domenica 15 settembre 2013

J'avais vingt ans......

"Ma noi siamo deboli, l'impotenza è in noi; ci abituiamo a una docile schiavitù fin dalla confortevole infanza; nessuna possibiltà perciò di rintracciare in noi le sorgenti della speranza, non siamo rabdomanti.
Nessuna possibilità di capire che soffriamo della inazione dei nostri bisogni umani.
I maestri sembrano inamovibili, macchine decise a livellare qualunque esistenza sia troppo ben saldata per poter essere infranta.Ma se non faremo nulla l'inerzia durerà tutta la vita.
Che cosa ci succederà? Che cosa NON ci succederà?
E' dura essere l'ago di una bussola impazzita per un uragano o un'aurora boreale, in corsa verso tutti i punti cardinali, in un'ombra trafitta da suoni, fuochi, grida, dove la pazzia fa la vezzosa mostrando il bel viso agli angoli delle strade."

Aden Arabia-Paul Nizan (1931)

mercoledì 4 settembre 2013

Foglietto illustrativo

Sono un tranquillante,
Agisco in casa,
funziono in ufficio,
affronto gli esami,
mi presento all'udienza,
incollo con cura le tazze rotte -
devi solo prendermi,
farmi sciogliere sotto la lingua,
devi solo mandarmi giù
con un sorso d'acqua.

So come trattare l'infelicità,
come sopportare una cattiva notizia,
ridurre l'ingiustizia,
rischiarare l'assenza di Dio,
scegliere un bel cappellino da lutto.
Che cosa aspetti -
fidati della pietà chimica.

Sei un uomo (una donna) ancora giovane,
dovresti sistemarti in qualche modo.
Chi ha detto che la vita va vissuta con coraggio?

Consegnami il tuo abisso -
lo imbottirò di sonno.
Mi sarai grato (grata) per la caduta in piedi.

Vendimi la tua anima.
Un altro acquirente non capiterà.

Un altro diavolo non c'è più.
(Wislawa Szymborska)

da PensieriParole

lunedì 26 agosto 2013

Cesare Pavese 9 settembre 1908-26 agosto 1950

Ma perché prendersela tanto coi poveri suicidi?
Li trattate da stupidi, da imbecilli, da vili, come se ciascuno di essi non avesse le sue ragioni terribili e immense.
(...)
Ebbene io vi dico che il suicida è un martire, martire tanto degno quanto i martiri di tutte le religioni. E per religione intendo ogni ardore dell'anima umana, Dio o Idee che sono poi tutte altrettanti iddii.
Se martire è colui che testimonia colle sue sofferenze e il suo sangue la sincerità del suo pensiero e dei suoi sentimenti, fusi, la sincerità della sua anima non più volgare, perché non ha da essere un martireanche un suicida che, piuttosto di mentire (a se stesso e quindi agli altri), di costringersi con uno sforzo che sente inutile, a un assestamento diverso che tanto sente inutile e non suo, preferisce uccidersi, darsi quel grande dolore, il supremo di tutti i dolori?
Finitela di mostrarvi negozianti di virtù gridando all'empietà se un uomo mostra, nella sua idea, di superare la morte, di considerare la vita e la morte dall'alto della sua coscienza di sincerità.
E' sempre, certo, utilitarismo anche il suo (e che cosa non è utilitarismo nella vita?), ma almeno è un utilitarismo diversodal commercio di salami, è un utilitarismo che gonfia l'animo e lo sconvolge e lo leva in alto in un'ebbrezza sublime.
Certo, tutto è utilitarimo nella vita, ma la mia anima sa scegliere tra i valori. In alcuni si trova meglio. E perché allora non dovrei gettarmici a corpo perduto?
E perché dev'essere obbligatorio blasfemare così spietatamente tutti quelli che si sacrificano alla loro sublimità?
(21 ottobre 1927)

lunedì 19 agosto 2013

Agosto

Chi rimane nella città in agosto?
Solo i poveri e i matti,
Le vecchiette dimenticate,
I pensionati con volpino,
I ladri, qualche gentiluomo e i gatti.
Per le strade deserte
Senti un percuotere fitto di tacchi;
Vedi donne col sacco di plastica
Nella linea d'ombra lungo i muri.
Sotto la fontanella col torretto
Dentro la pozza verde d'alghe
C'è una naiade di mezza età
Lunga dieci centimeri e mezzo:
Ha solo indosso il reggipetto.
Qualche metro più in là,
A dispetto del celebre divieto,
I colombi questuanti
Ti circondano a stuolo
E ti rubano il pane dalla mano.
Senti frusciare nel cielo, in volo
Stracco, il demone meridiano.

Primo Levi-Ad ora incerta

giovedì 25 luglio 2013

L'acqua

...è come se qualcuno che non l'avesse mai vista mi avesse chiesto di descrivergli l'acqua, allora io comincerei a dirgli che l'acqua è inodore, e incolore, e che è un liquido, e che essendo un liquido prende la forma dei recipienti dove lo metti, e magari tirerei fuori il principio dei vasi comunicanti, che va bene, son tutte cose che son vere, ma è l'acqua quella lì?
No, quella lì non è l'acqua.
L'acqua è l'acqua.
L'acqua è la pioggia, è una piscina,è una pozzanghera, è la rugiada, è la vasca da bagno, è la doccia, è il fango, è quello che faccio bollire per fare la pasta, è la saliva che ho in bocca, non è l'inodore, l'insapore, il principio dei vasi comunicanti, l'acqua è quando tu ti lavi la faccia, quando tiri giù l'acqua dopo aver pisciato, tutte le mattine da quando sei piccolo, l'acqua son tutte le fontane da dove hai bevuto, l'acqua è il fiume Reno che vedi tutti i giorni da quando abiti qui, quella lì, è l'acqua, altro che il principio dei vasi comunicanti....

Paolo Nori- La banda del formaggio.

domenica 14 luglio 2013

Uomini e donne

- se li abbiamo mollati o ce ne siamo andate c'erano ragioni (per
l'assioma 1: noi siamo intelligenti e il teorema 1.1: noi non facciamo
cose senza ragione, ancorché non subito ovvia)

- col tempo non sono diventati migliori (per la legge dell'entropia del partner)

- ogni mail spiata è un giorno di vita in meno (ipotesi: studi
sperimentali in corso)

- il TINA effect è una legge universale (There Is No Alternative)
 
Anonima  

venerdì 14 giugno 2013

Le città e il deserto 1



Arrivando dal deserto, con gli occhi acciecati dal sole, Dubai si fa strada docilmente nella foschia dovuta al calore e alla sabbia sollevata dal vento.
Solo quando ci si è dentro se ne capisce la vera essenza.
Gli abitanti passano da un edificio all’altro, dalla casa all’auto, all’ufficio, al centro commerciale limitando il più possibile il contatto conl’esterno, come se ne avessero paura, come una farfalla che fa di tutto per non uscire dal bozzolo.
Cosi’ facendo possono fingere di essere ovunque, un ristorante italiano, un finto suq marocchino, l’acquario, il pattinaggio, l’edificio più alto del mondo.
Ma quando vedi la sabbia farsi largo fra i grattacieli cogli l’avvertimento della natura che prima o poi si riprenderà quel luogo.