la mano destra, se sei destrimano, e lì trovi la famosa spada insanguinata; poi ancora istintivamente ti giri indietro e vedi il sangue, e sopra il sangue tutte le tue vittime.
Capita di solito sulla via del ritorno, di accorgersi dei morti, perché è sulla via del ritorno che l'uomo è più lucido, riflessivo ed equanime e il ritorno ha un valore pr così dire consuntivo e catartico. Un po' come quando finisci un lavoro, non so se sei pratico di lavori finiti se non sei pratico fa lo stesso, poi sei più sereno e neutrale e anche autocritico, ti accorgi di cose che mentre lavoravi ce le avevi davanti agli occhi ma non le vedevi, le vedi solo adesso cioè alla fine. Tu sei su una strada di ritorno e il passo è più lento e misurato, non c'è la fretta che avevi all'andata e hai addosso anche quella stanchezza malinconica che ti fa vedere il mondo senza gli occhiali bugiardi dell'abitudine. E mentre tiri un sospiro consuntivo che comincia dal peso delle gambe e arriva fino alla testa per rinfrescarti di un cielo immenso tiepido fragrante di tarda primavera ( i ritorni si fanno sempre in mezze stagioni clementi, non chiedermi perché) proprio a metà del sospiro diciamo all'altezza delle braccia, quando ricapitoli le energie e distingui il confine universale tra benessere e malessere che è un cascame terreno del confine universale tra il bene e il male, ti accorgi di un incomodo che hai l'impressione di portare addosso chissà da quanto tempo, e allora ti guardi istintivamente la mano destra, se sei destrimano, e lì trovi la famosa spada insanguinata; poi ancora istintivamente ti giri indietro e vedi il sangue, e sopra il sangue tutte le tue vittime.
mercoledì 22 luglio 2015
Sulla felicità a oltranza
"Mi sono sempre chiesto se la felicità si potesse metter via, come i soldi, per tirarla fuori nei momenti di bisogno (...)"
sabato 20 giugno 2015
"Ci sono parecchie cose in questa Italia che io non capisco (...)"
(... ) Questo paese è in bancarotta. Non c'è una solida base per queste opere grandiose. La prosperità che dovrebbero indicare è una finzione. Non ci sono soldi nelle casse del tesoro e, dunque, invece che rafforzarlo, lo indeboliscono. L'Italia ha realizzato la sua aspirazione più cara ed è diventata uno stato indipendente. E, così facendo, ha attratto un elefante nella lotteria politica. Non ha nulla con cui alimentarlo. Senza alcuna esperienza in campo amministrativo, si è gettata in spese inutili di ogni tipo e ha affondato il proprio erario quasi in un solo giorno. Ha scialacquato milioni in una marina di cui non aveva bisogno e, alla prima occasione in cui ha fatto entrare in azione il suo nuovo giocattolo, il disastro è stato enorme. (...)
Mark Twain "In questa Italia che non capisco" (estratti da "The Innocents abroad" 1869)





