domenica 5 giugno 2011

Wild nights! Wild nights!
Were I with thee,
Wild nights should be
Our luxury!
Futile the winds
To a heart in port,
Done with the compass,
Done with the chart.

Rowing in Eden!
Ah! the sea!
Might I but moor
To-night in thee!

Emily Dickinson


lunedì 30 maggio 2011

Lunedì mattina....

 Stamattina camminavo in via Oberdan con la solita faccia incazzata e lo sguardo basso, prima di via Altabella quasi mi scontro con una ragazza (bellissima) che ha la stessa mia espressione, ci guardiamo un istante, ci diciamo "a stasera" e riprendiamo il cammino.
Entro nel bar da dove è appena uscita (e fra casa sua e casa mia ce ne sono miliardi di bar) e mi ricordo le lezioni di ginnastica delle medie (se ci vedessero ora sfrecciare ai Giardini), lei con i ritagli delle principesse di Monaco e io con gli scacchi, le feste in taverna delle superiori, le lauree, le osterie, un camper "troppo promiscuo" e soprattutto la splendida sensazione di capirsi al volo.
Mentre bevo il mio caffé mi accorgo che sto sorridendo e penso a quando andremo nella famosa casa in Provenza e mi immagino lei che corre in giardino "inseguita da qualche insetto".....non vedo l'ora!






venerdì 13 maggio 2011

(r)Evolution


It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives.
It is the one that is the most adaptable to change.

Charles Darwin

domenica 8 maggio 2011

Il panorama dalla torre del cane

... tre cuccioli di pastore tedesco dispersi al confine della contea.
"North County Journal"
(Contea di Santa Cruz nord)
E' da un paio di mesi che penso a questo trafiletto del "North County Journal". L'articolo racchiude in sé una piccola tragedia. So bene che tale è il fiorire dell'orrore intorno a noi (il Vietnam, la fame nel mondo, le rivolte, la paura disperata, ecc.) che tre cuccioli dispersi non significano molto ma la cosa mi inquieta e vedo questo semplice evento come il possibile telescopio verso un'agonia maggiore.
"... tre cuccioli di pastore tedesco dispersi al confine della contea". Sembra quasi un verso di una canzone di Bob Dylan.
Forse sono scomparsi mentre giocavano, abbaiando e inseguendosi l'uno con l'altro, e sono finiti nel bosco, dove si sono smarriti, restando acquattati in qualche angolo come ritagli di cane, alla ricerca di qualcosa da mangiare, intellettivamente incapaci di comprendere cosa fosse accaduto, con il cervello appiccicato allo stomaco.
Le loro voci ora possono solo ululare di paura e di fame, e il tempo dei giochi è finito, quel tempo di gioia spensierata che aveva fatto sì che finissero nell'orrido bosco.
E temo che questi poveri cagnolini smarriti diventino l'ombra di un viaggio futuro se non stiamo in guardia.
da R. Brautigan, 102 racconti zen

domenica 1 maggio 2011

E allora noi vili

E allora noi vili

che amavamo la sera

bisbigliante, le case,

i sentieri sul fiume,

le luci rosse e sporche

di quei luoghi, il dolore

addolcito e taciuto -

noi strappammo le mani

dalla viva catena

e tacemmo, ma il cuore

ci sussultò di sangue,

e non fu più dolcezza,

non fu più abbandonarsi

al sentiero sul fiume -

- non più servi, sapemmo

di essere soli e vivi.

C. Pavese

sabato 19 febbraio 2011

Farewell to the Court



 
  Like truthless dreams, so are my joys expir'd,
And past return are all my dandled days;
My love misled, and fancy quite retir'd--
Of all which pass'd the sorrow only stays.

My lost delights, now clean from sight of land,
Have left me all alone in unknown ways;
My mind to woe, my life in fortune's hand--
Of all which pass'd the sorrow only stays.

As in a country strange, without companion,
I only wail the wrong of death's delays,
Whose sweet spring spent, whose summer well-nigh done--
Of all which pass'd only the sorrow stays.

Whom care forewarns, ere age and winter cold,
To haste me hence to find my fortune's fold.

Sir Walter Raleigh

giovedì 17 febbraio 2011

Cuarto de confinamiento

L'altra sera stavamo cenando nel patio, 2 francesi, un tedesco, uno spagnolo (sí come nelle barzellette), conversazione interessante e poliglotta, una buona insalata, vino...a un certo punto un botto potente piuttosto vicino, ci guardiamo...
Secondo botto, molliamo la forchetta e ci fiondiamo nel cuarto de confinamiento.
Quando si lavora con MSF si ha l'abitudine di imbalzarsi in una mega cassa chiusa che contiene viveri in caso di emergenza, ogni missione ne ha una, adattata al contesto: in Abkhazia era piena di vodka e sigarette, in Burundi di Nutella, qui siccome il logista fuma di sigarette.
Insomma, in questa stanza ci ritroviamo in 7, dopo aver chiamato il norvegese che con la sua musica a palla non aveva sentito un cazzo, e dire che era dietro l'angolo davvero, qualcuno seduto e quelli dal lato della finestra sdraiati a terra, non molto comodo ma vabbé.
Si sparano e si bombardano per 20 minuti buoni, i capi coi telefoni iniziano il giro di chiamate, uno a Bogotá per avvisare della situazione, uno a Toronto, e uno a Tame per vedere che tutto lo staff fosse nelle proprie case.
Il Capo Missione: "a Mogadiscio era cosí tutte le sere"
Il Capo dei Capi di Toronto: "cazzo, per una volta che mi stavo mangiando una insalata"
Il medico tedesco: "ecco, ora ci prendiamo tutti la TUA tubercolosi"
Aspettiamo 30 minuti dalla fine dell'hostigamiento e usciamo dalla stanza, senza fare una piega ci ridirigiamo nel patio, scrolliamo le formiche dalle nostre forchette e ci rimettiamo cinicamente a mangiare e a sparare cazzate.
La prima cosa che faccio io é mandare un sms e mi si risponde "beh, non puoi dire di esserti annoiata!"
Questa é la prova che siamo Matti Senza Frontiere
PS
Io, a 36 anni suonati, avevo un unico terrore: se succede qualcosa i miei mi fanno il culo!!!!