No te rindas, aun estás a tiempo
de alcanzar y comenzar de nuevo,
aceptar tus sombras, enterrar tus miedos,
liberar el lastre, retomar el vuelo.
No te rindas que la vida es eso,
continuar el viaje,
perseguir tus sueños,
destrabar el tiempo,
correr los escombros y destapar el cielo.
No te rindas, por favor no cedas,
aunque el frío queme,
aunque el miedo muerda,
aunque el sol se esconda y se calle el viento,
aún hay fuego en tu alma,
aún hay vida en tus sueños,
porque la vida es tuya y tuyo también el deseo,
porque lo has querido y porque te quiero.
Porque existe el vino y el amor, es cierto,
porque no hay heridas que no cure el tiempo,
abrir las puertas, quitar los cerrojos,
abandonar las murallas que te protegieron.
Vivir la vida y aceptar el reto,
recuperar la risa, ensayar el canto,
bajar la guardia y extender las manos,
desplegar las alas e intentar de nuevo,
celebrar la vida y retomar los cielos.
No te rindas, por favor no cedas,
aunque el frío queme,
aunque el miedo muerda,
aunque el sol se ponga y se calle el viento,
aún hay fuego en tu alma,
aún hay vida en tus sueños,
porque cada día es un comienzo,
porque ésta es la hora y el mejor momento,
porque no estás sola,
porque yo te quiero.
(Mario Benedetti)
mercoledì 13 novembre 2013
martedì 29 ottobre 2013
Mi ricordo
(...)
Mi ricordo quando sull’autobus all’uscita di scuola saliva
« aiutami che sono messo male » e mi ricordo di averlo visto pochi
giorni fa e di aver pensato « son passati più di 20 anni, non eri poi
messo cosi’ male ! »
Dai miei compiti per la scuola elementare di scrittura emiliana
lunedì 28 ottobre 2013
He Couldn’t Find A Voice To Speak With (Lou Reed)
I am sorry princess
I’m so slow in loving.
Believe me, it is inexperience,
this inability to show affection,
the long minutes without words
and then a clumsy pinch perhaps
while sipping wine, while all the
time I thought “Tell her!” But didn’t.
Instead thought and tugged
as boys I’m told do
in adolescence,
but didn’t say, “I have traveled here miles,
it is so cold outside, to be near you
without plan or strategem in my head,
I know I appear dead
sulkyand silent
but my greatest need is to be with you
without speaking.
I cannot talk in person
I converse on phones
eyes unseen and then say
what in person remains unsaid.
I’m a sad and moody self
and your buoyancy lifts my life.
No not mistake my silence”.
I am speechless in two ways.
If a third I would not attend
your knitting,
sitting putting on a button, so.
The plastic flower rearranged.
Her glasses, new, perched on her nose
that I know
would receive my kiss if I would give it.
But I still sit spellbound possibilities
and amazed at my own dullness.
But do not be deceived.
In my head are a thousand words
for each and every love song.
domenica 15 settembre 2013
J'avais vingt ans......
"Ma noi siamo deboli, l'impotenza è in noi; ci abituiamo a una docile schiavitù fin dalla confortevole infanza; nessuna possibiltà perciò di rintracciare in noi le sorgenti della speranza, non siamo rabdomanti.
Nessuna possibilità di capire che soffriamo della inazione dei nostri bisogni umani.
I maestri sembrano inamovibili, macchine decise a livellare qualunque esistenza sia troppo ben saldata per poter essere infranta.Ma se non faremo nulla l'inerzia durerà tutta la vita.
Che cosa ci succederà? Che cosa NON ci succederà?
E' dura essere l'ago di una bussola impazzita per un uragano o un'aurora boreale, in corsa verso tutti i punti cardinali, in un'ombra trafitta da suoni, fuochi, grida, dove la pazzia fa la vezzosa mostrando il bel viso agli angoli delle strade."
Aden Arabia-Paul Nizan (1931)
Nessuna possibilità di capire che soffriamo della inazione dei nostri bisogni umani.
I maestri sembrano inamovibili, macchine decise a livellare qualunque esistenza sia troppo ben saldata per poter essere infranta.Ma se non faremo nulla l'inerzia durerà tutta la vita.
Che cosa ci succederà? Che cosa NON ci succederà?
E' dura essere l'ago di una bussola impazzita per un uragano o un'aurora boreale, in corsa verso tutti i punti cardinali, in un'ombra trafitta da suoni, fuochi, grida, dove la pazzia fa la vezzosa mostrando il bel viso agli angoli delle strade."
Aden Arabia-Paul Nizan (1931)
mercoledì 4 settembre 2013
Foglietto illustrativo
Sono un tranquillante,
Agisco in casa,
funziono in ufficio,
affronto gli esami,
mi presento all'udienza,
incollo con cura le tazze rotte -
devi solo prendermi,
farmi sciogliere sotto la lingua,
devi solo mandarmi giù
con un sorso d'acqua.
So come trattare l'infelicità,
come sopportare una cattiva notizia,
ridurre l'ingiustizia,
rischiarare l'assenza di Dio,
scegliere un bel cappellino da lutto.
Che cosa aspetti -
fidati della pietà chimica.
Sei un uomo (una donna) ancora giovane,
dovresti sistemarti in qualche modo.
Chi ha detto che la vita va vissuta con coraggio?
Consegnami il tuo abisso -
lo imbottirò di sonno.
Mi sarai grato (grata) per la caduta in piedi.
Vendimi la tua anima.
Un altro acquirente non capiterà.
Un altro diavolo non c'è più.(Wislawa Szymborska)
lunedì 26 agosto 2013
Cesare Pavese 9 settembre 1908-26 agosto 1950
Ma perché prendersela tanto coi poveri suicidi?
Li trattate da stupidi, da imbecilli, da vili, come se ciascuno di essi non avesse le sue ragioni terribili e immense.
(...)
Ebbene io vi dico che il suicida è un martire, martire tanto degno quanto i martiri di tutte le religioni. E per religione intendo ogni ardore dell'anima umana, Dio o Idee che sono poi tutte altrettanti iddii.
Se martire è colui che testimonia colle sue sofferenze e il suo sangue la sincerità del suo pensiero e dei suoi sentimenti, fusi, la sincerità della sua anima non più volgare, perché non ha da essere un martireanche un suicida che, piuttosto di mentire (a se stesso e quindi agli altri), di costringersi con uno sforzo che sente inutile, a un assestamento diverso che tanto sente inutile e non suo, preferisce uccidersi, darsi quel grande dolore, il supremo di tutti i dolori?
Finitela di mostrarvi negozianti di virtù gridando all'empietà se un uomo mostra, nella sua idea, di superare la morte, di considerare la vita e la morte dall'alto della sua coscienza di sincerità.
E' sempre, certo, utilitarismo anche il suo (e che cosa non è utilitarismo nella vita?), ma almeno è un utilitarismo diversodal commercio di salami, è un utilitarismo che gonfia l'animo e lo sconvolge e lo leva in alto in un'ebbrezza sublime.
Certo, tutto è utilitarimo nella vita, ma la mia anima sa scegliere tra i valori. In alcuni si trova meglio. E perché allora non dovrei gettarmici a corpo perduto?
E perché dev'essere obbligatorio blasfemare così spietatamente tutti quelli che si sacrificano alla loro sublimità?
(21 ottobre 1927)
Li trattate da stupidi, da imbecilli, da vili, come se ciascuno di essi non avesse le sue ragioni terribili e immense.
(...)
Ebbene io vi dico che il suicida è un martire, martire tanto degno quanto i martiri di tutte le religioni. E per religione intendo ogni ardore dell'anima umana, Dio o Idee che sono poi tutte altrettanti iddii.
Se martire è colui che testimonia colle sue sofferenze e il suo sangue la sincerità del suo pensiero e dei suoi sentimenti, fusi, la sincerità della sua anima non più volgare, perché non ha da essere un martireanche un suicida che, piuttosto di mentire (a se stesso e quindi agli altri), di costringersi con uno sforzo che sente inutile, a un assestamento diverso che tanto sente inutile e non suo, preferisce uccidersi, darsi quel grande dolore, il supremo di tutti i dolori?
Finitela di mostrarvi negozianti di virtù gridando all'empietà se un uomo mostra, nella sua idea, di superare la morte, di considerare la vita e la morte dall'alto della sua coscienza di sincerità.
E' sempre, certo, utilitarismo anche il suo (e che cosa non è utilitarismo nella vita?), ma almeno è un utilitarismo diversodal commercio di salami, è un utilitarismo che gonfia l'animo e lo sconvolge e lo leva in alto in un'ebbrezza sublime.
Certo, tutto è utilitarimo nella vita, ma la mia anima sa scegliere tra i valori. In alcuni si trova meglio. E perché allora non dovrei gettarmici a corpo perduto?
E perché dev'essere obbligatorio blasfemare così spietatamente tutti quelli che si sacrificano alla loro sublimità?
(21 ottobre 1927)
lunedì 19 agosto 2013
Agosto
Chi rimane nella città in agosto?
Solo i poveri e i matti,
Le vecchiette dimenticate,
I pensionati con volpino,
I ladri, qualche gentiluomo e i gatti.
Per le strade deserte
Senti un percuotere fitto di tacchi;
Vedi donne col sacco di plastica
Nella linea d'ombra lungo i muri.
Sotto la fontanella col torretto
Dentro la pozza verde d'alghe
C'è una naiade di mezza età
Lunga dieci centimeri e mezzo:
Ha solo indosso il reggipetto.
Qualche metro più in là,
A dispetto del celebre divieto,
I colombi questuanti
Ti circondano a stuolo
E ti rubano il pane dalla mano.
Senti frusciare nel cielo, in volo
Stracco, il demone meridiano.
Primo Levi-Ad ora incerta
Solo i poveri e i matti,
Le vecchiette dimenticate,
I pensionati con volpino,
I ladri, qualche gentiluomo e i gatti.
Per le strade deserte
Senti un percuotere fitto di tacchi;
Vedi donne col sacco di plastica
Nella linea d'ombra lungo i muri.
Sotto la fontanella col torretto
Dentro la pozza verde d'alghe
C'è una naiade di mezza età
Lunga dieci centimeri e mezzo:
Ha solo indosso il reggipetto.
Qualche metro più in là,
A dispetto del celebre divieto,
I colombi questuanti
Ti circondano a stuolo
E ti rubano il pane dalla mano.
Senti frusciare nel cielo, in volo
Stracco, il demone meridiano.
Primo Levi-Ad ora incerta