venerdì 9 gennaio 2015

Foreign fighters

Luglio 2012, un luogo imprecisato in Siria in un ospedale di una ONG imprecisata: arrivano dei feriti.
Uno è biondo, occhio azzurro, barba lunga, l'interprete scrive nel registro "provenienza: Germania" e il medico gli dice "ma no, non da dove viene di origine, dove è stato ferito!"
Il medico in questione, siriano doc, aveva studiato medicina in Germania, non gli pareva quindi vero di poter rispolverare un po' di tedesco e così inizia, tutto contento, a parlare al ferito.
"Da dove viene? Io ho studiato a Colonia" (in tedesco con accento arabo)
"Mi chiamo Hamza e non parlo tedesco" ( in arabo con palese accento tedesco),
"Ma come? Ma se si vede lontano un miglio che sei tedesco!" (in tedesco con accento arabo e tono incredulo)
"Mi chiamo Hamza e non parlo tedesco" (In tedesco con accento arabo e tono scazzato)
Il medico perplesso passa al secondo ferito con occhi a mandorla ma non c'è verso di capirso né in arabo, né in tedesco, né in inglese, né in francese, né in italiano, non lo capiscono neanche i suoi commilitoni.
Arriva il logista libico che ha studiato cinese perché prima di fare l'umanitario lavorava in una multinazionale............."E' cinese, dello Xinjang, sta bene"
C'era pure un arabo israeliano, che sì ha detto proprio così "sono arabo israeliano" che era il più simpatico di tutti; l'infermiera australiana gli stava medicando una brutta ferita a un piede:
"Do you feel any pain?" dice lei
"No" risponde lui
"No pain, no brain" ribatte lei.
Alcuni secondi di gelo, in cui la responsabile italiana fa l'elelenco di tutte le parolacce che conosce e si vede già presa in ostaggio e pensa che i suoi le toglieranno la casa in centro, e l'arabo israeliano si fa una grassa risata.
La responsabile termina la sua apnea, torna in ufficio, prende il satellitare, chiama Parigi e dice: "sono proprio come noi, pieni di expats"

(ogni riferimento a fatti o persone è ovviamente inventato) ;-)

mercoledì 31 dicembre 2014

Per il nuovo anno...


Sii prudente.
La tua vita apri solo a venti che portano carezza di lontananza.
Sii prudente, ma non vigliacco: non far finta di vivere.
Apri la tua vita, apri le finestre al presagio di primavera.
Lascia entrare i venti che ti parlano di lontananza, di ignoto, di svolte e bivi e sentieri;
che ti spingono verso nuovi orizzonti.
È tempo di andare, tempo di mettersi in cammino.
Tempo di ricominciare a respirare.


Nathan Zach

sabato 27 dicembre 2014

Buoni propositi

Scorrendo vecchi messaggi ho trovato questa lista inviata ad un'amica mentre stavo in RCA, era il lontano 2009:

Fare sport anche senza iscriversi in palestra (nuoto, corsa sul posto, addominali sul pavimento)
Usare la crema per le mani
Imparare a fare la sfoglia col mattarello
Convincere qualcuno a iscriversi con me a Storia o Scienze Politiche inidirizzo storico o a qualcosa di analogo
Andare a vedere i salares boliviani
Svuotare le scatole di zavagli direttamente nel rusco
Studiare bene lo spagnolo
Leggere la recherche di Proust (in francese) e Guerra e Pace (in italiano!)
Stirare saltuariamente le cose necessarie

Diciamo che nella top ten dei buoni propositi c'è sempre “perdere peso” e “fare sport” che, se ci fossi riuscita, adesso peserei 50kg e sarei tonica come il mio maestro di tai-chi. Invece niente, dimagrisci ti calano le tette, ingrassi va tutto sul culo; per dimagrire servono mesi e sacrifici, per ingrassare l'éspace d'un matin, la vita è ingiusta non c'è niente da dire.
Ecco, usare la crema per le mani ogni tanto lo faccio e avendo passato la soglia dei 40 aggiungerei anche quella per il viso, peccato che io a malapena mi strucchi, le creme mi durano anni e probabilmente ormai le poche volte che lo faccio mi sto mettendo in faccia della muffa.
Il cucinare in generale non è proprio la mia vocazione, diciamo che per disperazione ho imparato a fare il pane in missione (che fa pure rima) ma il corso di sfoglia resta lì nella lista, sostituito quest'anno dal corso di alcolismo....cioè volevo dire degustazione vini.
Le scuole di scrittura di Nori possono sostituire un corso universitario? Facciamo che son propedeutiche dai.
Oh, finalmente qualcosa però la posso spuntare: i salares Boliviani e ne è proprio valsa la pena; adesso sostituisco la meta con il Nagaland, oppure la transiberiana, o la Darwin-Broome-Perth, o Shibam quando lo Yemen sarà un posto tranquillo.
Zavagli? Ehm, qui stendiamo velo pietoso, l'avere una casa grande aiuta a nascondere tutto dietro le porte e gli armadi.
Alé, spunto pure lo spagnolo, più che un risultato della mia forza di volontà è stata una necessità trovandomi a buco di culo in Colombia a dover discutere con uomini armati tipo Rambo.
Però l'arabo mi è rimasto sul groppone, ho all'attivo 4 o 5 corsi di 1° livello, un diplomino e nozioni utili solo a ordinare del cibo e contrattare gli orecchini d'argento, però ne sapevo visto che sono riuscita a farmi dare della taccagna dal negoziante.
Ok La recherche è momentaneamente accantonata, prima devo leggere le tonnellate di libri che ho compulsivamente comprato nell'ultimo anno, che numero era nella scala del disagio?
Di stirare non se ne parla, però almeno con la lavatrice nuova la roba è pulita, è un passo avanti.
Ovviamente c'era una parte personale che ho omesso, del tipo: dimenticare Caio, perdonare Sempronio e cose così ma tanto io razzolo sempre male quindi almeno ho imparato a non mettere cose del genere nei buoni propositi che non possono certo essere preda dell'istinto ma della costanza e della volontà.....uahahahaha......
Comunque giuro che dal 1° mi rimetto a dieta ferrea.

lunedì 3 novembre 2014

Terrore a bordo

Quel brivido, quella sensazione di paura quando si avvicina la hostess col carrellino.....Hostess che potrebbe dirti: " Mi dispiace il pollo è finito, resta solo pasta al pesto."

Volare oh oh

Dopo anni in cui ho preso il volo AF delle 7am per andare in missione, vestita in maniera assurda, sempre uguale come un supereroe del terzo mondo: con le scarpe da trekking, la giacca impermeabile, 20 strati di maglie dal pile alla canotta per poterne toglierne uno ad ogni tappa e lo zaino con moka e caffé.
Dicevo che stavolta invece sono vestita in mneira umana, la Lonely Planet nello zaino e vado in vacanza!
A CDG di solito uscivo, arrivavo a Bastille, vagavo per gli uffici in attesa che qualcuno mi dicesse: "c'est le bordel mais ça va aller"; passavo al casier départs dove mi rifilavano un paio di computers, magari una sacca piena di Fentanyl e qualche pacco pieno di paté e saucissons.
Poi tornavo a CDG, pronta per il viaggio della speranza, carica come un mulo, comodo passare i controlli con 3 PC...e ovviamente poi mica volavo AF, se mi andava bene la Kenyan fino a Nairobi, poi da lì in Uganda, poi Juba poi a cazzinculo con aerei che man mano si rimpicciolivano e io dal posto 43B mi ritrovavo a fare le parole crociate insieme al pilota.
Eh no cazzo, stavolta non c'è la solita 4x4 bianca ad aspettarmi: "Francia?" "No, Olanda" "Francia?" "No, Belgio", "La prima volta che vieni in Sud Sudan?", "No, è la seconda ahimé".
Basta, finalmente sul foglietto per il visto posso barrare la casella "scopo del viaggio": TURISMO.

lunedì 29 settembre 2014

La scala del disagio

Riordinando i vecchi messaggi ho trovato questo:

1: Sono placidamente sorridente, la mia vita sonnacchiosa mi si addice
proprio, praticamente cerebroleso
2: Sto bene, sono sereno e soddisfatto, mi danno solo fastidio tutti i
capelli che lascio nella doccia ogni mattina ma non è grave.
3: Sono felice, ho un lavoro che mi piace, una bella famigliuola, vorrei
solo fare una vacanza come dico io una volta o l'altra... chissà..
4: Non ci lamentiamo dai, bisogna godersi quel che si ha.
5:  Ogni tanto mi chiedo, insomma, se ne vale la pena, sai, tutti i
sacrifici, la fatica... no, certo, ho le mie soddisfazioni, però ogni tanto
mi chiedo...
6: Leggo Coelho e mi sembra filosofia. E' normale fare un po' di shopping
terapeutico, ma questi 75 euro in libreria ogni settimana?
7: Devo fare più yoga, o meno yoga? C'è qualcosa della mia vita che non
capisco: ovvero, perché sono vivo?
8: O divorzio o dimissiono, o cambio città, o cambio pelle. L'ideale
sarebbe tutte insieme.
9: Perché questo male di vivere? Avrei tutto per stare bene... l'uomo è
condannato all'infelicità ontologica?
10: voglio fare l'head of mission nel Nord Kivu o mi ammazzo
 
XXX da 24 anni oscilla tra il 6 e il 9.
 
Lascio l'autore anonimo per la privacy...
 

mercoledì 24 settembre 2014

Venedikt Erofeev

Di scopi nella vita non ce ne sono. Nella vita tutto è solo un mezzo, come diceva Valerij Brjusov, poeta.