lunedì 8 giugno 2015

La vita è orribile e meravigliosa

Ho appreso a vivere semplice e saggia
a guardare il cielo, a pregare Iddio,
e a vagare a lungo innanzi sera,
per fiaccare un’inutile angoscia.
Quando nel fosso freme la lappola
e il sorbo giallo-rosso piega i grappoli,
compongo versi colmi di allegria
sulla vita caduca, caduca e bellissima.
Ritorno. Un gatto piumoso mi lecca
il palmo, fa le fusa più amoroso,
e un fuoco vivido divampa al lago
sulla torretta della segheria.
Solo di rado un grido di cicogna,
volata fino al tetto, squarcia il silenzio.
E se tu busserai alla mia porta,
mi sembra, non sentirò nemmeno.

(A. Achmatova-1912)

Mare mare

-Guarda chi è arrivato, saluta la zia.
-No
-Lele, non alzare la sabbia
-Ehi, ciao ben arrivati
-Filippo aspetta che devo metterti la crema
-Mamma posso fare il bagno?
-No che hai appena fatto colazione, stai un po' all'ombra
-Mamma,vieni ad aiutarmi a prendere i pesci.
-Allora stasera dove andate a vedere la Juve?
-E'mio, mamma, Samuele mi ha preso il camion.
- Riccardo, gioca con la ruspa
-Cocco, coccobello
-A che ora siete partiti, c'era traffico?
-Mamma ho fame
-Fra poco andiamo a pranzo
-Numero 44, l'hamburger è pronto
-Vieni ad asciugarti che prendi freddo
-Mamma ho sete, voglio un succo di frutta
-Massaggio, massaggio
-Numero 45, la piada è pronta
-Io vengo qui da quasi 50 anni per tre mesi, tutte le mattine mi alzo alle 5, vado al molo dai pescatori, torno a casa, pulisco il pesce e alle 7.30 prendo il caffé con mia moglie che si è appena alzata
-La Lisa sta facendo la dieta del gruppo sanguigno, dice che si sente molto meglio
-Numero 46 la caprese è pronta
-Sofia se non finisci la piada non ti prendo il gelato
-Braccialetti, anelli, orecchini, roba buona a poco prezzo.
-Papà ma come si muore?
-Eh, ci sono tanti modi per morire
-Tipo quali? Dimmene uno.
-Ma perché devi pensare a queste cose? Vai a fare il bagno.
-Francesca? Ma dov'è andata a finire?
-Stasera facciamo la grigliata.
-Ma non dovevate disturbarvi, potevamo prenderci una pizza.
-Asciugamani in microfibra con cuscino per lettino, asciugamani.
-Zia perché non stai a dormire da noi?
-Ma vivi da sola? Perché non hai un marito? Allora dovresti prendere un animaletto.
-Vai già via?
-Lele saluta la zia che va a casa.
-No

(Scuola media di letteratura russa: descrivi una giornata)

giovedì 4 giugno 2015

La zona dell'angoscia

A quest'atmosfera di sogno e d'inquietudine che lo faceva muovere attraverso le giornate come un sonnambulo, Erdosain aveva dato un nome: "la zona dell'angoscia". Erdosain immaginava l'esistenza di questa zona sopra il livello della città, a due metri di altezza; graficamente la vedeva nella forma di quelle regioni di saline e deserti che nelle carte geografiche sono indicate con degli ovali di puntini, a milioni come le uova di un'aringa.
Questa "zona d'angoscia" era la conseguenza della sofferenza umana. E, come una nube di gas velenoso, si spostava pesantemente da un punto all'altro, penetrando nei muri e attraversando le case senza perdere la sua forma piana e orizzontale; angoscia bidimensionale che, ghigliottinando le gole, vi lasciava un lontano sapore di singhiozzo.
Questa era la spiegazione che Erdosain dava a se stesso, quando sentiva la prima nausea del dolore.
Cosa sto facendo della mia vita?, si dcieva in quei momenti, e forse con questa domanda sperava di chiarirsi le origini dell'ansia che gli faceva desiderare un'esistenza nella quale il domani non fosse la continuaizone dell'oggi con la stessa misura del tempo ma qualcosa di diverso e di sempre inatteso; come nei film americani nel quali il mendicante di ieri è il capo della società segreta di oggi e la dattilohrafa avventuriera è una milionaria in incognito. (...)

martedì 26 maggio 2015

La finestra

A volte l'esistenza
diventa una finestra
e le cose appaiono di là
come nei sogni:
un panno che ciondola nel vento,
un fiore, una ragazza
e quella luce chiara del mondo
dove tu non sei.

venerdì 22 maggio 2015

Su come è fatto il Don Chisciotte

Mi hai dato due incarichi:
1) Non telefonarti. 2) Non vederti.
E adesso sono un uomo occupato.
C'è ancora il terzo incarico: non pensarti. Ma questo non me l'hai affidato tu.
Tu stessa a volte mi chiedi: "Mi ami?"
Allora so che è il momento della verifica dei posti di guardia. Rispondo con la diligenza di un soldato delle truppe del genio, che mal conosce il regolamento della guarnigione.
"Posto di guardia numero tre, non sono sicuro del numero; luogo: al telefono e nelle vie dal Gedächtniskirche ai ponti sulla Yorckstrasse, non oltre. Mansioni: amare, non incontrare, non scrivere lettere. E ricordare come è fatto il Don Chisciotte."

(Lettera nona)

domenica 17 maggio 2015

Questione di segni





(...) E la felicità...Che dire? I desideri, in fondo, sono un tormento, no? Ed è chiaro che si è felici quando non ci sono più desideri, nemmeno uno...
Che errore, che insensato pregiudizio, da parte nostra, aver messo fino a oggi davanti alla felicità il segno più! Davanti alla felicità assoluta, naturalmente, va messo un segno meno, il divino segno meno.

(Noi- Evgenij Zamjatin)

Patriottismo





Anch'io mi sento bene. Non so se questo mio stato d'animo sia dovuto al fatto che sono tornato, ma forse sto bene semplicemente perché sono vivo e perché non ho un futuro. Forse tutto quello che mi circonda appartiene al passato. Mi risuona in testa una frase: "Il passato non è mai morto". Anzi, non è nemmeno passato", ma non riesco a ricordare chi l'ha scritta. Forse Faulkner? Di colpo mi sembra di aver compreso il significato di quello che dice Kafka e proposito del presente, definito una "crepa nel tempo". Ti svegli e capisci di esserti trasformato in uno scarafaggio che chiunque può calpestare.

 (Serbia Hardcore-Dušan Veličković)