venerdì 18 dicembre 2009

out of Africa

...niente illusioni, manca pure Robert Redford.....
Mi sono unita per 3 giorni al team degli ambulatori esterni, 2 villaggiotti a un centinaio di km da Carnot, ovvero 6-7 ore di sobbalzi, guadi, pista fra rovi e una decina di pazienti da riportare a casa che hanno incessantemente cagato e vomitato (fino ad ora la parte più dura della missione)
In pratica arrivati in loco si raggiunge il “poste de santé”, ovvero capanna in cui un soggetto detto “major” è capace di tagliare un cordone ombelicale o trattare un morso di serpente (a questo proposito il guardiano notturno ne ha ucciso uno che stava entrando in casa non invitato) e si monta l'attrezzatura: zona d'ombra, bilancia appesa al soffitto, angolo medico, angolo farmacia ecc.
Tutto ciò con orde di bambini che ti salutano, autorità locali completamente rincoglionite e staff MSF “voglia di lavorare saltami addosso”.
Fatto N'Dinguiri abbiamo proseguito verso M'Boula dove abbiamo passato la notte in un paio di camerette attorno a un cortile con bagno en plein air; in realtà per la prima volta mi son lavata con l'acqua calda visto che ce la siamo scaldata sul fuoco, unica pecca degli scarafoni piuttosto invadenti disposti tipo giocatori di rugby attorno alla toilette.
Purtroppo niente elefanti anche se dicono sia la zona giusta, scimmie e antilopi solo a pezzi al mercato (pare la carne sia ottima) e mandrie di bufaloni di pastori nomadi Peul/Bororo: alti, magrissimi, chiari e con acconciature eleganti e curate.
Per ogni villaggio che si attraversa tutti gridano: “baramundu berere” o qualcosa di analogo che ovviamente vuol dire......

dalla Ross (anche se postato da me)

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