giovedì 28 gennaio 2010

Lessons learned

Il brevetto del peanut butter spetta agli africani
Mai andare a letto per ultimi altrimenti ti trovi sul cesso al buio col generatore spento
Da un bambino puo' uscire di tutto, di qualsiasi forma, colore e odore....
L'acqua calda è una gran scoperta!
Il volo PAM non è un carrello della spesa con le ali (spero....)

dalla Ross (anche se postato da me)

lunedì 18 gennaio 2010

Giornata tipo

Sveglia all'alba (galli, muezzin, rumori vari di cui è meglio non conoscere l'origine), scosso le scarpe dai ragni, doccia fredda, attraverso la strada e mi faccio la micromoka col lavazza che sto centellinando col bilancino da spacciatore da 2 mesi; tozzo di baguette retaggio del colonialismo e si parte.
Alle 7.30 riunione dello staff con quelli della notte che passan le consegne, si perde tutto il tempo a salutarsi quindici volte senza capire un cazzo delle notizie fondamentali, vabbè noi siam sempre i soliti europei cafoni.
Visita ai cinni vari: le dé? (il vomito), le sasà? (la diarrea), leghe oké? (quante volte); se siam fortunati la mamma in questione ha tenuto la mutanda con un bel balocco di cacca accanto al letto per farcela osservare.....poi ne ripesiamo un po' visto che qui non san contare e fan casino con decine e centinaia ci sono bambini di pochi mesi che crescono o calano di 10kg alla volta, ci vuol pazienza.
Se non ci sono urgenze tipo trasfusioni, choc, febbri ecc a pranzo pausa di 1h per mangiare riso o pasta (questa non la tocco perché contro la mia religione), carne in salsa e banane in tutte le forme.
Il pomeriggio si cerca di finire il lavoro del mattino e tappare le falle poi ci avviamo a piedi verso casa salutando come al solito tutti che ci chiedono "c'est le retour?", educati ma un po' ripetitivi 'sti centrafricani.
Una buona doccia gelata per mantenere il raffreddore e la tosse, si aggiorna il database, due chiacchiere, un po' di musica, cena come a pranzo e a nanna sotto la zanzariera, non tanto per le zanzare ma per altre migliaia di animaletti che tappezzano i nostri muri......

dalla Ross (anche se postato da me)

venerdì 8 gennaio 2010

Befana in Africa

Visto che qui l'aspettativa di vita è poco superiore ai 40 la befana sono io che alla mia età dovrei già essere nonna! Le feste natalizie son passate senza colpo ferire fra urgenze in ospedale, visite dei capi della coordinazione e lavoro quotidiano. Qui comunque eran tutti contenti a capodanno, un sacco di gente in strada con pentole e tegami che cantava bonne année, certo che peggio di così per loro è difficile che vada.....
Ieri sera siamo persino usciti a bere una coca cola, ben calda, sotto una capanna di paglia, rigorosamente al buio; al ritorno quello del Niger mi era praticamente in braccio perché ero l'unica con la torcia e lui ha una paura fottuta dei serpenti (ma non abita nel deserto????mah).
Qui la vita scorre tranquilla come la Mamberere, il log ci ha fatto il bagno, io col c....fra correnti, parassiti e coccodrilli non saprei che scegliere.
Unica notizia che ha fatto scalpore: a 40km un gruppo di bracconieri arrivati a cavallo dal Sudan ha ucciso due elefanti per l'avorio delle zanne e popolazioni di interi villaggi si sono fiondate a recuperare un po' di carne.
Mi han proposto di passare in piroga in Congo Brazzaville in un campo profughi della RDC......ho gentilemente rifiutato, prendiamo l'Africa (e MSF) a piccole dosi....

dalla Ross (anche se postato da me)

venerdì 1 gennaio 2010

2010: buoni propositi

Trovare X....possibilmente con casa nel Marais
Imparare a fare la sfoglia col mattarello
Fare sport anche senza iscriversi in palestra (nuoto, corsa sul posto, addominali sul pavimento)
Usare la crema per le mani
Convincere qualcuno a iscriversi con me a Storia o Scienze Politiche indirizzo storico o a qualcosa di analogo
Andare a vedere i salares boliviani
Svuotare le scatole di zavagli direttamente nel rusco
Studiare bene lo spagnolo
Leggere la recherche di Proust (in francese) e Guerra e Pace (in italiano!)
Stirare saltuariamente le cose necessarie

dalla Ross (anche se postato da me)

venerdì 18 dicembre 2009

out of Africa

...niente illusioni, manca pure Robert Redford.....
Mi sono unita per 3 giorni al team degli ambulatori esterni, 2 villaggiotti a un centinaio di km da Carnot, ovvero 6-7 ore di sobbalzi, guadi, pista fra rovi e una decina di pazienti da riportare a casa che hanno incessantemente cagato e vomitato (fino ad ora la parte più dura della missione)
In pratica arrivati in loco si raggiunge il “poste de santé”, ovvero capanna in cui un soggetto detto “major” è capace di tagliare un cordone ombelicale o trattare un morso di serpente (a questo proposito il guardiano notturno ne ha ucciso uno che stava entrando in casa non invitato) e si monta l'attrezzatura: zona d'ombra, bilancia appesa al soffitto, angolo medico, angolo farmacia ecc.
Tutto ciò con orde di bambini che ti salutano, autorità locali completamente rincoglionite e staff MSF “voglia di lavorare saltami addosso”.
Fatto N'Dinguiri abbiamo proseguito verso M'Boula dove abbiamo passato la notte in un paio di camerette attorno a un cortile con bagno en plein air; in realtà per la prima volta mi son lavata con l'acqua calda visto che ce la siamo scaldata sul fuoco, unica pecca degli scarafoni piuttosto invadenti disposti tipo giocatori di rugby attorno alla toilette.
Purtroppo niente elefanti anche se dicono sia la zona giusta, scimmie e antilopi solo a pezzi al mercato (pare la carne sia ottima) e mandrie di bufaloni di pastori nomadi Peul/Bororo: alti, magrissimi, chiari e con acconciature eleganti e curate.
Per ogni villaggio che si attraversa tutti gridano: “baramundu berere” o qualcosa di analogo che ovviamente vuol dire......

dalla Ross (anche se postato da me)

giovedì 10 dicembre 2009

esempi

Martedì mattina, londra, National Gallery.
Gironzolo un po' a caso nelle ampie sale del museo - ci sono già stata altre volte, tanto è gratis - e, nel giro di un paio d'ore, incontro ben quattro scolaresche delle elementari: gruppi di una ventina di bambini di 5-6 anni, tutti in divisa con il loro pullover colorato e i calzoncini corti o la gonna a pieghe (rigorosamente senza calze), seduti per terra, in silenzio, davanti ad un quadro. I loro maestri e maestre (tutti, tranne uno, molto giovani) parlano e li interpellano continuamente e ad ogni domanda si alza impaziente una selva di manine. C'è un maestro che fa "animare" una scena veneziana del Canaletto, con marmisti che scalpellano e signore alla finestra, e i bambini lì che fissano il quadro e mimano lo scalpello cercando di riprodurne il rumore e fanno ipotesi su dove stia andando quel signore che entra in una porta. Sarà una casa? no, più probabilmente una bottega, vero?
Gli altri con il pullover rosso guardano e ascoltano la storia di Atteone, due sale più in là, invece, si disegna. In effetti ce ne sono parecchi di studenti, più grandicelli, che sostano a coppie davanti ai quadri per cercare di ricopiare le immagini e, a sbirciarne i quaderni, non sono studenti di arte.
Il tutto senza intralcio per i visitatori e senza confusione. Come se il museo fosse un normalissimo luogo di studio, un'alternativa all'aula scolastica, un posto vivibile e accogliente in cui sedersi per terra, come se i quadri fossero un qualcosa di assolutamente accessibile, da guardare e interrogare e immaginare dando spazio alla fantasia. I bambini che ho visto cresceranno avendo esperienza di questo.

lunedì 7 dicembre 2009

Blood Diamonds

Prendete il film, togliete Leonardo di Caprio e il bar figo sulla spiaggia, aggiungete un villaggio del far west con commercianti libanesi ed eccovi Carnot, la città dei diamanti della RCA.
La vita è spartana ma accettabile, ho persino una cameretta tutta per me, acqua fredda tutta la giornata, calda mai, e elettricità fra le 18 e le 22. E' la stagione secca, ovvero caldo porco di giorno e di notte è gradita la copertina Unicef di cui siamo dotati pure noi. L'ospedale è fatto a padiglioni (capanne....) tipo il S Orsola....più o meno....diciamo che il livello medico-infermieristico è superiore all'Abkhazia anche se resta una tragedia e io sono il referente medico di cose di cui non ho la più pallida idea! La pediatria è un vero casino, per fortuna tutti sintomi portano alla malaria...che prenderò probabilmente insieme a scabbia e tubercolosi, se non ce l'ho già.
Ultima nota sui compagni di missione: confermo il mio razzismo, i francofoni sono molto meglio degli anglofoni: bevono, fumano, mangiano carne, ne capiscono di musica e cinema, sanno che succede nel mondo e la mattina alle 6.30 a colazione non ti stracciano i coglioni!”

dalla Ross (anche se postato da me)