martedì 1 novembre 2016
Esperimento con l'India
"E Calcutta mi chiama con gran voce: è una roca voce di carne malata, una festa epidemica, il clangore dei devoti della dea Kali-la Madre- un luogo decrepito e giovane, un cadavere neonato. Non voglio sapere se quel segno delle labbra sia riso o lebbra. Sono nella città deforme, e il suo benvenuto terribile e senz'ira, io l'accetto. (...) Se non avete visto Calcutta voi non avete visto, non già l'India, ma il mondo. E' una città impossibile, inesistente, una allegoria, un labirinto, un incubo, una rivelazione. Questa città, e forse essa sola, è già pronta per il giudizio universale; forse, ignari, a Calcutta siamo già dietro le quinte, nel guardaroba della fine del mondo."

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