Dopo anni in cui ho preso il volo AF delle 7am per andare in missione, vestita in maniera assurda, sempre uguale come un supereroe del terzo mondo: con le scarpe da trekking, la giacca impermeabile, 20 strati di maglie dal pile alla canotta per poterne toglierne uno ad ogni tappa e lo zaino con moka e caffé.
Dicevo che stavolta invece sono vestita in mneira umana, la Lonely Planet nello zaino e vado in vacanza!
A CDG di solito uscivo, arrivavo a Bastille, vagavo per gli uffici in attesa che qualcuno mi dicesse: "c'est le bordel mais ça va aller"; passavo al casier départs dove mi rifilavano un paio di computers, magari una sacca piena di Fentanyl e qualche pacco pieno di paté e saucissons.
Poi tornavo a CDG, pronta per il viaggio della speranza, carica come un mulo, comodo passare i controlli con 3 PC...e ovviamente poi mica volavo AF, se mi andava bene la Kenyan fino a Nairobi, poi da lì in Uganda, poi Juba poi a cazzinculo con aerei che man mano si rimpicciolivano e io dal posto 43B mi ritrovavo a fare le parole crociate insieme al pilota.
Eh no cazzo, stavolta non c'è la solita 4x4 bianca ad aspettarmi: "Francia?" "No, Olanda" "Francia?" "No, Belgio", "La prima volta che vieni in Sud Sudan?", "No, è la seconda ahimé".
Basta, finalmente sul foglietto per il visto posso barrare la casella "scopo del viaggio": TURISMO.
Nessun commento:
Posta un commento