"Aveva anche imparato come si può distruggere l'anima di un uomo. Beh, vivere non è una passeggiata per i campi, come si dice. Un'anima può essere distrutta in uno dei seguenti tre modi: attraverso ciò che ti fanno gli altri; attraverso ciò che gli altri ti costringono a fare a te stesso; e attraverso ciò che tu stesso decidi di farti. Ognuno di questi metodi è di per sé sufficiente; certo in presenza di tutti e tre, il risultato è impareggiabile."
giovedì 29 dicembre 2016
martedì 1 novembre 2016
Esperimento con l'India
"E Calcutta mi chiama con gran voce: è una roca voce di carne malata, una festa epidemica, il clangore dei devoti della dea Kali-la Madre- un luogo decrepito e giovane, un cadavere neonato. Non voglio sapere se quel segno delle labbra sia riso o lebbra. Sono nella città deforme, e il suo benvenuto terribile e senz'ira, io l'accetto. (...) Se non avete visto Calcutta voi non avete visto, non già l'India, ma il mondo. E' una città impossibile, inesistente, una allegoria, un labirinto, un incubo, una rivelazione. Questa città, e forse essa sola, è già pronta per il giudizio universale; forse, ignari, a Calcutta siamo già dietro le quinte, nel guardaroba della fine del mondo."
giovedì 31 dicembre 2015
Последний тост
Я пью за разоренный дом,
За злую жизнь мою,
За одиночество вдвоем,
И за тебя я пью,–
За ложь меня предавших губ,
За мертвый холод глаз,
За то, что мир жесток и груб,
За то, что Бог не спас.
Анна Ахматова
venerdì 6 novembre 2015
Oggi mi son fatta un appunto...
La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo,
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla
nel vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.
Wislawa Szymborska
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo,
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla
nel vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.
Wislawa Szymborska
sabato 10 ottobre 2015
Stoner
A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un'altra.
giovedì 8 ottobre 2015
E' bello incontrarsi dopo anni
Un incontro inatteso
Siamo molto cortesi l'uno con l'altro,
diciamo che e' bello incontrarsi dopo anni.
Le nostre tigri bevono latte.
I nostri sparvieri vanno a piedi.
I nostri squali affogano nell'acqua.
I nostri lupi sbadigliano alla gabbia aperta.
Le nostre vipere si sono scrollate di dosso i lampi,
le scimmie gli slanci, i pavoni le penne.
I pipistrelli gia' da tanto sono volati via dai nostri capelli.
Ci fermiamo a meta' della frase,
senza scampo sorridenti.
La nostra gente
non sa parlarsi.
(Wislawa Szymborska)
Siamo molto cortesi l'uno con l'altro,
diciamo che e' bello incontrarsi dopo anni.
Le nostre tigri bevono latte.
I nostri sparvieri vanno a piedi.
I nostri squali affogano nell'acqua.
I nostri lupi sbadigliano alla gabbia aperta.
Le nostre vipere si sono scrollate di dosso i lampi,
le scimmie gli slanci, i pavoni le penne.
I pipistrelli gia' da tanto sono volati via dai nostri capelli.
Ci fermiamo a meta' della frase,
senza scampo sorridenti.
La nostra gente
non sa parlarsi.
(Wislawa Szymborska)
sabato 22 agosto 2015
"Non ti merito"...
Ma la felicità con i suoi doni
non è per me; l'anima mia non tenta;
vane sono le vostre perfezioni,
ché d'esse io non son degno. Mi spaventa
la vita coniugale ed ho coscienza
che a noi darebbe solo sofferenza.
Anche un immenso amor non gioverebbe:
l'abitudine in me l'ucciderebbe.
Non saprei darvi che fastidi e pene;
voi piangereste, ed io dal vostro pianto,
non dolore, ma rabbia avrei soltanto.
Or giudicate quali rose Imene
ci porterebbe e se una tale vita
vi potrebbe, e per sempre, esser gradita.
(Capitolo quarto- XIV)



